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lunedì, agosto 27, 2007

C'è Il regista di Matrimoni su Sky. Che bello. Ma comunque su questo blog già ne avevo parlato. Un paio di settimane fa invece io e Luchino abbiamo visto Le vite degli altri, che non c'entra niente, ma ogni volta che mi viene in mente mi dico: ma quanto è fatto bene? Senza scene inutili, senza personaggi inutili, senza frasi inutili. Essenziale, ma, allo stesso tempo, pieno.

Ora, voglio porre un quesito a tutti i miei lettori: Woody Allen non potrebbe farsi dare il suo dominio www.woodyallen.com, e investire, non so, due lire, per avere un sito aggiornato, e carino?
Woody, I would do it for free!


giovedì, giugno 07, 2007

Grindhouse - Death Proof http://www.deathproof.net/

L'abbiamo visto ieri sera. Ve lo dico: al Medusa, con i popcorn. E' inutile confrontarlo con qualsiasi cosa che si vede oggi: completamente inutile.

E' la profezia che si autoavvera: tutto quello che hanno scritto di lui i Cahiers da Reservoir Dogs a Pulp Fiction, si avvera qui. Sono curiosissima di vedere cosa ne hanno scritto dopo Cannes. E' tutto un gioco, questo film. Kill Bill è un film serio, questo è uno scherzo. In Kill Bill ogni personaggio ha un piano narrativo, e la Sposa lo porta a termine. Ce lo dice anche dall'inizio: "I am gonna Kill Bill". Qui ci sono piani confusi e tutto quel che accade è puro caso. Tutto è una scusa per citare, ascoltare, mettere in scena altro.

La mia comparsa preferita, perché qui, veramente, gli attori son comparse e auto panini e cocktail star, è Rosario Dawson.

 


sabato, marzo 17, 2007

La notizia della settimana è che Tarricone (ma con una o due R?) va alla Fattoria. Non so cosa sia- nel senso che non l'ho proprio mai visto- però credo che sia un reality e diomio, avendo seguito il GF1 assiduamente, sono troppo curiosa. Devo dire che non guardo la tv da secoli, ma veramente secoli, perchè ora mi sono abituata con il radiogiornale la mattina. Salgo in macchina verso le otto e dieci, quindi mi perdo le notizie più importanti del GR1, però resto in macchina fino ai 45, quindi sento le prime notizie del GR2, insomma alla fine pareggio. Per il resto, la sera ho gli occhi talmente stanchi che mi posso sforzare davanti ad uno schermo solo se è per vedere un film. Anzi, solo se è per vedere un film bello. Stamattina, by the way, ho visto La città incantata. Ma che bello. Mi sono anche un po' commossa ad un certo punto. Alla fine ci sono un sacco di film come Alice nel paese delle meraviglie. Il mago di Oz, La città incantata, and so on. Comunque dicevo, il fatto che ci sia Tarricone alla Fattoria è una notiziona, e mi ha fatto venire voglia di riaccendere la tv. A voi no?

Altra notiziona della settimana è che vado a Roma dal 30 Marzo al primo Aprile. A quando pare il 30 Marzo c'è il nuovo appello del mio  Master  (ahah) e quindi faccio l'esame, diciamo, e poi parto. Guest Star l'Annina, from Brussels, e poi, ovviamente, la nostra Chupy, che però ha già messo in chiaro che il 31 ha i suoi impegni: apre il nuovo H&M a Roma. Un evento per una che quando è venuta a trovarmi a Bologna ha rimandato di due settimane perché avrebbe aperto H&M...
Poi invece la settimana dopo Pasqua vado ad Urbino, anzi a Fermignano, da Andrea, per il Palio della Rana. Sono molto emozionata, farò tante foto.

La primavera, o l'estate, che tanto con 'sto tempo non ci si capisce più un cazzo, è arrivata. Oggi a Bologna si girava praticamente in maniche corte: figurarsi a Roma tra quindici giorni, magari sfoggio pure le mie scarpette nuove di pacca che ho comprato l'altra settimana.

