martedì, novembre 29, 2005
Ieri sono andata a fare una passeggiata per Tolosa, poi sfinita alle 6 sono entrata al Gaumont di Place Wilson e ho visto A history of violence, quello di Cronemberg. Non è completamente da buttare. Ci sono un paio di sequenze molto intense e toccanti. Ma non mi piace. Salvate quelle due sequenze tutto troppo "bianco o nero". Eccheppalle.

sabato, novembre 26, 2005
aggiornamento in tempo reale: nevica!
Qui a Tolosa c'è una pioggia che ho deciso di studiare. Oggi pomeriggio volevo andare a fare un giretto per vedere il centro mentre viki studiava ma invece no, credo che starò qui a spremermi le meningi cercando di partorire qualcosa di molto intelligente. E non pensate "impossibile"!
giovedì, novembre 24, 2005
Beh, e così ho intervistato anche Frodon, che, santodio, ma quanto se la tira? Il primo giorno mi dà buca. Arrivo al Passage de la Boule Blanche, che già per trovarlo non vi racconto, arrivo alla redazione, entro, chiedo di lui, mi dicono Sali pure, salgo pure, richiedo di lui e mi guardano come una pazza. Mi fanno accomodare con Le Monde e Télérama, poi passa anche il caporedattore che si assicura che avessi da leggere, della serie, aspetta e spera. Avevo appuntamento alle 18, alle 18:35 arriva una e mi fa: ma vuoi aspettare ancora? Vabbè, ciao....
Lo chiamo il giorno dopo, si scusa tanto, mi chiede se voglio andare quella sera alle 18. Okay. Arrivo, si ri-scusa tanto, mi siedo, e già mi snerva, con quell'occhio fisso al suo stupidomac...dopo neanche 40 minuti, poi, sento Hi! e l'altro Heeey...ma si può? Insomma, arriva il suo amico (che a questo punto sarà sicuramente stato qualche regista che non ho riconosciuto) e lui fa proprio come per alzarsi dalla sedia...poi dai, mentre parlavamo ogni tanto con le sue stupidemail si perdeva e gli dovevo ricordare dove eravamo....Ad un certo punto ha pure cercato di farmi sentire incompetente...gli faccio una domanda sulla Politica degli autori e lui: guardi che la parola importante in Politica degli autori è "politica", non "autori", e io volevo dirgli, e allora potevate chiamarla solo POLITICA e non DEGLI AUTORI, no? ho detto: ci penserò.
Bourget era proprio un altro pianeta, tutto carino.
lunedì, novembre 21, 2005
Ho rivisto Match Point, il nuovo film di Woody Allen.
E' un film triste e perfetto.
giovedì, novembre 17, 2005
Sono a Bruxelles. L'Annina mi ha prestato la sua password all'internet café sotto casa e ho pensato di farvi un salutino. Ora vado a fare la spesa e a comprare una carta belga, di cui poi vi mando il numero (anche se papà dice che ci vorrebbe una carta UE, che idea carina, e quante rotture eviterebbe....finalmente ho imparato a copiare i numeri dalla scheda al tel viceversa perché passavo il tempo a ricopiarli qua e là...), poi continuo a sbobinare Bourget e spero che stasera mi portino a vivere. ciao ciao.
martedì, novembre 15, 2005
mah, niente, oggi ho fatto questa prima intervista con Monsieur Bourget, che è troppo carino, a parte che per mail mi aveva scritto perfettamente tutte le indicazioni per raggiungerlo, e poi ci si impegnava a rispondere, non rispondeva solo "si'" o "no" (lo so che il si' c'ha l'accento e non l'apostrofo ma il mac non lo capisce)...peccato che mi sia finita la cassetta senza che me ne accorgessi, dovro' inventare l'ultima parte. Tanto non potrà mai essere provato, quella cassetta non l'ascolterà mai nessuno: mi sono impappinata mille volte, un po' perché il francese non lo so, un po' perché ero emozionata...poi c'è stato questo momento in cui lui ha detto: "si' perché ai festival si vedono quattro film al giorno, uno non ne puo' piu'..." e io: oh, moi j'aime beaucoup! e lui: eh, quando si è giovani...Quando si è giovani....cioè vai a vedere quattro film al giorno e ti pagano pure...ma anche a duemila anni, no?
Ieri invece ho visto Viva Zapatero. Era una projection presse al cinema del Planet Hollywood, sugli Champs-Elysées. Lo sapevate voi che il Planet Hollywood aveva una sala? Io no, e poi al PH non c'ero neanche mai entrata. E' un posto terrificante, tra l'altro.
Comunque dicevo, Viva Zapatero non è male, ma non è neanche super-interessante. Non so, manca di professionalità, e questo è chiaro. Perché è un documentario, ma il documentario dovrebbe avere un minimo di oggettività, no?, e invece è raccontato addirittura in prima persona, con questa voce narrante che cerca di essere tranquilla ma è comunque super-incazzata, con la faccia della Guzzanti che sorride quando pone domande, che vorrebbe fare dell'ironia, ma poveretta, mica ci riesce, perché è troppo incazzata. Voglio dire, ha ragione ad esserlo, pero', o trovi il distacco necessario o lasci perdere e lo lasci fare a qualcun altro. Ci sono cose indubbiamente interessanti, e i meriti sono tanti, primo tra tutti quello di portare il suo caso, esemplare, anche all'estero. Pero' non bastano comunque.
