venerdì, ottobre 19, 2007
Non vedo l'ora di mangiare un libanese. Certo non siamo nella stagione migliore per andare a Parigi ma un giretto al Louvre, un bicchiere da Chez George, una passeggiata lungo la Senna e un saltino da Bronty Bay ci stanno comunque bene...come sempre del resto.
Forse ha ragione Fabri, che c'ho sempre un aereo sotto al culo, ma che ci posso fare? Ho trovato un volo, sono stanca, le ferie ce le ho e le devo pur fare no? E poi sarà contento Paolino, il nostro grafico, che se potesse spararmi, in questi giorni, poverello, lo farebbe.
Inizio a fare amicizia con la casetta, anche se devo ancora risolvere un paio di cosette...chi di voi non è ancora passato si affretti, perché non si sa mai. Potrei anche traslocare un giorno non troppo lontano.
mercoledì, agosto 15, 2007


domenica, luglio 22, 2007
E così son tornata anche da Bruxelles, e vorrei postarvi una foto ma il mio papi si è scaricato tutta la macchina fotografica sul suo PC con password e quindi sono senza. Siamo state a Bruges, come previsto,ed è stato carino, abbiamo fatto un giro in barca commentato in tre lingue: peccato che non se ne capisse neanche una.
Una sera abbiamo anche fatto una sfida culinaria con il marito vietnamita della sorella della coinquilina dell'anna- noi pasta coi broccoli, lui pollo vietnamita; giudice della gara avrebbe dovuto essere Virgil, il cane, ma credo che la pasta in realtà non l'abbia assaggiata...
Mi sono divertita e riposata tanto, anche se questa settimana di lavoro mi ha già abbastanza riammazzata...Anyway, tra una ventina di giorni si parte per Londra...per lavoro, sì, però poi resto il week-end, yuuuhuuu!
e voi, dove siete?
domenica, luglio 08, 2007
Oh, scusate se arrivando al Grand Palais ho detto alla Mari: Diosanto, possibile che ci siano ancora dei lavori qua?

La mostra era molto carina, e poi finalmente ho visto il Grand Palais, che era sempre chiuso quando c'ero io. Mi sono riposata moltissimo, non forse fisicamente, visto che ho camminato superchilometri, però sicuramente è stato rilassante.
Devo dire, e ne sono molto soddisfatta, che non sono stata affatto nostalgica. E' una strana sensazione camminare per rue Saint-Honoré e scendere alla fermata di Chatelet, è vero, perché è tutto così familiare, però allo stesso tempo tante cose non me le ricordo più: sono arrivata davanti al mio panettiere ed era chiuso: ovvio, era lunedì. E poi, scesa in Rue de Rivoli, vedo una torre: mi son detta Che nel giro di un anno e mezzo abbian tirato su una chiesa?!...e invece no: era la Tour Saint Jacques, che era sempre stata accartocciata quando c'ero io, e me l'ero immaginata proprio diversa...insomma, le cose cambiano, il signore che fa la pita in Rue Saint André des Arts mi ha guardata passare senza riconoscermi...
Comunque, venerdì si parte per Bruxelles, che bello. Chissà se riusciamo ad andare in una Spa cheap & chic, come ci eravamo ripromesse qualche mese fa, io e l'Annina, intorno ai giorni di Capodanno...sarebbe carino, visto che anche lì ci saran si e no quindici gradi. Non vedo l'ora di mangiare dal libanese dietro alla Grand Place, e magari anche al Greco da Shuman- a Shuman voglio vedere anche la libreria-cafè italiana, visto che mi han fregato l'idea...
Anyway,
Bruxelles, j'arrive!
and, by the way, ora aggiorno Photocrepe.
venerdì, aprile 20, 2007
...e poi...sono stata....al Palio della Rana, dove ho scattato questa foto da prima pagina (ahah):

Well, guys, andiamo con ordine. Mi rendo conto ora che è un secolo e mezzo che non scrivo, e, come ha detto Ale, non ci sono ancora le sue scarpette sul mio blog....

sabato, marzo 17, 2007
La notizia della settimana è che Tarricone (ma con una o due R?) va alla Fattoria. Non so cosa sia- nel senso che non l'ho proprio mai visto- però credo che sia un reality e diomio, avendo seguito il GF1 assiduamente, sono troppo curiosa. Devo dire che non guardo la tv da secoli, ma veramente secoli, perchè ora mi sono abituata con il radiogiornale la mattina. Salgo in macchina verso le otto e dieci, quindi mi perdo le notizie più importanti del GR1, però resto in macchina fino ai 45, quindi sento le prime notizie del GR2, insomma alla fine pareggio. Per il resto, la sera ho gli occhi talmente stanchi che mi posso sforzare davanti ad uno schermo solo se è per vedere un film. Anzi, solo se è per vedere un film bello. Stamattina, by the way, ho visto La città incantata. Ma che bello. Mi sono anche un po' commossa ad un certo punto. Alla fine ci sono un sacco di film come Alice nel paese delle meraviglie. Il mago di Oz, La città incantata, and so on. Comunque dicevo, il fatto che ci sia Tarricone alla Fattoria è una notiziona, e mi ha fatto venire voglia di riaccendere la tv. A voi no?
Altra notiziona della settimana è che vado a Roma dal 30 Marzo al primo Aprile. A quando pare il 30 Marzo c'è il nuovo appello del mio Master (ahah) e quindi faccio l'esame, diciamo, e poi parto. Guest Star l'Annina, from Brussels, e poi, ovviamente, la nostra Chupy, che però ha già messo in chiaro che il 31 ha i suoi impegni: apre il nuovo H&M a Roma. Un evento per una che quando è venuta a trovarmi a Bologna ha rimandato di due settimane perché avrebbe aperto H&M... 
Poi invece la settimana dopo Pasqua vado ad Urbino, anzi a Fermignano, da Andrea, per il Palio della Rana. Sono molto emozionata, farò tante foto.
La primavera, o l'estate, che tanto con 'sto tempo non ci si capisce più un cazzo, è arrivata. Oggi a Bologna si girava praticamente in maniche corte: figurarsi a Roma tra quindici giorni, magari sfoggio pure le mie scarpette nuove di pacca che ho comprato l'altra settimana.
In tutto questo, vi dirò, spero anche che la mia capa mi porti con sé a Londra, prima di Pasqua. Mi ha detto che un fornitore che dovrebbe(mmo) incontrare assomiglia a un Beatles: ecco un altro posto dove portarsi la macchina fotografica. Ma no, ma no, non preoccupatevi, nel caso in cui fossi portata a London, sarei iper-professional.
giovedì, settembre 14, 2006
Lunedì vado a Milano per il line opening, con tanti personaggini supersimpatici -
- che vengono anche direttamente da NY e con cui, ahy me, condividerò pranzi e cene superlussuosi (ma in formato playmobill, ormai lo sappiamo...)...

