merci (pour le chocolat)
[layout] lyla web log
[template] templatextutti
[titles] françois, jean-Luc, claude
[ici et ailleurs] nanni, walter, woody, alain, jean-Luc, michelangelo
[inspiration] ma vie
CrepeSuzette va in vacanza, causa stanchezza psicologica. Vi avvertirà con una mail pubblicitaria al suo (probabile) ritorno. (Chi non fosse inserito nella sua rubrica può lasciare la mail nei commenti, e se è simpatico verrà avvertito anche lui.)
"ma perchè non scrivi un po' su crepesuzette? tipo lo fai la notte così quando la mattina vengo in facoltà ho qualcosa di non depressivo da fare.. se ti viene bene la torta di P me la rifai?"
Cioè il fatto è che non è che abbia tutte queste cose da raccontarvi ora...anzi pensavo di chiudere, sigh sigh. Ieri sera sono andata con papà a questo concerto del Gomalan Brass Quintet, che non conoscevo, che son anche bravi, però ecco, se non parlassero un quarto d'ora tra un pezzo e l'altro magari finivano anche prima e tutto...Poi c'era questo cocktail lì vicino sempre in piazza Santo Stefano (il concerto era dentro il Chiostro - dove abbiam visto lo spettacolo di Giovanna d'Arco Luchino) e mi han fatto notare che mi ero appostata molto strategicamente vicino ai vassoi di mini-croissant e mini-pasticcini....oh, dopo le mie esperienze di buffet mi viene spontaneo, che vi devo dire, e poi era tutto veramente buono...
Per il resto niente, vado a studiare va là...
Questa qui sotto è Riccione vista dal Castello degli Agolanti e quella non è la piramide del Louvre bensì la piramide del Cocoricò. A Riccione ho fatto un corso in economia dell'arte che ha come prova finale la progettazione di un museo d'arte moderna e contemporanea a Villa franceschi (www.villafranceschi.it ,se guardate il sito sembra che già esista, ma non è così). Il corso è stato interessante, nel complesso molto ben fatto, con lezioni la mattina e conferenze al pomeriggio è venuto anche il mitico direttore della galleria civica di Trento, che ci ha raccontato della laurea ad honorem a Cattelan interpretandola a modo suo come essa stessa performance artistica. Geniale, oserei dire. Cioè, l'interpretazione, non la performance. Beh insomma per il resto il tempo ha fatto schifo, e a parte il megatemporale ne son stata contenta perché non avevo voglia di lessarmi dentro Villa Franceschi, e Riccione è sempre lei. La gente si riconferma più matta che mai: avevamo una compagna di corso che puntualmente interrompeva le conferenze (principalmente di Cavallucci di Trento e della Huber dell'Unibo) per dichiarare il suo amore: "Cioè io la amo! Lei è un genio. Sono gasatissssima dai suoi racconti. Perché guardi, io mi occupo di arazzi, e guardi che gli arazzi possono essere fighissimi..." "Io la amo, la amo alla follia, e non sono lesbica. Ma lei ci pensi nei suoi momenti di tristezza, perché le fa piacere no che io le dica questo?" Certo a leggerla qui anche questa di performance perde molto il suo effetto, perché c'erano una gestualità e dei toni, insieme, che erano davvero uno spettacolo.
Il fatto è che voi, quando guardate questa foto qui sopra, a parte qualche eccezione (tipo ale), vedete qualcosa che vi può aiutare a immaginare quello che io vedevo dalla mia finestra, ma al di fuori di quei contorni è tutto in forse e anche quello che vedete fa fatica a esistere, per voi, perché anche chi è stato a parigi, se non si è affacciato dalla finestra della mia casina, non può vedere questa foto come la vedo io.
Per me è un ritaglio che richiama tutto quello che c'è intorno, la casa col murales che c'è a sinistra, e le altre finestrelle della casa a destra, e sotto l'entrata posteriore del teatro di Chatelet, e sotto ancora la strada con le due panchine dove di giorno ci sono i ragazzi che spacciano e di notte i barboni che dormono e il bistrot che ha sempre lo stesso piatto del giorno e gli alberi e poi c'è il profumo di narghilé alla mela che sale quando è caldo perché al Pharaon lasciano la porta aperta.
Quelle finestrelle con gli oblò io le ho viste ogni mattina ogni pomeriggio e ogni sera e la gente quando veniva a casa mia si arrampicava sul davanzale per stare lì a guardare fuori.
E gli oblò mi mancano tanto, e non solo.