Invece il film di Woody, Match Point, che ho visto la settimana scorsa, più passano i giorni più mi piace. Uno dei migliori, davvero. Ma poi avete notato che quando ho da lamentarmi su un film mi riesce, e invece quando mi trovo davanti a questi capolavori non so da che parte iniziare? E' che è perfetto.
giovedì, novembre 10, 2005
Dice Jean-Loup Bourget che uno dei compiti del critico cinematografico è di aiutare a vedere la bellezza. Io non sono un critico e Rockpolitik non è un film, ma della bellezza c'è, ed è tutta nella mise-en-scène, che ora, davvero, sicuro, ho finalmente capito, proprio, cos'è.
(dal mac, par contre, è impossibile mettere in scena un post)
martedì, novembre 08, 2005
Beh, come forse qualcuno di voi aveva capito, sono a Parigi. Mi fa un effetto strano. Stamattina quando dovevo scendere dalla metro è stato più o meno cosi':
io: magari scendo a Chatelet, così vado alla mediateca delle Halles.
Patrizia: ok.
Chatelet.
io: beh, magari scendo a Hotel de Ville.
Patrizia: eh, a Hotel de Ville c'è la biblioteca del IV.
io: ah, perfetto.
Hotel de Ville.
io: magari scendo a Saint-Paul.
Patrizia: però la biblioteca è più vicina a Hotel de Ville.
io: ah. Vabbè, allora scendo qui.
E' che quando ho visto la fermata di Chatelet avevo quei mille e mille ricordi che BUM! mi son saltati fuori all'improvviso. E dico la fermata, e quindi mi son immaginata cosa sarebbe stato riaffiorare, veder comparire l'insegna di Franprix e poi voltarmi e vedere C&A su Rue de Rivoli oppure tirare dritto e arrivare sulla Senna. Con i pensieri non sono arrivata neanche a chiedermi se Salvatore il parrucchiere o Hazem il narghilettaro mi avrebbero riconosciuta. Son rimasta seduta sulla metro e avrei probabilmente tirato dritto fino a Chateau de Vincennes, il capolinea, se non fosse stato per Patrizia.
Già ieri pomeriggio sono andata a fare una passeggiata a Denfert, per comprare delle cose e tornare in una libreria di cinema dove la volta scorsa non ero riuscita a vedere un granché, con quei libri tutti accatastati. Giuro, proprio accatastati, ha delle pile di libri che arrivano al soffitto e si fa fatica anche solo ad entrare. L'altra volta c'era solo un signore, ieri ci ho trovato anche quella che immagino essere sua moglie, con una tazza di thé per riscaldarsi le mani, che mi chiede cosa cerco. Dico mah, davo un'occhiata, comunque m'interesserebbe la critica del cinema. e lei: ah, quella è là, però non l'abbiamo ancora messa in ordine quella pila. Volevo dirle Signora, è tipo un anno che il negozio è così, e ha pure l'aria di esserlo sempre stato...E anche a Denfert, comunque, avevo già tutta una serie di pensieri, ieri, che lasciamo perdere.
Ora sono all'ENAIP, e mentre percorrevo rue Claude Tillier per venire in ufficio, oltre a constatare che tutto è rimasto uguale, ho incrociato il signore pelato dei panini, che mi ha detto Bonjour!, e il fatto che si ricordasse di me mi ha fatto tornare di buon umore dopo che ho vagato - alla fine- tra Saint-Paul e Chatelet tutta la mattina alla ricerca di una biblioteca aperta, che non ho trovato.
giovedì, novembre 03, 2005
Berlusconcino ha detto che "ci ha provato, a convincere Bush a non fare la guerra in Irak": http://www.corriere.it/Primo_Piano/Politica/2005/10_Ottobre/29/iraq.shtml
Provato? PROVATO?
Pochi giorni fa in Grecia si festeggiava l' Oxi-day, il "giorno del no": il generale Nonsoche, di fronte alla scelta di accettare le (inaccettabili) richieste italiane o essere attaccato, rispose all'Italia fascista che non avrebbe potuto usare le basi greche per le sue azioni militari: http://en.wikipedia.org/wiki/Oxi_Day
Coffy, come dice papà, non si giustificherà mai dicendo "ci ho provato".
Già.
Questo blog, non si capisse, sta dalla parte della Grecia, del generale Nonsoche e di Coffy.
mercoledì, novembre 02, 2005
Sapete cosa? Son andata a cercare Jay Duplass, che era al festival di Edimburgo, e ho trovato due corti su internet:
http://www.atomfilms.com/af/content/this_is_john
http://www.atomfilms.com/af/content/scrapple
Non son troppo bravi?
Io niente, continuo ad andare in fiera, giovedì vorrei andare anche al COMPA, forse dovrei portarmi pure un mazzetto di CV, ma non credo che lo farò alla fine. Dovrei iniziare a preparare le valigie per Paris, cercare di capire quanti libri mi posso portare via e tutto.
Sto cercando di fare shopping ma incontro degli ostacoli.
Beh, tutto qui.