...e torno mercoledì...con tante cose da raccontarvi, se non altro.
mercoledì, settembre 13, 2006
Qualcuno di voi è membro di Orkut? ho urgente bisogno di essere invitata.... pls
martedì, agosto 08, 2006
Venire all'internet caffe' e' uno spasso. Oggi c'e' una tipa, credo spagnola, che si ammazza dalle risate davanti allo schermo. Si piega proprio in due. Poi ad un certo punto ha iniziato a fare anche delle specie di balletti davanti alla webcam...cioe' alzandosi proprio in piedi. C'e' stato un momento in cui a vederla mi spanciavo anche io.
Stamattina avevo una prof. diversa, molto meglio della ragazzina di ieri per fortuna. Mi ha pure detto: E' un piacere insegnare ad un'italiana che non usa parole italiane. ahah, pensare che a quella di ieri, quando si era intestardita a chiedermi perche' avevo usato la parola *contracto, che non esiste, le avevo detto: no guarda, niente, ho inventato. e lei tutta contenta aveva risposto: bene, bene, bisogna anche inventare!
¿Qué más? Ora vado a comprare il basilico, che ieri, dopo ore e ore di ricerca, l'ho trovato al Corte Inglés e arrivata alla cassa la tipa mi fa: non c'e' il prezzo. E io: guardi, lo devo assolutamente prendere. Lei dice che va a vederlo e torna indietro senza. E mi fa: era rovinato. Volevo dirle: che faceva schifo l'avevo visto, ma che senso ha far la pasta al pomodoro fresco senza il basilico?
lunedì, agosto 07, 2006
Ho iniziato il corso, stamattina. La tipa che mi fa: guarda, non ho nessun altro studente come te in questo momento, quindi dovremo fare lezione da sole. Volevo dirle: Secondo me non hai altri studenti, e basta, comunque okay. La prima ora e mezza l'ho fatta con credo la direttrice, brava, la seconda con una ragazzina che poveretta, esperienza zero. Sta sempre con la testa chinata sul suo foglio-guida e dice. Bene: adesso io ti chiedo: qual e' la tua lingua madre? e io: italiano. E lei, felice felice: bene! Adesso chiedimelo tu! E io le chiedo: qual e' la tua lingua madre? E lei, felice felice: Catalano! Per me domani arriva con le barbie.
Poi le piace tantissimo spiegarmi cosa NON e' come l'iglese. Sai, noi non diciamo Puoi parlare francese? come gli inglesi, noi diciamo Sai parlare francese. Volevo dire: non mi sarei mai sognata di usare il verbo puoi, sinceramente. I paragoni con l'inglese con gli inglesi, no? Che qui gia' ci confondiamo abbastanza.
Pero' da quanto ho capito i professori cambiano, per fortuna. Poi comunque sono sempre io sola con qualcuno di spagnolo quindi in ogni caso qualcosa imparero'.
domenica, agosto 06, 2006
Beh, sono a Barcellona.
Ieri sera passando con il bus che dall'aereoporto arriva a Plaza de la Catalunya ho visto finalmente accese le fontane di Plaza de Espanya, che dadino mi aveva fatto camminare chilometriechilometri per vederle (con il suo passo, che e', per cosi' dire, abbastanza sostenuto...) e poi le avevamo trovate spente... Abbastanza spettacolare. Intanto la signora seduta di fianco a me, di Cambridge, continuava ad interrogarmi su cosa avrei fatto della mia vita. Quando ha sentito che il mio corso di spagnolo sarebbe durato solo due settimane ha commentato:
oh, you're a quick learner!
s¡, oppure mi accontento di imparare a metá, veda lei. Dopodiché con la mia pratica piantina stampata da viamichelin ho raggiunto casa della Lucia, solo che ovviamente non sapevo dove suonare, e quindi la chiamo, le dico che sono proprio qui fuori e mi viene a prendere a metá delle scale e mi aiuta con la valigia, facendomi vergognare per il peso stile tartaruga, che ci mancava mi portassi il mio materasso e poi praticamente ho traslocato. E' che -oh- sto un mese! In ogni caso sono piombata nel bel mezzo di una festa di compleanno, con tanto di balli di pizzica in una splendida ed enorme terrazza.
Stamattina ho cercato di dormire il piú possibile, ma ormai sono tarata con gli orari dell'ufficio e mi ci vorra´qualche giorno per tornare normale, e poi sono uscita per cercare una tessera telefonica, e ho trovato la signora piú antipatica della storia. Solo che e´ talmente antipatica che mi piace troppo. Cioe´, le chiedo la tessera e lei: quale? dico: non so, una per chiamare in Italia. E lei: sí ma io no so quali sono per chiamare in Italia. sbuffa, esce da dietro al banco, viene a studiare i manifestini pubblicitari appesi dietro di me e poi inizia a chiedermi: questa? o questa? Dico: una con l'accesso gratuito, tanto per dire qualcosa. e lei: ma e' per chiamare casa tua? e io: sí. e lei: ahhhhhh, e me ne dá una. Ma che ne sa lei di casa mia?
Ovviamente ho provato tre volte a chiamare papá, ho consumato tipo 30 minuti parlando 0, visto che lui non mi sentiva e riattaccava. Allora torno qui e le dico: senta, la sua tessera non funziona dalle cabine. e lei: io te l'avevo detto. E sbuffa. Va bene. Se lo dice lei. E' talmente assurda che mi sto affezionando,e quindi son venuta a usare internet proprio qui. Di fianco a me un italiano che si guarda i servizi fotografici di una scosciata sul Corriere.it. Siam messi cosí.
Ho chiesto alla Lucia di Formentera, ma lei ha detto che fino alla fine di settembre sono solo milanesi e bargamaschi, tanto che nei negozi ti parlano solo in italiano, molto peggio che qui. Quindi mi sa che li' niente, pero' ho trovato un po' di gite interessanti sulla guida, e poi chissá che non sia anche la volta buona che aggiorno photocrepe quando torno...
I pakistani, qui, son molto piú avanti. Vicino casa c'é un posto che si chiama, tipo, night shop KAFTABROTHERS. Non e' fantastico?
Ho voglia di andare al cinema. Dite che i cinema in agosto, a barcellona, esistono?
Viaggiare, comunque, e viaggiare da sola ancora, molto di piú, risveglia i sensi. Da un lato é bello, perché sai che, in ogni caso, puoi farlo. dall'altro peró mi dico che vorrei sentirmi un po' cosí anche a casa...
lunedì, dicembre 05, 2005
sabato, dicembre 03, 2005
Beh, ora prima di andare a riposare, perché sì, sono distrutta, volevo farvi un salutino. Venerdì ho veramente rischiato di perdere il treno...c'era un traffico mostruoso e sono arrivata correndo al binario, con la voce dall'altoparlante che diceva I passeggeri sono pregati di salire perché si parte...Poi in cuccetta con me c'erano una coppia messicana, una signora di Bologna e un tipo di Nancy. Io ho mollato le mie cose e sono andata a prendere un panino terribile fatto di pan brioche con dentro una sottiletta (Scusi, che formaggio è quello? Ah...boh...fontina!) e una zucchina alla griglia e al mio ritorno eravamo in piena discussione di cinema, e in particolare al Che peccato che in Italia non danno i film francesi, ci sono solo quelli americani, ha detto la signora di Bologna. il tipo di Nancy ha risposto: D'altra parte noi spettatori non abbiamo scelta, dobbiamo prendere quel che viene. Io ho detto che non ero d'accordo, che alla fine è tutto collegato e che se la gente riempisse le sale quando danno Etre et avoir magari ne distribuirebbero di più, ma comunque, dopo di che mi è stato chiesto cosa facevo a Parigi e quando ho detto che ci facevo delle Ricerche per la mia tesi in critica del cinema, la conversazione si è interrotta e il tipo di Nancy ha iniziato ad elencare i monumenti e le piazze che c'erano da vedere a Nancy, cosa molto interessante come potete ben immaginare, soprattutto per me che non ci sono mai stata e non vedo occasioni nell'immediato per andarci, ma vabbè. Dopodiché mi metto a parlare con la signora di Bologna, che quando le ho detto che ero vegetariana ma stavo cominciando a mangiare il pesce, serissima, mi ha informato sulle sue ricerche sul sistema nervoso di gamberetti e molluschi assicurandomi che erano veramente stupidi, più stupidi di una lattuga. Aveva fatto di queste ricerche perché, pare, una professoressa criminale di un liceo bolognese passa il suo tempo a cercare di convincere gli alunni a diventare vegetariani piuttosto che a studiare Leopardi, e alcuni le danno retta, e tra questi suo nipote.
Poi dopo aver compilato un questionario sui treni notte in cui io e la signora di Bologna ci dicevamo altamente insoddisfatte del servizio e del prezzo (Bisogna che si diano una calmata, diceva lei), siamo andati a dormire. Cioè, ci siamo sdraiati. Appena il tipo di Nancy si è addormentato ha iniziato a russare così forte ma così forte che io ho iniziato a scalciare ovunque facendo più rumore possibile per svegliarlo, ma non ci riuscivo. Cercavo di tapparmi le orecchie col cuscino come potevo, ma niente, era troppo forte. Mentre pensavo per passare il tempo ho sentito all'improvviso un rumore di radio proveniente dal messicano dove una tipa urlava: Auguuuriiii, auguriiiii, poi il fszzzz, fszzzzz, di quando si cambia stazione alla radio e delle musiche sudamericane, poi di nuovo fszzzz, fszzzz e poi di nuovo Auguuuuri e a quel punto ho pensato che il messicano doveva essere una specie di exraterrestre in borghese che captava involontariamente qualche stazione sudamericana, comunque il tutto è finito molto alla svelta. Visto che alle 3 ancora non dormivo, e l'arrivo era previsto per le sei e mezza, e io ero già distrutta, ho preso la mia coperta e sono andata ad accamparmi nel corridoio, dove tutti passando, a scelta, o ridevano o mi guardavano come un'abusiva salita chissàdove. Solo che poi stavo troppo scomoda, e quindi sono rientrata e mi sono riposizionata al mio posto, sopra il tipo di Nancy, che ad un certo punto avevo paura mi mangiasse, tanto ringhiava e sbruffava. Siamo arrivati con un'ora di ritardo.
diomio solo ripensare al viaggio mi ha stancata di brutto. vado a riposare.
martedì, novembre 29, 2005
Ieri sono andata a fare una passeggiata per Tolosa, poi sfinita alle 6 sono entrata al Gaumont di Place Wilson e ho visto A history of violence, quello di Cronemberg. Non è completamente da buttare. Ci sono un paio di sequenze molto intense e toccanti. Ma non mi piace. Salvate quelle due sequenze tutto troppo "bianco o nero". Eccheppalle.