In tutto questo, vi dirò, spero anche che la mia capa mi porti con sé a Londra, prima di Pasqua. Mi ha detto che un fornitore che dovrebbe(mmo) incontrare assomiglia a un Beatles: ecco un altro posto dove portarsi la macchina fotografica. Ma no, ma no, non preoccupatevi, nel caso in cui fossi portata a London, sarei iper-professional.


martedì, febbraio 06, 2007

Ho un sonno che mi si chiudono gli occhi, come al solito, però questa ve la devo raccontare. Oggi torno in ufficio  dopo la pausa pranzo e rido da sola davanti al pc come una scema leggendo:

"Vale, come stai? L'altro giorno ho spostato il tavolo e non riuscivo più a trovare la connessione. Ieri sera sul tardi ne ho trovata una buona ma devo stare in piedi (!)."

Era l'Anna, che parlava del fatto che scrocca la connessione ai vicini, però ecco, la prima frase mi ha fatto piegare in due dalle risate.
Poi, sempre in posta, ho trovato la Newsletter dell'Adecco. Per la prima volta. Cioè, mi sono iscritta tipo in Marzo e la prima Newsletter mi è arrivata ora...ho fatto in tempo a cambiare due lavori prima di aver loro notizie...bel tempismo! E poi una rivermail della Mari da Paris che mi ha fatto venire un po' voglia di partire, indipendentemente dalla meta...

Non guardate Il Signore e la Signora Smith, Prigionieri dell'oceano, Il peccato di Lady Considine, L'agente Segreto. Guardate The lady vanishes - la signora scompare. (parlavamo di Hitchcock)


martedì, gennaio 02, 2007

Ancora su Match Point

Ieri e oggi era un giorno di speciali su Woody Allen, su CULT, o qualcosa del genere. Insomma negli ultimi tre giorni ho (ri)visto Misterioso omicidio a Manhattan, Tutto quello che avreste voluto sapere sul sesso, Brodway Danny rose (non tutto in realtà) e, ora, Crimini e Misfatti. (E ieri Casablanca, al Lumiere, sul quale ho solo da dire: ma se non ci fosse stato Humprey Bogart, sarebbe stato un film? E anche: Ingrid Bergman proprio non mi piace, al di là del fatto che, poveretta, le han sempre appioppato dei ruoli che diomio....). Tornando a Crimini e Misfatti, vi avverto che

 questo post è fortemente sconsigliato a chi non ha ancora visto Match point (& Scoop & Crimini e Misfatti)

e ripeto che più vedo dei film, più questo mi sembra uno dei più belli degli ultimi anni, e sono superstupita, sempre più stupita che la gente, in generale, non la pensi così. L'altra sera alla cena di Capodanno una coppia che vive a Londra, lui italoamericano, lei di Fano, mi ha detto che pensava che

"mentre Woody Allen dipinge sempre molto bene le classi sociali americane, con questo film sembra che si sia spostato a Londra ma non sia stato in grado di dipingerle bene allo stesso modo, perché Nola vive in un quartiere in cui un'attrice un po' sfigata come lei non potrebbe permetterselo"

Al di là del fatto che, ovviamente, non sono in grado di notare questo genere di cose, non vivendo (ahimè) a Londra, e al di là del fatto che Woody aveva scritto la storia per New York, solo che poi ha avuto finanziamenti a Londra e quindi lì l'ha riambientata si è spostato, ma questa è una metainformazione che la gente non è tenuta ad avere, insomma al di là di queste cose, in Match point c'è la maturità perfetta. Mi viene in mente che l'Annina, seduta di fianco a me, mi ha detto che ha preferito Scoop, e mi rendo conto ora che le ho solo detto: no, Scoop no!, chiudendo il discorso. Scusa Annina, è che Scoop è una delle mille commedie di Woody e secondo me non vale più delle altre, forse meno (rimanendo pur anni luce al di sopra di qualsiasi altra cosa si veda al cinema ora). Insomma lei è bravissima, lui anche, ma la storia è tirata per i capelli, con quel morto che compare solo per dare una direzione al film che se no non sarebbe in grado di avanzare. Invece Match point si srotola perfetto dall'inizio alla fine, meraviglia del mondo.

