venerdì, aprile 29, 2005
Allora, stamattina sono stata a tagliarmi i capelli. Tutte le volte che entro mi guarda con aria cupissima, Salvatore, poi dopo un po' che taglia inizia a rasserenarsi e fa: va molto meglio, no? oppure, tipo oggi: ma quant'era che non li tagliavamo?, io: due mesi, e lui: ehh, ecco. Tra l'altro mi diceva che va sulla costa amlfitana e quindi gli ho promesso tutti i volantini e depliant che avevo preso al Salon du Tourisme, mi avesse almeno fatto un po' di sconto...Prima invece ero passata alla Mediateca delle Halles, beh non apriva a mezzogiorno? Da mezzogiorno alle sette dal martedì al venerdì. Non vi sforzate troppo eh.
In realtà ci sono un sacco di novità, sono la solita pazza: ho prenotato un volo Parigi-Milano (ah ah, Beauvais-Bergamo) e ritorno 18-20 maggio per fare l'esame della Pozzato il 19. E' che se no dopo ce li ho tutti appiccicati in giugno-luglio e lo sappiamo come va a finire...Poi invece la settimana dopo ritorno giù di nuovo, e per davvero, ahimé. Insomma questo mese tra andare a Lipsia e tornare due volte a Bo totalizzerò una cosa tipo 50 ore di viaggio, come mi hanno giustamentefatto notare praticamente potevo andare e tornare dall'australia...
Poi vi devo raccontare questa: ieri vado a prendere la metro con Dim, da casa mia, e lui passa con me invece di fare il biglietto. Un nanosecondo dopo si ferma e mi fa: ci sono i controllori. Quindi cosa faccio? Esco, compro un biglietto, lo timbro, rientro e andiamo verso la metro. Al che un tipo appostatissimo dietro un angolo ci fa: comunque il biglietto bisogna comprarlo prima!, a me, tra l'altro.
giovedì, aprile 28, 2005
Ho visto Million Dollar Baby: sul bello. Per commenti più approfonditi devo dormirci sopra di nuovo mi sa.
La mia posta va di nuovo ma per favore non mi spedite allegati perché è quasi piena e alle vostre mail mi ci sono affezionata: non voglio cancellarle. A presto amici.
Ahhhh, quasi scordavo: vado a Lipsia a trovare il mio Luchino!!!
martedì, aprile 26, 2005
Boh ragazzi, che la gente è matta lo sappiamo, comunque io rimango ogni giorno sempre più a bocca aperta. Allora, già che sono venuta in ufficio con Théo perché quei pazzi dell'aereoporto di Forlì non l'hanno fatto partire in aereoporto con mio zio perché è "registrato" sulla carta d'identità di mia zia e quindi loro sono arrivati qui a Bercy stamattina e...vabbè, storia lunghissima. Ora comunque lui è qui che gioca buono buono al computer, e ogni tanto mi fa domande tipo: Valentinaaaa! lo sai quanto pesa un Pokemon?
(Pesa 460 chilogrammi, se ve lo state chiedendo. abbiamo concluso che ci vogliono venti Théo per fare un Pokemon)
Io invece ero qui che cercavo di far funzionare la mia posta quando uno entra e mi chiede se posso tradurgli una cosa dall'italiano, un testo di Enzo Carli. Io nonostante la mia ignoranza in storia dell'arte ho fatto un figurone perché lui era qui alla settimana italiana del tredicesimo l'anno scorso, e quindi lo conoscevo (e con lui il suo stile abbastanza incomprensibile di scrittura. Quante persone in italia usano la parola "seppure"?)...Anyway, la mia posta non funziona, è ufficiale, usate google, please.
lunedì, aprile 25, 2005
Uffi, mi sa che la mia posta non funziona. Semmai c'è l'indirizzo di google ok?
Ieri sono stata a vedre Les locataires, ma stenderei un velo se non vi dispiace.
giovedì, aprile 21, 2005
Caro affezionato lettore dal Canada, chi sei? Lo so: Walid. O no?
Stamattina stavo leggendo De Baecque (diventerà una barzelletta, ho una media di tipo sette pagine all'ora) quando ha suonato il campanello . Vado a vedere dall'occhiolino e chi è? Monsieur F.
