à bout de souffle





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mercoledì, settembre 29, 2004

"I want all the world to see
A miracle sensation
My guide and inspiration
Now my dream is slowly coming true (...)
Barcelona - It's such a beautiful horizon
Barcelona - Like a jewel in the sun"

Oh, yes! dal 15 al 18 ottobre sarò off da questi schermi...vado a Barcellona!








bellissime nei loro sorrisi.
l'ho saputo ieri sera ma la foto sorridente di questa mattina mi ha commosso :')


martedì, settembre 28, 2004

...non avevo mai notato il panino "italiano" che c'è dal nostro traiteur di fiducia: pomodoro, mozzarella e...mortadella.
venerdì, settembre 24, 2004

Ieri sera sono andata a vedere Comme une image alle Halles, che praticamente stanno diventando il mio salotto. Cioè quando non ho niente da fare non avendo la tv mi vado a vedere un film lì. La cosa ridicola è che arrivo e sono tutti in tiro per la sera e io invece a momenti ci vado in pantofole...
Beh il film era molto bello. Buffo vedere così tanti film ambientati a Parigi, sentirli parlare di strade che frequento. E buffo riconoscere le coloninnine per pagare il parcheggio, le case e le fermate della metro.
E quando è finito Comme une image ho pensato che un'altra differenza tra il cinema francese e quelo hollywoodiano è che i personaggi hanno dei difetti. Non per forza dei difetti divertenti, con lati comici, semplicemente difetti, come nella realtà. E alla fine non cambiano. Il film finisce e loro sono ancora così, continueranno ad essere così. Perché spesso non si cambia in una vita, e non è mica normale cambiare nell'arco di due ore.

Stamattina invece sono stata all'Istituto per una conferenza stampa su Italie 2005 sponsorizzata dalla Barilla così me ne sono tornata in ufficio col mio pacchettino di tenerezze al cioccolato, che al supermercato mica si trovano...evviva.




giovedì, settembre 23, 2004
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...e poi apro la posta.
"comunque smettila con i colpi bassi del tipo 'che buono il croissant delle 9 di mattina', dai, almeno io qui ho il cappuccino"

 





...e arrivare in ufficio, lasciare la giacca e la borsa, accendere il computer, cercare un eurino nel borsellino per andare pian piano alla boulangerie a comprare il pain au chocolat, e tornare sbriciolando modello Pollicino tutta rue Claude Tillier. Rientrare e sedersi al computer e voltarsi a sinistra e vedere il Signor Pensionato che rientra a casa con la spesa. Ora aprirà la finestra, girerà per la cucina e starà lì, a salutare il viavai dei soliti noti del quartiere, sorriderà, penserà, forse si sentirà un po' solo. Poi sarò distratta dal giardiniere José, che si fermerà a strappare un paio di foglie dagli alberi intorno alle vetrate dell'enaip...e mi metterò al lavoro.
A volte le abitudini mi piacciono.



mercoledì, settembre 22, 2004

E così ho messo online il sito nuovo. Non è che mi diverta proprio un mondo. Voglio dire okay, ormai ho imparato no? Penso che andrei più volentieri a fare la guida turistica. I problemi tecnici tipo una pagina che non funziona o un link che non va mi annoiano da morire. Ora sto cercando di fare la Newsletter (più cercando che facendo) e poi mi devo mettere sugli articoli per il prossimo numero, cosa che mi metterà in ansia da morire.
Vabbé non fateci caso è che è una giornata che mi gira così, d'altra parte dopo l'iperattivismo degli ultimi quindici giorni me li dovevo aspettare i miei momenti apatici...che poi le cose le faccio, ieri sera la cena con le girls, stasera le crepe con Annette, venerdì il film sulla biografia di Munch...è l'attitude che mi manca.
Poi ecco diciamo che mi sta anche assalendo l'ansia del ritorno: il 7 janvier 2005 lascio la mia chatelet-casina. Lo so che le mancherò un casino. Come farà senza di me a sporcarle la moquette, a farsi scassare la serratura, ad incasinarla tutta? Eh...e poi dai, anche io mi stavo abituando troppo bene a tutto. Alla mia boulangerie sotto casa, alle fermate della metro a destra e a sinistra che il lunedì è meglio a sinistra perché così mi prendo A nous, Paris ma gli altri giorni è meglio a destra perché si fa prima, a vedere il teatro di Chatelet dalla finestra, all'accampamento di clochard davanti a Franprix e al profumo di narghilé alla mela verde che mi sale in casa dalle 5 del pomeriggio a notte fonda. Cioè, ci sto proprio da dio, però vabbè, tornerò. Ne ho anche voglia. E' che boh.



martedì, settembre 21, 2004
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Diomio, credo di essere riuscita a spendere più di dieci eurini alla laverie, ma si può? due lavatrici che non si asciugavano mai...
lunedì, settembre 20, 2004

Viva il croissant nature delle nove e mezza di mattina. Peccato che il concetto di cappuccino, invece, sia completamente sconosciuto.
giovedì, settembre 16, 2004

(comunque è proprio questo che voglio fare nella vita.)

