merci (pour le chocolat)
[layout] lyla web log
[template] templatextutti
[titles] françois, jean-Luc, claude
[ici et ailleurs] nanni, walter, woody, alain, jean-Luc, michelangelo
[inspiration] ma vie
"Chi ha scelto il Cavaliere, del conflitto di interessi se ne frega...". Parole di Umberto Eco, in un dibattito pubblico a Bologna che aveva davvero l'aria di essere interessante. Con lui anche Sergio Cofferati e altri, il senso - su cui titolano i giornali - è l'appello di Eco a bypassare la questione centrale e insormontabile - l'ossessione della tv e lo strapotere berlusconiano sulla medesima - e dare comunque per persa e inutilizzabile quella forma di comunicazione da parte della sinistra (e qualcuno si è chiesto se la sinistra non faccia soprattutto danni quando rincorre in tv l'avversario). Il paradosso, lanciato da Eco, è quello degli uomini-sandwich da mandare nelle strade, un cartello appeso con - davanti - la medesima scritta per tutti: "Questo non me lo lasciano dire in tv" e, sul retro, per ognuno una scritta diversa. Forse è un paradosso, forse no. Ma se ne parla e se ne parlerà ancora."
copio e incollo da una mail del nostro eroe in servizio civile in Polonia: (Luciano's copyright)
"ho provato la wodka polacco scassa di brutto.... vi invio la ricetta del mio amico alex: prendete dei bicchierini molto piccoli a forma di cilindro...versate poi la wodka pura riempendo il b. piu' della meta' poi abbiungete succo concentrato di lamponi o se non lo trovate di fragole o amarena poi aggiungete 4|5 gocce di tabasco.... poi tracannatelo tutto di un colpo e magari ripetete le operazioni per piu' volte...parlerete la lingua del vostro paese con molta disinvoltura.... provato ero di madrelingua polacca ieri sera.......poi e' anche bello da vedere perche' le sostanze si stratificano e formano la bandiera polacca....ciao e divertitevi nel fine settimana"
Ohi garçons! Ieri sono andata al mio primo appuntamento con un'agenzia immobiliare...sola. Arrivo, questi che si guardano stupitissimi, aspettavano Monsieur E. e si vedono arrivare me..Mi fanno sedere ad aspettare...e io aspetto...poi questo mi chiama...oh 'sti trentenni parigini incravattati che mi danno del vous mi fanno veramente ridere però. Vabbè, cerca di mettermi in difficoltà in ogni modo parlando stretto e tutto poi fa: andiamo. Ci incamminiamo e lui corre come un matto per tutta la strada, io che facevo fatica a stargli dietro e lui che cercava di fare conversazione col sottofondo delle auto che passavano e la metro...figuriamoci. Poi niente arriviamo e dopo che ha anche tentato di seminarmi per le scale facendo gli scalini a due a due...Sbrigativo ai massimi mi fa vedere la casa: 22mq, praticamente un castello rispetto a quello che avevo visto finora..poi guarda caso mi fa: oh, ho dimenticato il foglio con l'elenco dei documenti che servono, con la faccia del "mi dispiace ma pazienza" e io gli faccio beh me lo puo' spedire per fax in ufficio, e gli do' il mio dossier, tipo 20 pagine di fotocopie, lui quando vede che avevo un garante e tutto cambia faccia, lo stronzetto, e mi fa: hai un numero di cellulare? Glielo mostro sul telefono e lui che fa tutto il carino: no ma devi parlare, leggimelo tu...Sì bravo. Solo che aveva il bagno tutto arrugginito, ed era un po' tristina la casetta.. bon, al lavoro.
"Purtroppo per te la Valeria mi ha indicato il sito di crepe suzette dove stai pubblicando la tua esperienza parigina; in prtica sei la prima persona che conosco che partecipa ad una sorta di grande fratello anche se poi puoi darci a bere di tutto, tanto chi controlla che dici la verità? Scherzi a parte è una gran figata....
Ti dispiace se informo altri del tuo sito, per esempio Ferro?