sabato, novembre 26, 2005
Qui a Tolosa c'è una pioggia che ho deciso di studiare. Oggi pomeriggio volevo andare a fare un giretto per vedere il centro mentre viki studiava ma invece no, credo che starò qui a spremermi le meningi cercando di partorire qualcosa di molto intelligente. E non pensate "impossibile"!
giovedì, novembre 17, 2005
Sono a Bruxelles. L'Annina mi ha prestato la sua password all'internet café sotto casa e ho pensato di farvi un salutino. Ora vado a fare la spesa e a comprare una carta belga, di cui poi vi mando il numero (anche se papà dice che ci vorrebbe una carta UE, che idea carina, e quante rotture eviterebbe....finalmente ho imparato a copiare i numeri dalla scheda al tel viceversa perché passavo il tempo a ricopiarli qua e là...), poi continuo a sbobinare Bourget e spero che stasera mi portino a vivere. ciao ciao.
domenica, giugno 12, 2005
Questa qui sotto è Riccione vista dal Castello degli Agolanti e quella non è la piramide del Louvre bensì la piramide del Cocoricò. A Riccione ho fatto un corso in economia dell'arte che ha come prova finale la progettazione di un museo d'arte moderna e contemporanea a Villa franceschi (www.villafranceschi.it ,se guardate il sito sembra che già esista, ma non è così). Il corso è stato interessante, nel complesso molto ben fatto, con lezioni la mattina e conferenze al pomeriggio è venuto anche il mitico direttore della galleria civica di Trento, che ci ha raccontato della laurea ad honorem a Cattelan interpretandola a modo suo come essa stessa performance artistica. Geniale, oserei dire. Cioè, l'interpretazione, non la performance. Beh insomma per il resto il tempo ha fatto schifo, e a parte il megatemporale ne son stata contenta perché non avevo voglia di lessarmi dentro Villa Franceschi, e Riccione è sempre lei. La gente si riconferma più matta che mai: avevamo una compagna di corso che puntualmente interrompeva le conferenze (principalmente di Cavallucci di Trento e della Huber dell'Unibo) per dichiarare il suo amore: "Cioè io la amo! Lei è un genio. Sono gasatissssima dai suoi racconti. Perché guardi, io mi occupo di arazzi, e guardi che gli arazzi possono essere fighissimi..." "Io la amo, la amo alla follia, e non sono lesbica. Ma lei ci pensi nei suoi momenti di tristezza, perché le fa piacere no che io le dica questo?" Certo a leggerla qui anche questa di performance perde molto il suo effetto, perché c'erano una gestualità e dei toni, insieme, che erano davvero uno spettacolo.