No, dico, è la seconda volta in una settimana che questo arriva per fare le visite senza avvertire, non ha mica capito. Non ero preparata, e quindi d'istinto gli ho aperto, dicendogli senza neanche salutarlo che non mi aveva avvertita. Lui ha cercato di balbettare di nuovo qualcosa sul mio telefono che non andava, cosa che è risultata ancor più ridicola visto che in quel preciso istante mi ha chiamato l'altro omino delle visite domandando se sarebbe potuto venire domani. In ogni caso li faccio entrare, lui, un ometto in carriera e una quarantenne terrorizzata dal disordine. Mentre la coppia è distratta lo guardo malissimo e lui ripete qualcosa sul mio telefono, ma io lo stronco subito dicendo che è sempre acceso e funziona perfettamente. Insomma poi questi due vengono a vedere la "camera", e lei si domanda: quanti metri sarà? e così dicendo si lancia a misurare in passi, tra un po' si mette pure a calpestare i miei aneddotici quaderni sparsi per il pavimento, e al che li volevo cacciare a calci.
Ovviamente d'ora in poi inizierò a fare il tifo per Monsieur L. che, invece, col suo accento spagnolo mi sta già simpatico e l'unica volta che l'ho incontrato per caso è stato gentilissimo, gli ho pure dovuto dare il codice di casa perché secondo me Monsieur F. lo boicotta e gliel'aveva dato sbagliato. Non so quanto prendano di provvigioni ma una cosa è certa: qui tifiamo per L. e faremo di tutto per far scappare inorriditi tutti i possibili clienti di Monsieur F. Così impara.
Intanto stasera farò le pulizie di Pasqua (greca, tra dieci giorni) per ben accogliere la visite del nostro eroe spagnolo. Olé.
Per conoscere meglio quello stronzetto di Monsieur F., si veda anche:
http://www.crepesuzette.splinder.com/1102521315#3567824
mercoledì, aprile 20, 2005
Ragazzi, è il 20 aprile. Il che vuol dire che a) oggi ho fatto l'orale del dalf e b) tra cinque settimane torno. Per quanto riguarda i Cahiers sono tipo a pagina 100 ma si può? E' che le pagine sono immense le frasi lunghe e...vabbè, in francese sono lenta. Vedremo. Per quanto riguarda l'orale, il tema era "l'insegnamento delle lingue alla scuola materna/elementare" e io mi sono detta assolutamente PER. Per supportare la mia tesi ho appunto detto che se le avessi studiate prima, le lingue, ora non mi ammazzerei di fatica per mettere in fila tre parole di francese. Mi sembra che il discorso abbia un suo senso, e potrebbe anche aver impietosito la commissione. No?
lunedì, aprile 18, 2005
Beh, devo raccontarvi di sabato pomeriggio: leggo sui Cahiers du cinéma che c'è un incontro al cinema Max Linder, a Boulevard Poissonière, Quel Cahiers pour aujourd'hui , quindi cosa faccio? Ci vado, ovviamente. Arrivo pure dieci minuti in ritardo, e ho paura di non trovare posto. Invece c'erano quattro gatti. La redazione dei Cahiers, qualcuno della ex-redazione e amici loro, principalmente. Chiaramente c'era Jean-Michel Frodon, che io conoscevo di nome e di vista perché 1- avevo letto il suo libro-intervista a Woody Allen, 2- l'avevo visto l'anno scorso al cinema Panthéon, insieme con De Pailliers, a parlare di un film di De Oliveira, e mi era stato subito molto simpatico, anche perché è il sosia preciso di Ferro.
Insomma iniziano un po' a parlare e a me viene da chiedere: qual è la vostra formazione? Per non sembrare, non so, snob e tutta un'altra serie di cose, mi preparo tutto un discorso tipo: state parlando dei Cahiers e sui Cahiers cercando di spiegare perché fate certe scelte editoriali e tutto, ma magari per noi sarebbe anche carino/ utile sapere qual è la vostra formazione, come avete cominciato a scrivere di cinema ecc. per capire come mai i Cahiers sono come sono. Fila, no? Beh, questo cinese, cioè doveva essere francese perché parlava perfettamente (parolacce incluse), comunque prende la parola e inizia a urlare a Frodon che dovrebbe trattenersi e non utilizzare la parola chef-d'oeuvre per ogni film; Frodon nega di averla mai usata, ed in particolare si mettono a parlare dell'ultimo di Clint Eastwood, cui Frodon ha dato 4 stelle, pare, e le quattro stelle corrispondono appunto alla dicitura "capolavoro", nella legenda. Un altro ragazzetto (la redazione, con mia grande sorpresa, aveva un'età media di trent'anni, tipo) gli ha spiegato che loro dedicano alla tabella con le stelle circa un minuto e mezzo a testa, e quindi lui ha iniziato a dire che comunque loro erano in un chiaro momento di crisi d'identità, se avevano bisogno di organizzare incontri chiamati Quali Cahiers oggi? Frodon risponde che No, non sono affatto in crisi d'identità. Il cinese replica che allora come mai nel numero di aprile ci sono due pagine dedicate ad un sondaggio su cosa si aspettano i lettori dai Cahiers? E Frodon, con questo sorrisetto di quello che è contento di aver tale prontezza di spirito, lo gela: On en n'avait pas besoin, on en avait envie, Non ne avevamo bisogno, ma voglia. Beh, il cinese cambia argomento e con aria sprezzante, fa: beh, allora io vorrei sapere un po' i vostri profili! Al che Frodon gli fa: là il faut arreter, con questo tono da papà, più che altro. Solo che, come vedete, il cavolo di cinese ha liquidato la mia tanto meditata domanda, che è stata così ignorata e io non ho più avuto il coraggio di ripeterla.