Ciao e divertiti a tsai attenta che ti controllo!!!( su internet)"
Ecco, in effetti mi stavo giusto chiedendo: ma Ferro è ancora tra noi? Se ci sei batti un colpo, please!
lo dice Marcela Iacub, intervistata da Fabio Gambaro per l' Espresso. Vi avevo detto che Gambaro vive qui a Parigi? E che frequenta la Tour de Babele? Ma ahimè è felicemente sposato..
Ed è di nuovo lunedì. I miei affezionati lettori avranno notato il link che ho postato venerdì, e avranno anche capito che è il sito di Focus. Che ve ne pare? Ovviamente non l'ho fatto io, l'ho soltanto aggiornato con il nuovo numero del giornale. Anyway, da ora sono ufficialmente Web Master. E non ridete, please. Anche perchè non spargiamo troppo la voce ma ho avuto qualche input via msn messenger in un momento di crisi venerdì (tipo che avevo deciso di mettere online il tutto alle quattro di venerdì pomeriggio e poi l'home page non funzionava: che idea geniale, eh?) dal mio angelo custode. Dunque per la mia banca francese sono Web Master, e anche per le agenzie immobiliari che mi hanno chiesto la professione, ancora Web Master. Uah-ah-ah. Se me lo ripetono ancora rido sul serio. Comunque niente, alla fine il sito è andato online e ho avuto giusto il tempo di postare il link prima di correre per arrivare in ritardo al corso di francese. Ah, tra l'altro la settimana scorsa, che non ho avuto molto tempo per postare, non vi ho raccontato del cinese, che un giorno è arrivato tutto giulivo, bon soir-bon soir e poi viene da me, sorride a quattromilacinquecento denti e mi fa: che bella cosa 'na jurnata 'o sole! Vi giuro, una pronuncia perfetta. ça va? ça va tres bien! Poi credo che abbia aggiunto oh sole mio-oh sole mio, e il russo, che ha vissuto due anni a Firenze, gli fa: bravissimo! Poi purtroppo il cinese ha ricominciato a parlare la sua lingua incomprensibile tipo francinese e chi lo seguiva più. Cioè poverino, o ti dà ai nervi o ti fa piegare dalle risate, dipende dal momento. Vi dico solo che Pascal, la prof, l'altro giorno non sapeva più come spiegargli Crot de chien, e disperata gli fa: Merd! Però così ha capito. E il greco, vogliamo dirlo? L'altro giorno Pascal fa: "Vous connossez l'histoire "Les tres Ours"? E lui: "Je sais Le tres porcs!". Sabato invece sono finalmente andata a Boulevard Saint-Michel (queste influenze romane di dire "a boulevard" e non "in boulevard"...voglio dire, non direi normalmente "in via indipendenza, in via rizzoli"? eh sì.)...dicevo a Boulevard Saint-Michel e dintorni per farmi un po' di librerie. E ho comprato -Charlie e la chocolaterie, di Roahld Dahl (credo che in ita sia La fabbrica di cioccolato) che sto leggendo e mi piace un casino -Fifi Brindacier, che non si direbbe ma è Pippicalzelunghe -La fée carabine di Pennac che credo di aver letto in italiano (ne ho letti un paio della serie ma non mi ricordo mai quali anche perché non avevo iniziato dal primo..a proposito, qualcuno sa come vanno letti?) -Le passé composé di Francois-Marie Banier...ecco, ora vi spiego perché: questo tale Banier, l'anno scorso mi è capitato che quando sono venuta al Museo della Fotografia ci fosse una sua personale, che mi era anche piaciuta molto e di cui vi avevo parlato quando ancora non mi leggevate, quindi quando ho visto il suo librino (a due eurini) in una bancarella di libri usati mi sono detta che io e lui siamo destinati ad incontrarci, e non ho proprio potuto lasciarlo dov'era...così è venuto a casa con me. E poi insomma, per tutto questo ho speso 5,50, cioè meno di un qualsiasi libro in economica feltrinelli, no? Poi dopo aver rovistato in tutte le librerie del quartiere (si, da Shakespeare & Co. ci sono andata, ma era strapieno di turisti, visita approfondita rimandata a giorni infrasettimanali meno affollati ed economicamente più rigogliosi) mi sono infilata in Rue des Arts, giusto per il nome, perchè ecco, il quartiere latino è molto carino, con tutte queste librerie e baretti e tutto, però è veramente troppo turistico. Cioè, schifosamente turistico. Comunque ho preso una creppina niente male e poi visto che iniziava a piovere mi sono infilata in un cinema