lunedì, maggio 09, 2005

E ho aggiornato anche Photocrepe
mercoledì, maggio 04, 2005
Sono arrivata da luchino questa mattina...vi postero' una foto dell'accoglienza appena torno a paris, ora siamo passati all'istituto di geografia per vedere se troviamo su internet il libretto di Temistocle che stasera andiamo all'Opera...
I coinquilini di luca mi odiano giä perche' lui ha giä detto a tutti che ho paura di prendere delle malattie a casa loro, vi pare? d'altra parte ce le hanno avute tutte...piattole, pulci, pidocchi...vabbe'. tornero' sana e salva, vi assicuro.
lunedì, dicembre 06, 2004
informazioni di servizio. arrivo:
*a roma il 19 dicembre alle 20:30
*a bologna il 22 dicembre alle 18:30
*a paris bercy il 26 dicembre alle 9:10
venerdì, novembre 19, 2004
avevo scordato di postare questa...

lunedì, novembre 15, 2004

...eccomi di ritorno. A grande richiesta sto aggiornando photocrepe, con le foto di barcellona e di louvin-bruxelles...diciamo più che altro Barcellona e Louvin...intanto volevo dedicare questa foto a tutti quelli che mi guardano, in particolare alla VF del liceo Fermi di Bologna (98-99) e agli amici in erasmus. a dopo.
mercoledì, novembre 10, 2004
ponte! vado a bruxelles fino a domenica...
martedì, ottobre 19, 2004