Sono alla Mairie, oggi ci sono gli atelier per i bimbi delle scuole, sono stupendi, si mettono li' a fare le maschere di venezia o i dipinti, che devono copiare quello che fa Schiaroli...che carini...poi quando viene il momento di andarsene non se ne vogliono mai andare, mi chiamano Madame, che buffi...e poi uno mi fa vedere il suo disegno e mi fa: Madame, ma il mio assomiglia a qualcos'altro?
Ieri sera invece c'ra l'inaugurazione della mostra di Schiaroli e questa ragazza, attrice, che si chiama Valentina Fago, ha letto delle poesie di Leopardi (cioè non è che gliele hanno fatte leggere a caso, è che la mostra di Schiaroli s'intitola Le mete di Leopardi, perché lui è stato ispirato, credo, appunto dalle poesie...). Bravissima, veramente bravissima. Se penso che Adriana Asti, terrificante, le fanno fare gli spettacoli teatrali in pompa magna all'Istituto mi viene da piangere, ahimé.

"Dolce e chiara è la notte e senza vento,
E queta sovra i tetti e in mezzo agli orti
Posa la luna, e di lontan rivela
Serena ogni montagna. O donna mia,
Già tace ogni sentiero, e pei balconi
Rara traluce la notturna lampa:
Tu dormi, che t'accolse agevol sonno
Nelle tue chete stanze; e non ti morde
Cura nessuna; e già non sai nè pensi
Quanta piaga m'apristi in mezzo al petto.
Tu dormi: io questo ciel, che sì benigno
Appare in vista, a salutar m'affaccio,
E l'antica natura onnipossente,
Che mi fece all'affanno. A te la speme
Nego, mi disse, anche la speme; e d'altro
Non brillin gli occhi tuoi se non di pianto.
Questo dì fu solenne: or da' trastulli
Prendi riposo; e forse ti rimembra
In sogno a quanti oggi piacesti, e quanti
Piacquero a te: non io, non già, ch'io speri,
Al pensier ti ricorro. Intanto io chieggo
Quanto a viver mi resti, e qui per terra
Mi getto, e grido, e fremo. Oh giorni orrendi
In così verde etate! Ahi, per la via
Odo non lunge il solitario canto
Dell'artigian, che riede a tarda notte,
Dopo i sollazzi, al suo povero ostello;
E fieramente mi si stringe il core,
A pensar come tutto al mondo passa,
E quasi orma non lascia. Ecco è fuggito
Il dì festivo, ed al festivo il giorno
Volgar succede, e se ne porta il tempo
Ogni umano accidente. Or dov'è il suono
Di que' popoli antichi? or dov'è il grido
De' nostri avi famosi, e il grande impero
Di quella Roma, e l'armi, e il fragorio
Che n'andò per la terra e l'oceano?
Tutto è pace e silenzio, e tutto posa
Il mondo, e più di lor non si ragiona.
Nella mia prima età, quando s'aspetta
Bramosamente il dì festivo, or poscia
Ch'egli era spento, io doloroso, in veglia,
Premea le piume; ed alla tarda notte
Un canto che s'udia per li sentieri
Lontanando morire a poco a poco,
Già similmente mi stringeva il core."
















































mercoledì, settembre 15, 2004

mi scordavo di postare la frase di De Paillieres di ieri sera che mi è piaciuta tanto:

"Une langue, quand on la connait pas, on s'ennui"



sono alla mairie del tredicesimo. sono tutti matti. ma ormai si sa.

ieri sera siamo andate al pantheon che c'erano De Pailliers (quello del film palloso dell'altra volta) e Frondon, che petit bonhomme...correva a portare il microfono a tutti...e abbiamo visto Le jour du desespoir di Oliveira...devo dire che il portoghese mi piace, e poi c'era l'attrice protagonista che era bra-vis-si-ma. non so chi fosse però, devo informarmi. Ora scappo, a presto.


lunedì, settembre 13, 2004

-"porque viajen?"
-"viajamos por viajar"

-"hay muchas injusticias, no?"