ipercostoso dove davano Kitchen Stories in versione originale sottotitolata in francese. Ecco, immaginatevi cosa posso aver capito. Di Kitchen Stories mi sono piaciuti da morire gli sguardi, gli scambi di ruolo tra osservatore e osservato (ho anche una teoria su questo, ma magari ne parliamo con chi ha visto il film che ora non ho tanto tempo) Poi sabato sera ho fatto la baby-sitter, e ho giocato all'impiccato (quel giochino che devi indovinare le parole), ho visto Winnie l'Ourson e ho letto cento pagine di Alice nel paese delle meraviglie (in versione bambini, ok, però praticamente mi si è seccata la lingua) e poi quando ho preso in braccio il "piccolo" Théo mi è praticamente venuto il colpo della strega, l'ho sbatacchiato ovunque mentre lo portavo in camera, e infatti l'ho svegliato e lui ha detto: Voglio una coccola. Poi si è addormentato e io terrorizzata dall'idea di dover leggere altre cento pagine ho fatto tutto in punta di piedi e sono andata a nanna. Ieri invece di nuovo mercato di Malakoff per fare la spesa poi nel pomeriggio nanna, studio (questa settimana ho il test di francese) e torta di mele. Today mi dedico alla stesura del mio primo articolo per Focus, tenetevi pronti perchè tra circa due mesi sarà pubblicato...scappo, baci
Diomio, non avevo mai pensato veramente a come può essere difficile ogni piu' piccola banalità per un "migrante". Sono arrivata a Parigi da meno di un mese, quando mi parlano in francese capisco vagamente qual è l'oggetto del discorso e se mi stanno facendo una domanda, ma non sempre capisco quale e raramente sono in grado di rispondere qualcosa che non sia Oui o Non (sì, ho imparato, con la o chiusa). Ho una zia che vive qui da forse quindici anni ed è sposata con un parigino. Ho un lavoro e uno stipendio soddisfacenti, direi. Ho il direttore che garantisce economicamente per me. Ho un padre in Italia che, se avessi bisogno, mi potrebbe aiutare. Eppure ci sono certi momenti in cui mi sento completely overwhelmed dalle (piccole) difficoltà che bastarde si sommano. L'agenzia vuole che io abbia un conto corrente francese. Che apro recandomi in banca con il mio zio francese in orario di lavoro. Quanti immigrati possono assentarsi in orario di ufficio? E quanti hanno una persona del luogo ad accompagnarli? Vuole vedere le mie ultime buste paga. Quali buste? E se io avessi delle buste paga in algerino, l'agenzia francese le accetterebbe? L'agenzia sostiene di non aver ricevuto il fax con i miei documenti ("envoi reussi"), ma quando glieli porto di persona (di nuovo, in orario di ufficio, e accompagnata da un parigino) ecco che dalla mia carpetta spunta un blocchetto di fogli graffettati, e sono proprio i documenti che ho spedito il giorno prima. L'impiegata è completamente rincoglionita o è perchè sono straniera? Di fianco all'enaip c'è un centre d'accueil. Il 90% delle persone che camminano per Rue Claude Tillier sono africane, credo. Spesso sorridono. A volte vorrei chiedere loro cosa fanno, cos'hanno intenzione di fare, come cazzo fanno a trovare la forza di affrontare tutto, da soli, spesso senza sapere la lingua e....come si fa? da che parte si inizia? Se non sai il francese non trovi un lavoro, e senza lavoro nessuno ti affitta una casa, se non hai un indirizzo non puoi aprire un conto in banca, se non hai un conto in banca come fai a farti spedire dei soldi? E poi, puoi farteli spedire, o sei qui perchè dovresti essere tu a mandarli? Lo so, mi faccio delle domande banali, forse avrei potuto riflettere prima su certe cose. Voglio dire, l'ho anche fatto. Ma da qui la percezione che ne ho è proprio tutta diversa.
non so cosa fare col corso di francese il mese prossimo:
a) continuo all'alliance, anche se andiamo lenti con la grammatica per via dei cinesi-vietnamiti-ecc. b) prendo qualche lezione privata (cheschifo) c) inizio a fare scambio di conversazione, anche se ancora praticamente non so dire bau
Tenete conto che:
a) all'alliance costa tipo 11 euro l'ora b) sono negata per il francese c) in classe, per così dire, mi diverto
Si accettano consigli, anche per e-mail, visto che sul blog fate i timidi...