Tutti a prendermi in giro...ma per due giorni cosa ti vuoi comprare la guida....poi ecco una guida di Barcellona in francese non è che mi emozionasse proprio...quindi vabbè, niente guida, mi sono presa una di quelle piantine free che si trovano in giro per la città e ieri, che dadino era all'università, ho chiesto qua e là e sono arrivata alla Fundaciò Mirò. Nada. Cierrada. E quindi sempre col mio zaino e saccoapelo appresso sono ridiscesa e sono tornata al MACBA, che il giorno prima avevamo trovato chiuso (neanche a farlo apposta uno ci riesce a beccare tutti i giorni di chiusura...voglio dire, manco se sta guida l'avessi avuta...). Non è che mi abbia entusiasmato, troppi video e ecco io al museo non mi aspetto proprio di vedere dei video...poi sai quando sulla guida (in effetti dadino ne aveva una, è che quando sei lì normalmente non hai il tempo di leggerla troppo, di solito io lo faccio prima...) lo vedi paragonare al Centre Pompidou ti aspetti...e quindi pazienza. Le solite aspettative che ti fregano. comunque è andata benissimo. Mi sono divertita un casino, e sono anche tornata in formissima.
Il bello è che per partire mi sono svegliata alle quattro e poi arrivata e appoggiate le cose dadino mi ha portata in giro e poi siamo andati a cena da Simone&lamiticaPaz e poi verso le 2 siamo usciti (fantascienza) per poi arrivare in un posto che non ci ha fatto entrare perché dadu era troppo elegante (e a me e Paz: siete con lui? e ci indicano l'uscita...) e insomma alla fine a nanna alle 4, quindi ho fatto 24ore piene senza dormire...dopodiché sabato siamo stati al Parc Guell e a non-vedere la Fontana Magica perché abbiamo fatto tardi, poi Fiesta de la Sangria da Simone&lamiticaPaz (che ha avuto i suoi effetti: Quiero hacer el pino...pero no tengo espacio!, il pino= la verticale, cioè vi rendete conto??), poi fuori, stesso posto che questa volta con davide che si spoglia ci fa passare (pur frugandogli nella borsa) ma poi non entriamo perché costa troppo. E sono le cinque. E dadino si lamenta perché lo faccio andare a letto presto. Okay. Giorno dopo passeggiata nel Barrio Gotico (lo vedi che ero attenta, tu mi sottovaluti...), mostra di Penone (che mi segue, prima era al Pompi) e poi non-vediamo la Fontana Magica perché la domenica non l'accendono....poi dopo tipo dieci ore di ricerca troviamo la tortilla, tra l'altro proprio buona, dal mitico Bella Milano (un nome un ossimoro), con dadu che gli fa: se puede comer tortilla? (ormai non credevamo più di essere in Spagna, non ce l'aveva nessuno...) e lui: sì que se puede! (della serie: sa l'ora? - sì la so), dopodiché io ero completamente distrutta, a pezzetti, inesistente, e quindi siamo andati a nanna e abbiamo dormito tipo 10 ore abbondanti, poi ieri vi ho detto, e poi sul bus per andare a Girona (da dove parte la Ryan) ho conosciuto Giulia che vive a Parigi ma tra un po' dovrebbe andare in Chile e niente, forse ci rivedremo, in Chile (l'idea Caracas è quasi stata abbandonata, ho scoeperto che c'è una dittatura, non mi pare carino). Sono tornata a Pyrenée (eh Lalla?) en coche con lei e prendendo il mio metrò ho pensato che è bello partire, ma è bello anche sentirsi a casa rientrando. Perché è vero, qui mi sento proprio a casa.
Beh, presto aggiorno il photocrepe, sapete che papi mi ha regalato una nuova macchina no?
E niente, grazie a dadino che mi ha accolta e grazie agli altri per le copiose mails.
bacini, I'm back.
mercoledì, settembre 29, 2004
"I want all the world to see
A miracle sensation
My guide and inspiration
Now my dream is slowly coming true (...)
Barcelona - It's such a beautiful horizon
Barcelona - Like a jewel in the sun"
Oh, yes! dal 15 al 18 ottobre sarò off da questi schermi...vado a Barcellona!
lunedì, settembre 13, 2004
-"porque viajen?"
-"viajamos por viajar"
-"hay muchas injusticias, no?"
(Diarios de motocicletas)
Un po' troppo americano. Un po' urlato, in certi punti. Retorica la traversata a nuoto di lui, e la questione dei guanti...un po' troppo esemplificative, della serie se no non capite il messaggio, però okay. Certe altre scene invece sono meravigliose, tipo il Chipi chipi, tipo il discorso che Ernesto fa per il suo compleanno, per una America unida, che, giuro, stavo per applaudire anch'io.
Vale la pena vederlo, sì, ma non è che ti cambi la vita.
venerdì, settembre 03, 2004
Oggi sono di buon umore (non è vero) perché mi ha risposto il direttore dell'Istituto Italiano di Cultura di Caracas dicendo che sì c'è un giornale per gli italiani in Venezuela...chissà magari l'anno prossimo il blog si chiama tipo Caramba, que Caracas... carino no?
giovedì, settembre 02, 2004
"Come sempre, quando si prepara un viaggio importante, cominciano a grandinare le coincidenze. E chissà quanto sono segni e quanto le provochiamo noi."
(da Bloghdad. Banale in questi giorni, lo so, ma vale la pena.)
venerdì, maggio 28, 2004
qui finalmente è caldo...oggi il direttore mi ha già dato della hippie tre volte e mi saluta col segno della pace...intanto sto pensando a quest'estate e più ci penso più mi confondo...lo sapete che la Fede è appena tornata dal Brasile? figurarsi...è sempre via quella donna...io sono combattuta tra il corso di francese a Parigi/non a Parigi, o qualche viaggio *vero*, tipo proprio molto lontano...ma chissà...forse non è il momento...o forse sì...
venerdì, maggio 21, 2004
Okay ho prenotato. Il 5 giugno alle 11:10, tipo, arrivo a Malpensa. Ho voglia di vedervi.
martedì, febbraio 03, 2004