E perché ci ho pensato proprio ora, appena finito di vedere Crimini e Misfatti? Perché c'è un parallelo che è impossibile non fare. Judah, uno dei protagonisti, fa uccidere la sua amante, poi i sensi di colpa, poi...poi basta. In chiusura del film, una conversazione con Cliff (Woody Allen), in cui Judah racconta di avere un gran soggetto per un giallo: un uomo che commette un crimine, viene poi assalito dai sensi di colpa dovuti alla sua educazione religiosa, poi questi, col tempo, spariscono, e lui continua a vivere, forse meglio di prima. Cliff risponde che l'uomo dovrebbe confessare , non perché c'è un dio ma perché la tragedia sta nel prendersi le proprie responsabilità, e Judah risponde che no, gli uomini commettono crimini di continuo, e continuano a vivere come se nulla fosse, e che Cliff guarda troppi film. Dunque Cliff/Woody con Match Point ha dato retta al suo personaggio, e ha preso pari pari il suo soggetto, riscrivendo e completando l'intreccio di Crimini e Misfatti.

Solo, in maniera perfetta. Cioè, punto e basta.

Se fosse la mia tesi, cioè tipo quella di laurea, come argomentazioni convincenti userei, banalmente, ovviamente, la politica degli autori, no?, che ci sta sempre: Woody esprime la sua visione del mondo, sempre lei, in mille sfumature, attraverso tutti i film. Solo che, con Match point, ha trovato le parole giuste.


lunedì, gennaio 01, 2007

c'è l'annina, qui. Ieri l'altro siamo state alle piscine termali del Villaggio della Salute. Un medico con la cipria ci ha fatto una visita d'ingresso (ci ha anche pesate, ma venivano tre chili di più...potrebbero anche aggiustarle le bilance...-e no, non son state le mangiate delle feste!
Ieri sera invece c'era una mega cena di capodanno a casa dell'Elisa, e io e l'Annina ieri abbiam fatto le crepe al forno con ricotta e spinaci, che non erano male e stavolta ci ricordiamo di segnarci le ricette se no poi ogni volta si parte da zero...
Ora ho appena finito di vedere Un bacio appassionato, di Ken Loach, che mi son svegliata presto e lo davano su Sky...è ambientato a Galway, e hanno tutti un accento scozzese strettissimo...Comunque è deciso: quando smettono di rinnovarmi il contratto in questo nuovo posto, si va via. Tipo Edimburgo, o Dublino, o Parigi, o boh.


martedì, dicembre 26, 2006

Ieri sera siamo andati a vedere A casa nostra. Francesca Comencini è l'unica, in Italia, che quando esce con un nuovo film mi dico: cavolo, è uscito il nuovo della Comencini (Francesca, mi raccomando), bisogna andarlo a vedere. E non mi ha ancora mai delusa.
Ora non vedo l'ora che Fabri mi inviti per l'aperitivo, che gli ho regalato delle boules per l'aperitivo della lindt...volevo incollarvi qui una foto ma non l'ho trovata neanche sul sito della lindt...comunque sono di cioccolato con il liquore...si tengono in frigo e sono apposta per l'aperitivo...E' che, lo sapete, a Castelguelfo c'è questo supernegozio lindt e voglio provare tutto tuttissimo. Per adesso la mia preferita è la tavoletta fondente al pistacchio, diomio.
Domani dovrei andare ad Urbino a trovare Andrea, son sicura che nevicherà.


sabato, novembre 25, 2006

Lasciate perdere Babel, va là.


domenica, novembre 12, 2006

Whatever. Domani vado a Milano, torno martedì sera. Non che ve ne sareste accorti, se non ve l'avessi detto, visto che ormai scrivo poco poco. E' che oh, son stanca e la voglia di stare al pc è proprio poca pochissima. Il contratto me l'han fatto, alla fine, fino al 17 novembre. Martedì torno con il treno delle 18, che arriva alle 19:42, e se tutto va bene mi faccio portare dal taxi direttamente al cinema, dove danno Mariantoniette in originale, che una delusione non potrà essere perché mi aspetto poco. Vado pochissimo al cinema ultimamente, ahimé. Visto Il Diavolo veste Prada (come potevo non andare, alla fine?), di cui posso solo dire: brave costumiste; e Scoop. In compenso con Andrea stiamo guardando più o meno la filmografia completa di Audrey Hepburn, un po' alla volta. Per ora i miei preferiti Colazione da Tiffany e Due per la strada.