«L'élite intellettuale europea continua a concentrarsi sulla questione dell'eccessivo tasso di natalità dei Paesi del Terzo mondo, ma intanto ignora la sovrappopolazione di bestiame e le realtà di una catena alimentare che defrauda i poveri dei mezzi di sussistenza per nutrire i ricchi con un'alimentazione a base di carne». (Jeremy Rifkin, intervista -Luchino leggila che è proprio interessante)
"Il popolo del mondo è come due tribù nel deserto, una tribù vive in un paese con un pozzo, l'altra in un paese senza pozzo. La tribù con il pozzo vuole la pace, l'altra non vuole la pace, vuole l'acqua! La tribù senza pozzo forse è meno civilizzata, non ha una parola per dire pace, ma ne ha una per dire sete, che, data la situazione, è più o meno la stessa cosa. Il Comitato per la Pace nel paese con il pozzo, è buono, saggio, sano, gente bella che non ha sete e che perciò ha tempo ed energia per il comitato. La gente con il pozzo parla molto di premi per la pace da dare ad altra gente che vive nel paese con il pozzo." (Lars Von Trier a Berlino, da Repubblica.it)
Eccoci qui...voi che avete fatto questo week-end? Io sabato sono stata al Museo della Pubblicità dove però c'era una mostra temporanea sull'air france...per carità molto carina, però ecco, era scomparsa tutta la storia della pubblicità per lasciare spazio ai gadget distribuiti a bordo negli ultimi duemila anni...poi sono andata a farmi la tessera annuale al Louvre, più per dire che l'ho fatta che altro perché non ho nessuna intenzione di girarmelo tutto quel museo..no scherzo, in realtà è che mi sono detta: se non lo vedo ora non lo vedo più, che è anche giusto però da sola non mi sento molto in grado di affrontarlo, seriamente. Anche perchè è ancora (molto) più grande di quel che mi ricordassi. E poi il pomeriggio sono andata con Mara, Geraldine, Matteo e Federico a fare un primo giro. Geraldine ha studiato all'Ecole du Louvre per due anni, e quindi ci ha gentilmente fatto da guida, Matteo e Federico a dire il vero non ho capito molto bene che ruolo avessero, cioè perché sono qui e come mai conoscono Mara. A dire il vero non sono molto sicura neanche dei nomi. Comunque. Abbiamo visto qualche quadro di Leonardo, qualche quadro di Raffaello (credo) e qualcuno di Delacroix. Credo che dovrei comprarmi una guida del Louvre. A proposito di guide, GRAZIE LALLINA! Dovete sapere che la Lalla mi ha regalato la mia quarta guida di Parigi (1.rough guide 2001 2. Time Out 2003 3. Ou s'embrasser a Paris ) 4. Paris Pas Cher, con tutti gli indirizzi dei posti più economici a Parigi. Domenica invece sono andata al Mercato delle pulci di Portes de Vanves che mi è piaciuto davvero un casino, forse ci torno per comprare dei piatti pomposissimi a tipo un euro l'uno quando "metto su" casa. Il mercato è più o meno diviso in due parti, tipo Piazzola. La parte nuova è molto globalizzata, cioè praticamente uguale alla piazzola nuova diciamo. La parte vecchia invece è meravigliosa: ci sono i vestiti usati (o Vintage, e a seconda di come vengono definiti chiaramente i prezzi sono diversi, cioè: vestiti vecchi, tre euro; vestiti vintage 150), i libri usati (o antichi, stesso discorso), piatti e bicchieri, sedie, bambole...insomma più o meno qualsiasi cosa...e quello che mi piace della parte vecchia è che è molto tranquilla..insomma quella nuova sembra un po' un mercato del pesce, con la gente che ti urla dietro un euro due euro, invece qui i venditori si fanno molto i cazzi loro, neanche ti guardano e a volte ti chiedi dove siano...addirittura c'era questo vecchietto che alle tre del pomeriggio stava ancora posizionando tutte le sue cosette, della serie Nonno quando hai finito il mercato chiude, e a guardarlo ti chiedi se il suo scopo sia quello di venderle, quelle cose, o solo di metterle in ordine. Propendo per la seconda ipotesi. E poi sono andata alla Eglise de Saint-Eustache o come si scrive a vedere un concerto d'organo (eh Spaiatino?)...il bello è che arrivo e vedo tutti seduti nelle ultime file, e dentro di me penso: ma guarda questi che fanno i timidi, e mi vado a sedere tipo in seconda fila. Poi ad un certo punto sento una voce senza vedere nessuno, e ovviamente l'organo era in fondo alla chiesa..pero' vabbè alla fine sono rimasta li' ed è stato molto carino... Sentite, mi manca troppo il Lumiere. Cosa avete visto questo mese?