eccomi, finalmente! Con una tastiera tutta sbagliata...ma ce la faro`...dunque...arrivata a Beaune martedi` sera sono stata a mangiare con mio padre in un posto tremendo dove la soup di legumes sapeva troppo di pesce...il tizio ha negato ma c`era stato sicuramente qq di vivo li`dentro...ho vagato un po` alla ricerca dei Cahiers, che non ho trovato, poi siamo ripartiti per Parigi, dove siamo arrivati nel primo pomeriggio...sono andata direttamente all`Alliance française e ho fatto il test di livello (e non pensate quale livello??), e alla fine sono riuscita a farmi mettere nel secondo, non so bene come, praticamente promettendo che in due giorni avrei studiato tutto quello che c`era prima...la sera siamo andati in un ristorante dove ho mangiato un piatto di formaggio/pere-mele/marmellate (si`, vi racconto anche questo visto che ora che mio padre e`partito non mi capitera`piu`di andare a mangiare fuori bisogna che fissi bene nella memoria questi momenti...) veramente troppo buono, poi metro e bonne nuit. Venerdi` Centre Pompidou (pazzesco, e poi hanno cambiato tutto il piano dell`arte contemporanea da quando sono venuta l`aprile scorso...e poi santodio, non mi ricordavo mica la sala con tutti quei quadri di Chagall), libreria del Centre Pompidou (che strano effetto vedere Casetti tradotto in francese) poi ristorante vegetariano troppo carino nel Marais li` vicino dove tutti i tavolini erano attaccati tra loro per cui si era praticamente a tavola con quelli di fianco...roba che a momenti ti sbagli e prendi la brocca d`acqua dei vicini di tavolo...poi per andare in bagno dovevi uscire e fare circa tre chilometri a piedi al freddo...poi dunque...sabato...hmm...ah si` beh, Museo D`Orsay, credo di non averne visto neanche meta`, ma tanto tornero`...visto anche che i musei qui la prima domenica del mese sono gratis...cena al tibetano (buono e poi i tibetani parlavano meno francese di me, che soddisfazione...) poi domenica gran giro in macchina verso la Defance o come si scrive, anche se vagando ore non siamo riusciti a trovare le sculture di Miro`...e dire che la guida le descriveva come enormi...poi Montmartre e poi cena all`ebraico, che mi è piaciuto tanto...e ieri il mio primo giorno di lavoro...mi avevano messo a correggere le bozze (o come si dice) solo che poi alle undici sono dovuta schizzare in rue des fontaines du Temples (eh Lalla?) o qq del genere per vedere questa casina carina carina piccina piccina che spero mi affitteranno...poi sono corsa all`Alliance ad iscrivermi e sono ricorsa al lavoro, dove poi sono dovuta rimanere fin dopo le sette per recuperare il tempo perduto...(in ogni caso come potete vedere non contenta ne sto perdendo altro =})...e poi sono andata ad un altro tibetano buono anche lui...ora ho finito le altre bozze ho dato un`occhiata al sito che dovro` aggiornare...poi quando finisco volo al corso di francese (tutti i giorni lun-ven dalle sei alle sette e tre quarti)...ora on riesco a scrivere le mail mi sa perche` se no mi rimandano in Italia a pedate domani (anche perchè sta tastiera con le lettere sbagliate e`stressantissima, ma vi scrivo presto giuro, se riesco anche oggi pome. a Bo che succede? Cosa avete visto a teatro? e al lumiere? baci a tutti
venerdì, dicembre 12, 2003
28.04.2003
Sveglia alle 8:30, alle 9:15 usciamo con valigia e tutto. Guy ci accompagna al mercato. Bancarelle di vestiti. Di cose vecchie. Di cose sequestrate alla dogana. Di libri. Di valige. Di tutto. Metrò. Baguette e birra con Guy e Alberto.
Ritorno a Roissy.
A Bologna si dice: vado in aereoporto. A Parigi si dice: Vado a Roissy.
27.04.2003
Mi alzo tardi. Io e Patrizia vogliamo mangiare le crepe che abbiamo comprato l'altro giorno al supermercato con i funghi ma Guy ci fa notare che abbiamo comprato per sbaglio quelle dolci. Andiamo al mercato di Malakoff. I mercati sono un'altra cosa che adoro. Ma perchè a Parigi tutte le bancarelle che vendono l'intimo ce le hanno degli uomini?
Torniamo a casa, pranziamo, poi Guy va al lavoro, Patrizia e Theo fanno nanni-nanni e io vado alla mostra di Magritte. E' incredibile quante cose da vedere ci siano in questa città. Mentre faccio la fila penso che dopo andrò a vedere l'Orangerie. Penso che praticamente ero venuta apposta per tornare a vedere il Museo d'Orsay e alla fine non ci sono andata. Non ho visto neanche la casa di Balzac..il museo del cinema..il museo della pubblicità..mi ci vorrebbe almeno un altro mese...Entro.
This is not a pipe. Nuvole. Empire des lumieres. This is not an apple. Ceci n'est pas un Magritte. Troppa gente. Troppa. C'è anche un quadro con un bicchiere di cristallo, enorme, con dentro una nuvola, che ho visto la prima volta a Roma due anni fa. Dev'essere proprio lui, proprio lo stesso. Io e certi quadri ci rincontriamo a volte.
Anche di Magritte, i quadri che mi piacciono di più sono quelli su cui scrive. E le nuvole.
C'è un quadro bellissimo che si chiama la chiaroveggenza, o qualcosa di simile, dove un pittore guardando un uovo dipinge un uccello. E un altro dove su una cornice stanno appoggiate alcune mele...che si chiama il buon senso. Ecco, io penso: magari non è vero per niente, ma penso: qualche pittore si potrebbe anche offendere no? Come a dire: se dovete dipingere delle mele tali e quali cosa le dipingete a fare?, non è arte, non aggiunge niente alle mele stesse. E i pittori, gli artisti sono come dei chiaroveggenti, dei visionari, che oltre all'uovo vedono anche l'uccello? Questa non è una pipa...non è una mela...è qualcosa in più di una mela, che si aggiunge alla mela. Però le mele di Magritte sono..sono proprio mele. Hanno i contorni definiti e i colori naturali delle mele, non sono mele sfumate, impressioniste...e allora cosa mi dicono in più sulle mele? Non sono mele...ma lezioni. Lezioni su cosa l'arte è e non è. E comunque non posso fare a meno di notare i tanti livelli di interpretazione delle mele. Questa non è una mela, ma il disegno di una mela. Ceci n'est pas un "pomme". Cioè non è la parola "pomme", ma qualcosa di più strettamente legato alla mela vera e propria, perchè le rassomiglia...
Dovrei leggere qualche cosa su Magritte. Credo che dovrei.
Dopo queste full immersion artistiche ho voglia di leggere le critiche, poi mi ricordo che non sono mai d'accordo. Che mi sembra tutto sempre un po' forzato. Magari lascerò perdere.
Sono stanca, non ho voglia di andare anche all'Orangerie, i quadri di Monet la prossima volta. Tanto quelli non scappano. Cammino verso Place de la Concorde.