(Diarios de motocicletas)

Un po' troppo americano. Un po' urlato, in certi punti. Retorica la traversata a nuoto di lui, e la questione dei guanti...un po' troppo esemplificative, della serie se no non capite il messaggio, però okay. Certe altre scene invece sono meravigliose, tipo il Chipi chipi, tipo il discorso che Ernesto fa per il suo compleanno, per una America unida, che, giuro, stavo per applaudire anch'io.
Vale la pena vederlo, sì, ma non è che ti cambi la vita.





Okay, ora Farenight 9/11 è di moda. Però, per favore, quando uscite dalla sala, non limitatevi a commentare con un "bello" o "carino", o nonsocosa. Non è questo lo scopo. Non è (solo) un esercizio di stile. Lasciate che si ripercuota sulla vostra vita quotidiana, perché ne fa parte. Non è un film. E' una maniera di vedere il mondo. Non è la verità, perché verità non ci sono. Ci sono cose che accadono. E ci sono modi di raccontarle, interpretazioni. Quella di Michael Moore non è che un'interpretazione alternativa (alternativo: "che dà una scelta"). Alternativa a quella delle tv, dei giornali americani, inglesi, italiani. A me, personalmente, pare più seria. documentata. logica.
Farenight 9/11 è più verosimile di qualsiasi telegiornale, più émouvant di qualsiasi film. Però bisogna un attimo impegnarcisi. Se dovete vegetarci davanti come quando guardate la tv tanto vale che rimanete a casa. Insomma uscendo bisogna che pensiate che anche voi, in piccolo, potete comportarvi come tanti piccoli George Bush.

Oppure no.

Poi comunque con chi l'hai visto ne parliamo. Perché vorrei aggiungere che anche esteticamente è un film geniale, nel mio modesto parere.



venerdì, settembre 10, 2004

Voglio importare dal francese all'italiano questi due verbi
-googlare (in francese: googler)
-stabilottare (in francese: stabylotter).
Mi aiutate? Bisogna usarli e diffonderli il più possibile. Secondo me guglare avrà un gran successo, stabilottare è già più difficile ed elitario ma ce la faremo.




Ieri sera sono andata a vedere Mensonges et trahisons, una commedia francese che è uscita ieri l'altro. Io e la Lalla eravamo piegate in due dalle risate (anche quando i francesi rimanevano muti, quindi forse c'è qualcosa che non va, ma questa è un'altra storia...) e questi francesi invece erano dei pazzi pure loro perché alla battuta clou di tutto il film si sono messi ad applaudire...ma si può?
giovedì, settembre 09, 2004

Cioè un giorno c'è quello che fa finta di essere cieco e non lo è
Un giorno quello che ti ferma per chiedergli se gli butti via la bottiglietta vuota
Un giorno quello che ti chiede se ami Dio (e quella che gli risponde di no, tra l'altro)
Una volta quello che ti urla bonjour les plus belles (e quella che capisce le poubelles, tra l'altro, e urla: poubelle à toi!)
Un'altra volta quello che si offre di accompagnarti e poi ogni due metri chiede soldi a qualcuno facendoti sprofondare
...in realtà poi ora che ci penso a Bologna mi capita che mi inseguono con le pistole ad acqua e mi chiedono pezzi di pizza mentre cammino per strada, quindi, poi, perché mi meraviglio ancora?







mercoledì, settembre 08, 2004

http://ww2.carta.org/notizieinmovimento/articles/art_855.html

I quattro euro e mezzo meglio spesi della mia vita.

Sono andata a vedere Vivre sa vie, film en douze tableaux di Godard al Forum des Images ieri sera. C'era anche un tizio (Simsolo o una cosa del genere) che raccontava un po' di cose sul film e moderava il debat alla fine.

Bellissimo.

Cioè proprio bellissimo: lei (Anna Karina) è bravissima e Godard è un genio. E' uno dei più bei film che abbia mai visto. Certo gli swatch al cinema vanno aboliti. Quella di fianco a me col suo tic tac del cavolo mi rovinava tutti i momenti di santosilenzio. Comunque niente dicevo, lei è iperespressiva, mi fa pensare un po' a Uma Turman (forse anche per il ballo nella sala da biliardo)...lo script è spettacolare, dai titoli dei tableaux (com'è il titolo in italiano?) alla conversazione di Nana col filosofo, dalla lettera che scrive impegnatissima alle frasi apparentemente più banali...Certo il finale solo a Godard gli poteva venire in mente. Vabbé è inutile che ne parlo, sono ancora scossa. e senza parole.

"Il faut se preter aux autres et se donner à soi meme"

"De toutes façons moi je trouve qu'il y a trois genres de filles: celles qu'ont un expression, celles qu'ont deux expressions, celles qu'ont trois expressions."