"Fai qualcosa per il tuo Paese: ragala un libro a Silvio B. Torino. Si chiama "I campi del duce. L'internamento civile nell'Italia fascista. 1940-1943". Lo ha scritto Carlo S. Capogreco per Einaudi. Racconta delle 130 mila vittime della dittatura benigna. Niente villaggi vacanze nè club med. Piuttosto, gioviali deportazioni e allegri internamenti. La simpatica pratica del confino di polizia. E altri buffi particolari che illuminano il goliardico sistema dei campi di concentramento voluti dal Duce. (fonte Il Sole 24ore)." www.ansia.splinder.it
"Le uniche novità offerte dalla politica in questi mesi sono il lifting di Berlusconi e il nuovo marchio dell'Ulivo. Un po' poco per un paese che attraversa la peggiore crisi produttiva e finanziaria degli ultimi vent'anni. La faccia, il logo, la sacra immagine segnano i confini di una politica che esce da palazzo soltanto per richiudersi nei salotti televisivi, dove lo schermo funziona da quarta parete. Quello che accade oltre lo schermo, nella società, non esiste." (articolo di Curzio Maltese, sulla Repubblica di oggi)
è vero. Ma allora perchè la gente invece si comporta come se esistesse davvero soltanto quello che succede in tv?
bon jour, Italie! qui si fanno passetti avanti per la mia casetta, speriamo bene...per il resto non ci sono grandi novità...Ho iniziato ad aggiornare il sito e forse entro un paio di settimane sarà online (bisogna cmq aspettare che agli abbonati arrivi la versione cartacea), ora faccio anche una specie di rassegna stampa e questa settimana vado al Museo della Pubbicità per il prossimo numero, che è sulla televisione... Questa città mi piace un casino, inizio un po' ad orientarmi e a sapere in che direzione è cosa, ho smesso di prendere i mezzi nel verso sbagliato e ora conosco un po' i dintorni della casa dove vivo a Malakoff e dell'ufficio di rue Claude Tillier..mi sembra che il tempo voli e mi pare impossibile che siano passate già due settimane...come ho già scritto a qualcuno di voi sto già pensando di chiedere un contributo per la tesi all'estero per restare un paio di mesi in più...vedremo. Il corso di francese continua, non capisco bene come funzioni perchè praticamente ogni giorno arriva qualcuno di nuovo...la settimana scorsa sono arrivati un altro spagnolo, un'altra cinese e un greco, e ieri un vietnamita...ah questa ve la devo troppo raccontare: ieri facciamo questo gioco a coppie tipo mestieri muti in cui ogni coppia doveva mimare una frase e gli altri dovevano indovinare che frase era. In tutte le frasi c'erano un'allarme e un guardiano; io ero in coppia col russo e facevo l'allarme, quindi faccio: driiiiiiin! (allarme italiano), e il russo fa quel che deve fare..già tutti a ridere per il mio allarme perchè dicevano che si fa iiiioooooiiiiooooiiiiooo... poi niente tocca ai due cinesi, e la cinesina fa l'allarme: PONG!...non è stupendo l'allarme cinese?? beh dai vado a finire 'sta rassegna stampa che già stamattina sono arrivata tardi e devo rimanere di più stasera..(a proposito, se avete siti interessanti con notizie italiane da segnalarmi...)