C'è un palazzo imponente che non so cosa sia. Dieci quindici Pegeout406 nuove di pacca blu scure stanno parcheggiate davanti. Polizia ovunque. Chissà cosa succede. Crepe allo zucchero e Grand-Marnier. Hmmm. Arrivo sugli Champs-Elysée o come si scrive, cammino-cammino, entro da Paul a prendere un pain au chocolat e il pane per stasera, cammino-cammino fino all'arco di Trionfo. Polizia ovunque. Una banda sotto l'Arco. Arrivano una di fila all'altra tutte le Pegeout. Gente che scende sincronizzata. Sembra un film. La banda suona per un minuto o due. Vedo da lontano mani che si stringono. Entrano dentro l'Arco. Chiedo al poliziotto che blocca l'accesso all'Arco di Trionfo dov'è le metrò e mi accorgo che è proprio dietro di me. Ma perchè non ha il cartello Metrò, come tutti i metrò? A casa. Cena indiana. Se domani ti svegli all'alba andiamo al mercato delle pulci. Svegliamoci all'alba.
25.04.2003
Mi sveglio tardi. Torno nel Marais, faccio colazione con il pain au chocolat e vado a fare compere per le stradine dietro a Rue de Rivoli. E' il quartiere ebraico e c'è una via piena di pasticcerie fornai e ristoranti ebraici, compro il pane che ho visto una volta in Harry a Pezzi e mi guardo intorno cercando di non lasciarmi sopraffare da tutte le novità..di non perdermi nei miei pensieri e di essere il più ricettiva possibile. Compro una ciotola per gatti per Luca, che tra poco è il suo compleanno e sono sicura che sarà il pezzo più bello del suo servizio di piatti spaiati. Poi torno alla libreria e salgo con gli altri a mangiare pasta con le verdure e marzapane che arriva da Siracusa. C'è anche un altro ospite oltre a me, uno di Vicenza, o qualcosa del genere. Trovo splendido entrare così nella loro vita di tutti i giorni, e trovo splendida la loro vita di tutti i giorni, italiani completamente integrati nella vita francese, che parlano perfettamente la lingua, ma così legati e innamorati della loro cultura, che mangiano la pasta e fanno la scarpetta con la baguette, che per loro è una festa aprire i dolcetti arrivati dalla Sicilia, che organizzano mille cose a Parigi e chiedono curiosissimi cosa succede in Italia...ma poi la libreria deve riaprire e invece la zia deve correre al giornale, io saluto tutti perchè poi non li vedo più e cammino su per Rue de Rivoli verso l'Hotel de Ville, dove c'è De Cezanne a Dubuffet. Non male, ma la cosa che mi colpisce di più è la frase di Planque scritta sul muro come si fa di solito alle mostre:
"Il n'y a pas du laid et du beau. Cela n'existe pas. Il y a seulement le mystere, la magie, et l'horrible peut tout aussi bien que le beau esprimer ces choses. C'est en se livrant totalement à l'istinct, sans intervention intellectuelle que l'on peut esprimer ce qui est en soi, bien en soi, totalement et fortement"
E' proprio così.
Uscita continuo per Rue de Rivoli, passeggio, mangio un altro pain au chocolat, questa volta da Paul, fornaio-pasticceria che meglio non ce n'è, e prendo la metropolitana per tornare indietro. Burger vegetariani con pane ebraico, brie e verdure alla griglia. Chiacchiere.
24.04.2003
Vado al Grand Palais, dove -ho scoperto grazie al mio Pariscope- c'è una mostra di Chagall. Ma un omino mi spiega che senza la prenotazione devo tornare dopo l'una. Sono le undici. Apro la Guida (il maiuscolo è d'obbligo: si tratta della mia *adoratissima* rough guide) per vedere cos'altro ho segnato in quella zona: al Petit Palais c'è un altro museo che mi interessa, ed è proprio dietro l'angolo. Ma è in ristrutturazione. Apro di nuovo la guida, vedo che sono nella zona de Les Invalides e del Museo Rodin: un quarto d'ora a piedi e sono arrivata. Il Museo Rodin è in sciopero. Per un nanosecondo penso di andare al Musée d'Orsay ma poi decido che non è giornata da musei, prendo la metro e sbuco al quartiere latino, dove cammino per le stradine piene di ristoranti e negozi di libri, arrivo alla chiesa di St. Severin, ad un'altra chiesa che è la più antica di Parigi ma non mi ricordo come si chiama, a Notre-Dame, all'Abbey Bookshop, e mi scordo di andare da Shakespeare e Co., che ci tenevo tanto.
Pranzo con una baguette e il pain au chocolat e seguendo Rue St.Michel torno verso Notre-Dame e mi siedo nel giardino proprio dietro. Un ragazzo che era seduto nella panchina affianco con un amico viene a chiedermi se può sedersi con me. Je ne parle pas français. E' un prof. di lingue. Di dove sono, quanto rimango, quando torno, ho il ragazzo, cosa faccio. Dico che devo andare, mi lascia la sua mail dicendo che dovrei tornare a studiare francese, perchè il francese è importante.
Poi Lungo la Senna...mi allontano tantissimo da dove dovevo andare..quando chiedo le indicazioni per tornare indietro il ragazzo si mette a ridere e dice che sono lontanissima. Devio per Places de Vosges, dove mi fermo cinque minuti a cercare sulla cartina il CyberCafè di cui parla la mia guida. Vado. Trovo. Scrivo. Torno verso la libreria e per la strada prendo una crepe con noci e zucchero, l'omino mi corregge la pronuncia di ogni parola poi mi chiede come si dice noci nella mia lingua e quando gli dico Noci dice che non è vero...Walnut-that's what I wanted to know. Okay.
Arrivo in libreria in ritardo, la presentazione di La Mennulara, che sembra sia stato un grande successo in Italia e ora è stato tradotto in francese, sta per iniziare. Dietro il tavolo l'autrice e un ragazzo che parla un ottimo francese (o almeno così mi pare nella mia beata ignoranza) e ha degli occhi bellissimi. Scopro poi essere Gambaro, giornalista di Repubblica che vive a Parigi e, dice la zia, è onnipresente in questo genere di occasioni. Presentazione. Domande. Un italiano fa una domanda, in italiano. E' una domanda da scrittore. Scopro poi che è uno scrittore siciliano che non conosco. Aperitivo. Non ho letto quel libro. Lei dice che non legge e mi chiedo come fa una persona che non legge a scrivere un libro. Si conoscono tutti. E' una specie di punto di incontro per questo gruppo di italiani a Parigi. Mentre usciamo Fo-Fo, che è poi il proprietario della libreria, mi invita a pranzo con loro domani.
Arriviamo a casa e Guy ci ha preparato pasta con melanzane e pomodori. Yum. Poi lui deve tornare al lavoro e, messo a letto Theo, resto a chiacchierare con la zia fino a tarda notte.
23.04.2003
Mi sveglio alle 10:23, mi preparo il più velocemente possibile e mi precipito al Musée Picasso, dove una cassiera che si sente vecchia finge di non credere che ho meno di 26 anni e non mi vuole fare lo sconto. Entro col biglietto intero e evito di dirle di cambiarsi gli occhiali solo perchè il mio francese è ancora indecente.
I dipinti come sempre non mi fanno impazzire ma il museo è carino e le sculture..alcune le trovo bellissime.
Poi pranzo con Patrizia. Vado a prenderla alla libreria dove lavora part-time quando non è al giornale e andiamo a mangiare da Boboli. Crostini alle verdure e acqua alla menta. Una splendida piccola brocca trasparente con dentro rametti di menta. Poi su per Rue St. Croix de la Bretonnerie: saluto la zia e arrivo al Centre Pompidou, mi siedo sul bordo della fontana Stravinsky, ci giro intorno e faccio le foto.