Audrey Hepburn

Pare che nella Finanziaria ci sarà questa nuova norma:

"La norma stabilisce che [...] è istituto l' accordo di solidarietà tra generazioni, con il quale è prevista, su base volontaria, la trasformazione a tempo parziale dei contratti di lavoro dei dipendenti che abbiano compiuto i 55 anni, e la correlativa assunzione con contratto di lavoro a tempo parziale per un orario pari a quello ridotto, di giovani inoccupati o disoccupati di età inferiore a 25 anni, oppure ai 29 anni se in possesso di diploma di laurea". " (www.repubblica.it)

Carini ad averci pensato, anche se la mia modesta previsione è che nessuno lo farà, perché già gli stipendi son bassi abbastanza (o li semipensionano? difficile no?) e perché, fondamentalmente, a nessuno gliene frega un emerito.

Vado a fare la mia mini-valigia, va là. 


venerdì, giugno 30, 2006

Beh, perché ho postato Rachel, ieri? Perché come i più simpatici di voi sapranno, cioè quelli che seguono (seguivano) Friends, Rachel Green lavorava da xx. E io questa mattina avevo un colloquio proprio da xx. No, niente colazione di lavoro in supertailleur come Rachel, piuttosto un salto al Centergross, con l'insegna xxx scrostata e l'acqua che colava dalle piante del tetto, ma due ragazze molto tranquille e gentili mi hanno spiegato più o meno cosa dovrò fare per il prossimo mese. Ebbene sì, tempo determinato: un mese. Che mi va più o meno a pennello, visto che non ci tengo affatto a farmi agosto a Bologna, e poi vedremo. Insomma, in luglio avrò un vero stipendio, con tanto di buoni pasto, e potrò mettere sul cv che "ho lavorato da xx come Rachel"!!. Le prossime paranoie a tra due mesi, per un po' questo blog potrebbe smettere di essere noioso...e in compenso scomparire: dove troveremo il tempo anche per lui?

L'altra sera Andrea ed io siamo stati all'Arena Puccini a vedere I Fratelli Grimm. Sarà che avevo poche aspettative, ma mi è abbastanza piaciuto. Bellissima la musica di commento che parte su un urlo del fratello Will, e poi si tronca all'improvviso, quasi a dire: la smetto di fare il melodramma. E poi carino riconoscere i riferimenti alle fiabe sparsi dentro. Abbiamo fatto un po' la figura degli incapaci, per dirla con una parola gentile, di fronte a Terry Gilliam, accorso per l'occasione, visto che c'è voluta mezz'ora per far funzionare l'audio, però vabbè.


martedì, giugno 13, 2006

Andate a vedere Bonbon El Perro, che abbiamo visto ieri sera io e Luca e a me è piaciuto tanto.
giovedì, giugno 01, 2006

Siamo stati a vedere Bubble, l'altra sera. Mi è piaciuto. Saremo stati in 15 massimo all'Europa di via Pietralata a vederlo, e quando si sono riaccese le luci tutti che ridevano e si dicevano tra loro che non gli era piaciuto. D'altra parte oh, la gente cresce andando da McDonald, cosa vogliamo pretendere dopo, che apprezzi il resto? Ma dai.
Bubble è un bel film, doppiato male, ma costruito bene. E poi mi piacciono quelle inquadrature fisse alternate a quelle specie di carrelli semicircolari...non saprei come chiamarli.

Ma lo sapete che ho (ri)iniziato a giocare a tennis? Cioè, a imparare a giocare a tennis. Davvero. E mi piace tanto.

Che altro? Vi ho detto che ho iniziato il master? Cioè, il corso di Alta Formazione (che ridere). In realtà, a parte un'eccezione, sembra fatto molto bene. Si chiama "Imprenditoria dello spettacolo - Gestione, valorizzazione e promozione di un bene culturale" e lo frequento il venerdì e il sabato mattina. Il venerdì 9 ore di lezione mi mettono k.o. Voglio dire, al liceo di certo non stavo lì ad ascoltare, c'era tempo per leggere, bere il cappuccino coi biscotti dietro la testa della Claudia, piegarsi in due dalle risate con la Lalla o Luca, copiare i compiti per l'ora dopo. Lì ci devo proprio stare con la testa, e diomio. A parte l'ultimo we che c'era uno molto bravo dell'Agis, ma non ce la potevo fare a seguire tutte le leggi sullo spettacolo dal 40a.C. ad oggi, lette a voce alta in classe. Per di più, ad un certo punto fa: Chi ha visto Volver? Alziamo la mano io e un'altra. E lui: E che ne pensate? Lei: molto bello. Io: Sì, abbastanza, abbastanza bello. E lui: perché? E io: Mah, nella prima parte penelope Cruz non mi sembra credibile e il film è quasi comico. E lui: E' un film molto bello e Penelope Cruz è molto brava, non credevo fosse una così brava attrice.