E insomma venerdì sera ho pensato bene di prendere il bus invece della metro per tornare a casa, solo che ovviamente l'ho preso nel verso sbagliato e me ne sono accorta solo quando stavo passando sulla Senna, e dato che da lì vedevo in lontananza la Tour Eiffel illuminata mi sono detta vabbè, mi faccio un giretto...e alla faccia del giretto...sono stata un'ora e mezza in autobus attraversando tutta Parigi in verticale, però è stato bellissimo, ho visto l'Opera illuminata che checché ne dica la Rough Guide è bellissima e anche il Louvre tutto acceso di lucine, e poi tutto Boulevard Raspail e Boulevard Saint-Germain...certo a casa ormai mi avevano data per dispersa praticamente...comunque alle nove e mezza sono arrivata e dopo un piatto di pasta alle undici ho spento la luce distrutta, per svegliarmi poi alle dieci di sabato mattina. Sono andata a fare la spesa e poi dopo mangiato mi sono diretta in Rue Francs-Burgeois...scesa all'Hotel de Ville ho girato su per Rue des Archives (Mari: c'è un negozio troppo carino dove ti devo portare quando vieni), e poi a destra in Francs-Burgeois inseguendo un gruppo di persone in bici, tipo una cinquantina, che stavano manifestando contro l'inquinamento...l'ho fatta tutta fino a Place de Vosges e da lì ho girato verso Rue de Rivoli per prendermi il Pain au Chocolat di PAUL che finora è sicuramente il più buono in assoluto e soprattutto la chocolat c'è veramente...a questo punto ha iniziato a venire giù il diluvio universale, quindi mi sono infilata nella metro e invece di andare in Boulevard Saint Michel come avevo programmato (se non altro per andare da Shakespeare e Co., così la Lalla smette di chiedermi Ci sei andata? e da Gibert a vedere se trovavo un libro leggibile con il mio livello di francese- impossibile lo so) sono riemersa a Montmartre (veramente riemersa...alla fermata Abesses si risale in superficie con un ascensorone gigante tipo navetta spaziale) per andare all'Espace Montmartre-Museo Dalì, che ho raggiunto inzuppandomi notevolmente e rischiando di scivolare su per quelle stradine di ciottoli bagnati almeno settantaquattro volte. Il museo Dalì è carino carino, ci sono le illustrazioni che aveva fatto per alcuni libri, delle sculture e alcuni disegni che ho letto da qualche parte sono dell'ultimo periodo + alcuni oggetti di arredamento che non so se hanno fatto in edizione limitata o sono unici...comunque quel divano famoso a forma di bocca e altre cose belline. Le sculture sono stupende, ci sono quei montre fluid in bronzo che hanno il suo profilo e le lancette che ricordano i suoi baffi, e poi l'Elefante spaziale, e un'altra bellissima con un unicorno...e poi tra i disegni che ha fatto per "Alice nel paese delle meraviglie" ce ne sono alcuni davvero carini...mi rendo conto che le mie spiegazioni non dicono un granché, comunque secondo me vale veramente la pena vederlo, anche se magari invece di cinque euro potrebbe costarne tre e mezzo-quattro. Arrivata a casa mi sono fatta la pasta e sono filata a dormire, addormentandomi sicuramente prima delle undici e mezza...ieri mattina mi sono svegliata verso le dieci e sono andata al mercato di Malakoff dove ho comprato un *fighettissimo* gilet per 3 euro e poi dopo aver passato mezz'ora sull'inserto cinema di "Telerama" per capire qual era il cinema più vicino a casa che dava 21 grammi sono andata a dormire, risvegliandomi alle sei di pomeriggio...qui c'è qualcosa che non va: le mie 24 ore sono divise equamente a metà tra il lavoro/studio e il sonno...credo che lo sbalzo fancazzismo bolognese/iperattivismo parigino debba ancora essere assorbito dal mio organismo, spero di riprendermi a breve perchè vorrei andare a vedere qualcosa al cinema e poi ho visto che fanno (tra le altre mille cose) "Chicago" il musical a teatro e vorrei troppo andarci...
