giovedì, maggio 08, 2008
Ministro dei beni culturali: Bondi.
Laureato in filosofia, ha scritto "Una storia italiana".
giovedì, maggio 01, 2008
Non rattristatevi in un giorno di festa. Soprattutto se è il primo maggio, e a Bologna non ci sarà nessuno. Vedo cose belle all'orizzonte, il mio oroscopo è positivo, e io ci credo. Ho voglia di concerti estivi. di giocare a minigolf. di mangiare le crescentine di Clò & Filomena. di vedere il governo cadere. di andare a parigi. di vedere tanti film. di leggere tante cose. di diventare bravissima a tennis.

05.04.2008
E così siamo tornate da Istanbul. Strana città questa. Certo in una settimana non la capisci di certo. Il nostro albergo era a Sulthanahmet, posizione strategica nella Istanbul antica. Sì, Istanbul antica, perché la città si divide in antica e moderna. Perché, non chiedetemelo. Forse perché nella città moderna c'è una via con il negozio Nike, Swatch, Benetton e tutto il resto (H&M non c'è ancora arrivato però). Non credo di aver visitato una città bellissima. E' una bella città, sì, ma non una di quelle che ti resta nel cuore. Almeno, non nel mio.
I turchi sono anche carini, gentili voglio dire...a parte quando l'Anna proponeva prezzi ridicoli per quello che voleva comprare e allora ci ridevano in faccia.
Neanche a dirlo, il gran bazar e il bazar egiziano sono i miei posti preferiti di Istanbul, ovviamente, insieme con il barettino di quel signore da cui abbiamo mangiato le cozze fritte e e i calamari, fritti anche loro, yum yum.
Come direbbe Moretti, cose che mi piacciono di Istanbul: la moschea blu, immaginare di vivere a Topkapi (qualcuno ha visto il film?), i pistacchi i negozi di bigiotteria afghana al gran bazar, guardare le case che si affacciano sul Bosforo, le melanzane
Cose che non mi piacciono di Istanbul: le impalcature costruite dai turchi, che, per forza, si romperanno quando qualcuno ci salirà sopra, i locali che urlano ai turisti frasi in cinque lingue diverse, a una velocità di sette parole al secondo, per convincerli a entrare in negozi/ristoranti, Divan Yolu, vomitare le melanzane.