Poi scelgo cosa vedere dei cinque piani del Centro Pompidou: piani 4 e 5, Musée National d'Art Moderne. Bello.
Le Bleu, di Mirò, occupa una parete intera ed è bellissimo. Mi siedo sulla panchina davanti al quadro e cerco di non ascoltare gli italiani che parlano vicino a me. Continuo a confondere i quadri di Braques con quelli di Picasso, trovo un quadretto bellissimo di Klee che si chiama qualcosa tipo Le case di Firenze...vedo tantissimo e ricordo già poco. In questi momenti vorrei avere una memoria come quella dei computer. Per poter archiviare i quadri che mi piacciono, le vie in cui cammino, le brocche con le foglie di menta e i disegni appesi ai muri delle scuole. Poi però penso che con una memoria così un quadro di Mondriaan non mi avrebbe ricordato le biciclette senza freni di un museo olandese in mezzo ai boschi. E mi va bene così.

Compro un quaderno con le nuvole di Magritte su cui ora scrivo e la cartolina del quadro di Klee che avrei voluto portare a casa con me. Salto le sale dedicate al design per non mescolare le linee moderne di wc innovativi ai colori di Dalì e mentre cammino verso l'appuntamento con la zia compro il Pariscope, 250 pagine con tutto quello che c'è a Parigi questa settimana. E una gauffre con la nutellà. Qualche negozio, tre minuti seduta su una panchina di un museo, giusto in tempo per farmi buttare fuori per l'orario di chiusura e vedo la zia. Musée Europeanne de la Photographie. Interamente dedicato a François Marie Banier. Le foto dei passanti non mi hanno entusiasmato ma quelle di Sean Penn e Samuel Beckett... Per non parlare delle foto su cui dipinge o scrive. Quelle su cui scrive, soprattutto. Su cui scrive poesia. E' come un modo per..è una doppia opera d'arte.
A casa, esausta. Risotto alle verdure.
22.04.2003
Atterro a Charles de Gaulle, Roissy, Paris, alle 15:10, puntualissima.
Saluto la spagnola che mio padre ha conosciuto alla fila del check-in mentre io ero al telefono e che mi ha invitato a sedermi affianco a lei in aereo. Ho il suo numero e magari quest'estate la vado a trovare.
Mentre aspetto i bagagli vedo gli zii attraverso il vetro fare ciao-ciao. Ciao-ciao anch'io. La mia valigia è arrivata. Dopo l'estate scorsa mi aspetto di tutto.
Andiamo "al giornale" perchè lo zio ha scordato il telefono lì. Mi presentano a tutti, Alberto mi chiede se ho già fatto la domanda per fare lo stage lì da loro. No. Magari la faccio. Birra con la redazione perchè, scopro, è il compleanno dello zio. In realtà io prendo una cosa che mi sembra di capire si chiama panache, che è birra più limonata. Ma io e Sara conveniamo che di limonata dev'essercene proprio poca. Brindisi. Bon anniversaire. Intanto scriviamo false lettere di referenze e Sara mi chiede se è meglio scrivere che sa lavorare in autonomia o che è molto creativa.
Arriva Dominique, che è bellissima e dentro di sè ha un bebè che se è un maschietto si chiamerà Aramis. Poi si parla di segni zodiacali cinesi, io capisco solo che Dominique è chevre, capra. Sara le dice che non sa niente del suo ragazzo e lei inizia a dirle una serie di cose che mi sembrano un esercizio di francese per usare i verbi alla terza persona. Il a 32 ans, il est blonde, il est mariè -a toi? -non. Dominique è bellissima, ha i capelli castani, scuri, cortissimi, un sorriso luminoso, le lentiggini, parla un francese chiarissimo e sembra un'attrice in bianco e nero uscita da un film di Truffaut.
E' l'ora di andare a prendere il piccolo all'asilo. Quando mi vede arrivare sorride come solo i bambini possono fare, biondo e bellissimo mi dice Ciao e inizia a raccontarmi cosa ha fatto oggi come se ci fossimo lasciati due ore prima.
La scuola è grande. Disegni naif alle finestre e sculture di cartapesta la rendono allegra e colorata come pochi altri luoghi al mondo possono essere.
Lasciamo Guy e Theo a casa e andiamo a fare la spesa. Adoro i supermercati stranieri. Non posso andare all'estero senza entrare in un supermercato, sorridere davanti alle marche di pasta sconosciuta alle scatole di "vrai pizza" surgelata, ai vasetti misteriosi e alle abitudini diverse.

Mi affascina. Mi piace guardare cosa compra la gente. Mentre la zia cerca il vino io mi innamoro dell'edizione speciale delle bottiglie di evian e decido che tornerò a comprarle per portarle a Bologna. Mentre facciamo la spesa già sto raccontando a Patrizia perchè sono scappata da Bologna. Torniamo a casa e ci sono le figlie di Guy, cui Theo ha già spiegato che Non possono parlare con me perchè io non so il francese. Ed è vero. Sorrisi. Aperitivo. Bruschetta. Vino. Pasta zucchine e pomodoro. Vino. Colomba. Ho bevuto troppo. Mi gira la testa. Gioco a domino con Theo. A dormire.