(venerdì sera) Quando fuori mancano i punti di riferimento, quando le prospettive cambiano, quando ci si sposta e si è (forse) soli le certezze bisogna cercarle dentro e questa volta per la prima volta questa volta io forse le ho. Sono felice. Felice è una parola enorme, lo so. Credo di essere felice. E' qui che voglio essere, ora, ed è questo che voglio fare, nella mia vita. Non la giornalista, non la web content manager, non la scrittrice. Voglio farequello che mi vadi fare in ogni momento. Voglio restare in grado di cambiare. Non appassire sotto il peso della quotidianità. Vista da qui, la mia vita è molto meno disordinata di quel che mi sembrava. Certe cose le ho finite, altre le ho lasciate a metà. Certe cose le ho iniziate, altre sono soltanto programmi. Non sto scappando proprio da nessuna parte. Cerco solo di raggiungere quella fiducia in me che inseguo da un po' troppo tempo.
Ieri sera uscendo mentre percorrevamo rue Claude Tillier o come si scrive per andare alla metro io e Mara ci siamo fermate a guardare la vetrina di un negozio di antiquariato che c'è qui praticamente di fronte all'ufficio e con cui Mara e' fissata perchè dice che "ci sono le cose degli astronauti"...in realtà essendo un negozio d'antiquariato ovviamente non si tratta proprio di quello...ma di questo:
...comunque nel frattempo ci siamo accorte di una scritta in italiano sulla porta d'ingresso, e di una bandiera italiana attaccata al muro...e intanto un signore entrando diceva Ma no, non sono italiane...e insomma alla fine abbiamo conosciuto il proprietario, che è nato in Francia ma è di Tarvisio, il signor "per me l'Italia finisce a Udine" (della serie e dove inizia?), che però poi sua moglie è pugliese, che ha 75 anni ed un negozio bellissimo...e poi tornata a casa ho anche scoperto che c'era un articolo su di lui sul numero scorso di Focus (a proposito, appena aggiorno il sito del giornale aggiungo il link qui di fianco). Per il resto niente di nuovo, ieri al corso ero piegata a metà perchè il mio cinesino aveva capito che doveva fare una domanda sucrée invece che secrete...e oggi mi sa che prendo l'autobus cosi evito il *non fare conversazione* in metro, ieri mi ha anche sgridato perchè lavoro in un posto dove si parla italiano...vabbè ora vado che dopo devo anche tornare dal nostro nuovo amico tipo algerino che vende carte telefoniche e che abbiamo impezzato durante la pausa pranzo...peccato che tutti questi nuovi amici siano tutti ultracinquantenni...a tout à l'heure
ieri seconda lezione di francese...diomio quanto non sopporto il cinese...me l'hanno messo di fianco perchè non aveva il libro ed è stato tutto il tempo a ripetere ogni parola che diceva la prof con il suo accento -iu -iun -io, tipo che bon jour diventa bon ìuù e mi ha borbottato vocali nell'orecchio tutto il tempo...e poi pensa te se mi doveva capitare proprio lui in metropolitana, capisci che in francese non possiamo fare conversazione, si? ...arrivata a casa Theo si era già addormentato, ho cercato di svegliarlo in tutti i modi per poter mettere alla prova le mie (inesistenti) doti di baby-sitter ma non ci sono riuscita...quindi sono andata a nanna e stamattina eccomi qui, a cercare un po' di idee per il prossimo numero del giornale (sulla tv), anche se a dire il vero ho imbustato pure un sacco di lettere e oggi devo fare dei cd per un progetto europeo...ma non ho ancora ben capito cosa sia...