Nana: "pourquoi est-ce qu'il faut toujours parler?
(...)
et pourquoi est-ce qu'il faut s'exprimer?"
filosofo: "(...) c'est la vie meme."
Nana: "Oui, mais moi je trouve que c'est très dificil"

"Pour savoir exactement ce que vous aimez il faut la maturité, c'est a dire il faut la recherche."





martedì, settembre 07, 2004

Ieri sera sono andata a vedere Adieu al Pantheon, che c'era l'anteprima...sono arrivata in anticipo per prendere i biglietti, poi mi sono seduta sui gradini...una tipa enorme ha iniziato a chiedermi delle cose, un po' non capivo un po' mi sembrava una pazza e quindi le faccio Eh, mi dispiace, non capisco...dopo cinque minuti arriva Michael Lonsdale o come si scrive e io lì a bocca aperta perché la sera prima l'avevo visto nel film di Ozon...ha una particina minuscola, il padre di lei, però è spettacolare...beh si avvicina e viene a parlare con la matta enorme che nel frattempo si era seduta sul gradino sotto al mio, la bacia, lei gli dice qualcosa e lui: mais no! c'est adieu! Cioè quella era una sua amica e non sapeva neanche cos'era venuta a vedere..E insomma lui aveva una parte anche in Adieu. Alla fine c'era Arnaud de Pallières, il regista, che con Lonsdale e altri attori rispondevano alle domande del pubblico....cioè rispondevano è esagerare, perché uno gli faceva le domande e loro dicevano un po' quel che gli pareva, però vabbè...carino...molto più il dialogo finale del film tra l'altro, che in certi punti lento ma lento da far piangere e supplicare di andare avanti con il forward che tanto era uguale...
lunedì, settembre 06, 2004

"(...) Solo, forse, che il concetto di scontro di civiltà tanto in voga tra i crociati di entrambe le parti andrebbe rivisto. Non ci sono due civiltà che si ammazzano barbaramente a vicenda (noi contro loro) come piacerebbe a Oriana & Osama, ma i vertici, le élites politiche ed economiche di due schieramenti che ammazzano la gente che sta in mezzo. (...) Dalla Cecenia a Guantanamo, è uno scontro di civiltà? Se ammettiamo questa ipotesi bisogna subito aggiungere un corollario: civiltà comandate da teste di cazzo. (...)
Il (debolissimo) pensiero emergente vorrebbe questo: che si considerasse il mattatoio quotidiano come uno scontro tra occidente e islam, tra buoni che devono difendersi (noi, ovviamente) e cattivi che attaccano (loro). Mentre se si fa la conta dei morti e dei feriti, delle sofferenze e dei traumi, si scopre che ci sono due leadership di pazzi (loro Bush, loro Osama, loro Putin, loro terroristi) contro circa sei miliardi di persone che non c'entrano niente e che temono di finirci in mezzo (noi). (...)
Le democrazie sono sotto attacco, ci dice Mauro su Repubblica. Vero, ma non ci dice quanto virtuali siano queste democrazie. Che se ci fosse stata una vera democrazia in Spagna, in Iraq non ci sarebbero andati, e non avrebbero raccolto duecento cadaveri (nostri!) alla stazione di Atocha. Uguale per l'Italia. Uguale per il Regno Unito di mr. Blair. Se gli americani fossero informati come tutti pensiamo dovremmo essere in una democrazia, saprebbero che Saddam non era Osama e forse si sarebbero opposti alla guerra, chissà, non si sa mai cosa può combinarti la democrazia se per caso ti metti ad applicarla. L'esercizio di cercare chi ha cominciato, che è stato il primo, indagare su chi è stato più stronzo con chi negli ultimi duecento anni, può spiegare molte cose, ma non allontana il mirino da quelli che stanno in mezzo, che siamo noi, parecchi miliardi di scudi umani. Sinceramente, credo che dovremmo cominciare a prenderla proprio come una questione personale, dopotutto è a noi - a noi sei miliardi di ragazzini di Beslan - che queste due bande di stronzi sparano addosso."
(Alessandro Robecchi sul
Manifesto)







"Berlusconi annuncia una «bella finanziaria»"
(
www.ilmanifesto.it)
(Tipo bella addormentata nel bosco.)

Il presidente del Consiglio a Cernobbio al seminario Ambrosetti
Berlusconi: «Mi guardano come un alieno»
(
corriere.it)
Mi fa quasi tenerezza, giuro.
No, forse un po' più schifo.