Comunque, in tutto questo, alla fine sono andata da Frodon e gli ho chiesto se posso intervistarlo per la mia tesi: ha detto sì. Ora si tratta di leggere le 600 pagine della storia dei Cahiers in una settimana.
venerdì, aprile 15, 2005
Allora, eccomi di nuovo qui. Ieri ho avuto giusto il tempo di postarvi il mio tiramisu alle fragole, e nei giorni scorsi...dunque, mercoledi' sono andata a fare il dalf, una cosa massacrante, B1, B2, B3, cioè scritti e comprensione orale, sono uscita che non capivo più niente (cioè anche dentro...)...e quindi sotto consiglio di Ale sono andata a farmi un giro a Rue de Rennes, e in tipo mezz'ora sono entrata in tutti i negozi tra l'incrocio con bd Raspail e Montparnasse, c'est à dire: Kookai, Zara, Promod, Benetton (grrr), Esprit, Etam, H&M, Mango. E non ho comprato niente. Vabbè. Non è che ci siano grandi novità (cioè ho idee grandiose come al solito, ma ve le tengo nascoste), era giusto per farvi un salutino...à bientot
giovedì, aprile 14, 2005
lunedì, aprile 11, 2005
Questo blog inizia a sembrare abbandonato: non lo è. E' che con questi su e giù poi faccio fatica ad identificare il mio pubblico; penso che non mi legga nessuno, mi scordo dei miei lettori internazionali ed interitaliani.µ
Mi sento pendolare. Nel senso che pendolo tra Bologna e Parigi senza senso. Cioè okay, con un senso, però non è sempre chiarissimo.
Da Edimburgo non mi chiamano. Il punto è: perché? Ci ho messo due settimane a preparare quel curriculum. Il contenuto è inesistente, e va bene, ma la forma, vi assicuro, perfetta. E' la forma che conta, non il contenuto, ne son certa. La comunicazione, non l'informazione.
Voglio dire, basta guardare che presidente del consiglio ci siam scelti (beh, non io). Perché lui lo votano e a me non mi chiamano neanche per un colloquio?
Uff.
giovedì, aprile 07, 2005
"Il ragazzo ha capelli rossi ed occhi blu
Pantaloni corti ed uno strappo proprio lì
Amici nel quartiere non ne ha
E quando va a giocare dove va?
Il ragazzo sale molto spesso sopra un albero che sa
Sceglie un ramo e cerca il punto esatto dove muore la città
E' quasi ora di cena quando viene giù
Suo padre ormai non lo capisce più
E con gli occhi dentro il piatto lui
Mangia molto ma non parla mai
Ha una luce strana dentro agli occhi
E qualcuno l'ha chiamata cattiveria
Ma poi
Chisà la gente che ne sa
Chissà la gente che ne sa
Dei suoi pensieri sul cuscino, che ne sa
Della sua luna in fondo al pozzo, che ne sa
Dei suoi segreti e del suo mondo
Il ragazzo cresce sempre solo e non si sente solo mai
Ha una voglia strana in fondo al cuore che nemmeno lui lo sa
Se sia paura o libertà
Se sia paura oppure libertà"
domenica, aprile 03, 2005
Com'è che quando sento parlare italiano a parigi in metro mi dà fastidio ascoltare banalità nella mia lingue e ora sentir parlare per la strada, con accento bolognese, mi mette di buon umore?
i miei amici hanno sempre delle uscite fenomenali (vedere anna sotto)
"ma vale, la tua mente è...un budino"
(Grazie fabri)