Sono stata alla mia prima lezione di francese...mi sembrava di essere in una barzelletta..."c'è un'italiana (io),un siriano, un cinese, un russo, un australiano, un turco e uno spagnolo..."...ecco questa è la mia classe...credo di essere quella che capisce di più la prof ma sono sicuramente quella meno in grado di parlare...poi entrando nella stazione della metro per tornare a casa mi ritrovo vicino il russo (asociale come pochi) e il cinese, che invece ci teneva a fare conversazione e io non capivo un cazzo - ma proprio un cazzo- di quel che diceva...per di più dopo le esperienze coi cinesi in spagna mi basta vederne uno che mi viene da ridere (vero vale?)..sarò razzista? Poi niente col mio nome non ce la possono fare, tra il turco che mi chiama Valentin, la prof che mi chiama Valentinà e il cinese che mi chiama Balentìn...poi stasera Guy (zio francese, per i nuovi arrivati) ha fatto una pasta galattica con melanzane capperi olive e peperoncino...e Theo è tanto dolce, mi dà sempre il bacio del buon giorno o della buona notte, poi la mattina mi viene a svegliare, corre ad aprirmi quando torno...e mi insegna anche il francese. Stasera siamo io e lui perché gli zii restano a finire il giornale e gli devo "leggere una storia e metterlo a letto" ...speriamo che sia buono come sempre altrimenti poi m'impanico...che sono proprio negata coi bimbi...
eccomi, finalmente! Con una tastiera tutta sbagliata...ma ce la faro`...dunque...arrivata a Beaune martedi` sera sono stata a mangiare con mio padre in un posto tremendo dove la soup di legumes sapeva troppo di pesce...il tizio ha negato ma c`era stato sicuramente qq di vivo li`dentro...ho vagato un po` alla ricerca dei Cahiers, che non ho trovato, poi siamo ripartiti per Parigi, dove siamo arrivati nel primo pomeriggio...sono andata direttamente all`Alliance française e ho fatto il test di livello (e non pensate quale livello??), e alla fine sono riuscita a farmi mettere nel secondo, non so bene come, praticamente promettendo che in due giorni avrei studiato tutto quello che c`era prima...la sera siamo andati in un ristorante dove ho mangiato un piatto di formaggio/pere-mele/marmellate (si`, vi racconto anche questo visto che ora che mio padre e`partito non mi capitera`piu`di andare a mangiare fuori bisogna che fissi bene nella memoria questi momenti...) veramente troppo buono, poi metro e bonne nuit. Venerdi` Centre Pompidou (pazzesco, e poi hanno cambiato tutto il piano dell`arte contemporanea da quando sono venuta l`aprile scorso...e poi santodio, non mi ricordavo mica la sala con tutti quei quadri di Chagall), libreria del Centre Pompidou (che strano effetto vedere Casetti tradotto in francese) poi ristorante vegetariano troppo carino nel Marais li` vicino dove tutti i tavolini erano attaccati tra loro per cui si era praticamente a tavola con quelli di fianco...roba che a momenti ti sbagli e prendi la brocca d`acqua dei vicini di tavolo...poi per andare in bagno dovevi uscire e fare circa tre chilometri a piedi al freddo...poi dunque...sabato...hmm...ah si` beh, Museo D`Orsay, credo di non averne visto neanche meta`, ma tanto tornero`...visto anche che i musei qui la prima domenica del mese sono gratis...cena al tibetano (buono e poi i tibetani parlavano meno francese di me, che soddisfazione...) poi domenica gran giro in macchina verso la Defance o come si scrive, anche se vagando ore non siamo riusciti a trovare le sculture di Miro`...e dire che la guida le descriveva come enormi...poi Montmartre e poi cena all`ebraico, che mi è piaciuto tanto...e ieri il mio primo giorno di lavoro...mi avevano messo a correggere le bozze (o come si dice) solo che poi alle undici sono dovuta schizzare in rue des fontaines du Temples (eh Lalla?) o qq del genere per vedere questa casina carina carina piccina piccina che spero mi affitteranno...poi sono corsa all`Alliance ad iscrivermi e sono ricorsa al lavoro, dove poi sono dovuta rimanere fin dopo le sette per recuperare il tempo perduto...(in ogni caso come potete vedere non contenta ne sto perdendo altro =})...e poi sono andata ad un altro tibetano buono anche lui...ora ho finito le altre bozze ho dato un`occhiata al sito che dovro` aggiornare...poi quando finisco volo al corso di francese (tutti i giorni lun-ven dalle sei alle sette e tre quarti)...ora on riesco a scrivere le mail mi sa perche` se no mi rimandano in Italia a pedate domani (anche perchè sta tastiera con le lettere sbagliate e`stressantissima, ma vi scrivo presto giuro, se riesco anche oggi pome. a Bo che succede? Cosa avete visto a teatro? e al lumiere? baci a tutti