La mia prima volta

La mia prima volta all'UGC Les Halles è stata ieri sera, che sono andata a vedere Cinq fois deux di Ozon. Non è un cinema, è una città. Entri e vedi i cartelli: sale da 1 a 5 a destra, da 6 a 22 a sinistra, da 23 a 27 al primo piano...praticamente tutti i cinema di Bologna messi insieme...mi sono sentita un po' Caterina va in città (o Babe maialino coraggioso?)...
Comunque devo dire che mi è piaciuto abbastanza....visto che avevo letto delle pessime recensioni ovunque avevo deciso di andare a vedere Je ne me sens pas belle, una cavolata francese, solo che poi mi vergognavo troppo a chiedere il biglietto, e quindi mi sono detta vabbè, proviamo Ozon, e alla fine ne è valsa la pena...cioè un po' alla Muccino a dire il vero, però ci sono delle cose carine, tipo l'happy end che non è un happy end perché la fine vera è all'inizio, tipo la colonna sonora di canzoni italiane anni '60 (vedi Una lacrima sul viso), che era veramente perfetta, tipo il fidanzato del fratello di "lui", che è bravissimo...e poi i personaggi sono un po' meno logorroici di quelli di Muccino, per dirla con la Mizzau non è tutto un "Ti devo parlare. Mi hai tradito. Perchè mi hai tradito?"...poi essendo arrivata aspettandomi niente anche questo avrà voluto dire.
E poi la sera prima ero andata a vedere Elena et les hommes di Renoir e facevo una fatica mostruosa a capire quello che dicevano, invece ieri è andata meglio..Elena et les hommes non mi è piaciuto, non mi ha detto proprio niente...ah e invece l'altro giorno ho visto Eros Therapy (mi raccomando l'accento sulla "y"), altra delusione...
Per il resto, ieri mattina sono stata al Museo di Cluny, che chiaramente non mi è piaciuto per niente, d'altra parte l'arte medioevale non è certo la mia passione, e invece sabato pomeriggio ho visto la mostra di Aurélie Nemours al centro Pompidou che, vabbé, insomma, carina. Quella che mi è piaciuta un casino invece è stata la mostra di Guy Bourdin al Jeu de Paume di Concorde, era una mostra di foto che ha fatto per campagne pubblicitarie o riviste, sono andata per curiosità e alla fine invece mi è piaciuta tantissimo, aveva proprio una sua poetica, e non una poetica da Vogue, una vera Poetica da fotografo vero.
al lavoro! à tout à l'heure-






venerdì, settembre 03, 2004

(comunque i clienti di Madame Remy continuano a chiamare...C'est pas Madame Remy? C'est votre numero à vous?)

siamo messi che sono uscita un attimo dall'ufficio per comprare la scheda telefonica e sono tornata con una confezione da quattro mousse al cioccolato (chi è passato di qui le conosce) e ne ho già mangiate tre. crisi affettive?

Oggi sono di buon umore (non è vero) perché mi ha risposto il direttore dell'Istituto Italiano di Cultura di Caracas dicendo che sì c'è un giornale per gli italiani in Venezuela...chissà magari l'anno prossimo il blog si chiama tipo Caramba, que Caracas... carino no?
giovedì, settembre 02, 2004
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Mara si sente che stanno per scoprire un nuovo pianeta abitato. E voi?

"First, I want to apologize directly to the young woman involved in this incident. I want to apologize to her for my behavior that night and for the consequences she has suffered in the past year. ... Although I truly believe this encounter between us was consensual, I recognize now that she did not and does not view this incident the same way I did."
(Kobe Bryant)

oh, never mind. don't even think about it.





"Come sempre, quando si prepara un viaggio importante, cominciano a grandinare le coincidenze. E chissà quanto sono segni e quanto le provochiamo noi."
(da
Bloghdad. Banale in questi giorni, lo so, ma vale la pena.)




E quindi non è più un'esclusiva di Blu quella di incontrare clochard per le scale...stamattina scendeva le scale davanti a me la copine (I suppose) di quello che abita sopra di me, che all'improvviso si ferma e si volta a guardarmi. Io sorrido, le faccio bonjour, lei non risponde e mi fissa. Dunque vedo anch'io un lenzuolo da cui spuntano due gambe, come ben sapete non ho la vista molto acuta quindi mi ci è voluto un po' per realizzare che era una persona. Passiamo e lui si muove un po' li sotto, lei accende la luce (stronzetta, domattina te la vengo ad accendere io...) e quando arriviamo giù mi fa: c'est un peu bizarre, no? Ma che domanda è?
Mi sento un po' Alice nel paese delle meraviglie.
(meraviglia: sentimento di viva sorpresa suscitato da qualcosa di nuovo, strano, straordinario o comunque inatteso. [www.garzantilinguistica.it])