Se lo dice lei.

A dire il vero a me è piaciuta di più in Tutto su mia madre, e forse pure in Apri gli occhi. Comunque.

Per il resto, ho fatto qualche colloquio, anche e soprattutto per cose ridicole. Ieri l'altro da VirginActive. Che, okay che ho iniziato a giocare a tennis, però dai, io!


mercoledì, maggio 10, 2006

Caro visitatore della RAI, chi sei? Ti ho visto su shinystat!

Insomma, ieri siamo andati a vedere Romance & Cigarettes, che lo aspettavo da tanto, tra l'altro, e avevo una voglia di vederlo...e invece uff, sbruff, non mi è piaciuto. Ci sono anche delle piccole cose carine, ogni tanto, ma nel complesso una delusione enorme. Soprattutto Kate Winslet o come si scrive, che è talmente inadatta al ruolo, poverina....bella, okay, ma non si sa muovere ed è talmente ridicola che non riesce neanche a essere volgare come vorrebbe il personaggio. Poi insomma, una sceneggiatura che proprio non si capisce dove voglia andare a parare....vabbè, sarà per la prossima volta.

domanda: perché la BUR ha un link a "Comunione e Liberazione" sul suo sito e non ha un link "inviaci il tuo cv", per esempio?


giovedì, maggio 04, 2006

Beh, quanto tempo! Son qui. Son ancora qui. E' tipo un mese che non scrivo, ma sapete com'è, son andata a madrid, son andata a udine con Andrea a trovare la Mari che era al Far East Film Festival e poi siam passati da Venezia per visitare il Guggenheim che non ci ero mai stata (carino, anche se potrebbero organizzare un po' meglio il percorso di visita e gli spazi in generale...) e poi niente, son un paio di giorni che spedisco cv qua e là senza che niente mi convinca troppo. A parte l'ultimo che ho spedito stasera, che mi piacerebbe tanto...
C'è stata la storia di Moretti, che forse avete letto cliccando sul link qui sotto, e che mi ha tanto emozionata per qualche giorno e un po' forse mi ha anche risvegliata e ricordato che ci devo provare ancora per un po', a fare qualcosa che mi piaccia. Poi niente, ho visto qualche film....stasera Il regista di matrimoni di Bellocchio, che vi consiglio. Cioè, la prima mezz'ora ho proprio pensato: che regia pazzesca. Purtroppo ci sono un paio di scene che a mio parere si sarebbero potute evitare, un dialogo tra Castellitto e la Principessa, e il personaggio di Smamma (un nome un programma) che pare messo lì giusto per fare il commentatore ironico. Però con quello che si vede di questi tempi insomma, vale la pena. Ieri Le mele di Adamo, che è una favoletta abbastanza normale con un paio di scene da piegarsi in due e un personaggio arabo spaziale.
C'è da dire che ogni film che vedo mi ripeto: ma quanto era bello Match Point?

Ah, ho aggiornato Photocrepe con una foto della laurea e qualcuna di Madrid. Non abbandonatemi...leggetemi anche se ogni tanto sparisco...se no poi perdo del tutto le motivazioni e non è bello.


domenica, aprile 09, 2006

Qui un paio di novità, ma poi vi scrivo presto, davvero (magari da Madrid)....

http://www.egeneration.pg.it/?q=it/node/1356

 


martedì, aprile 04, 2006

"Le parole sono importanti"


giovedì, marzo 16, 2006

Beh, sì, mi son laureata. Oggi quando sono andata all'uni per consegnare la domanda per il master ("non è un master, è un corso di alta formazione") mi ha fatto un po' strano. Tipo andare a trovare i prof. del liceo. E non mi è piaciuto tanto. Poi stasera al cinema mi sono resa conto che non avevo con me il tesserino universitario e ho detto alla tipa ANTIPATICA dell'Arcobaleno (nonciandate nonciandate nonciandateeee): Mi sono laureata ieri, posso avere lo sconto studenti ancora per un giorno? Lei ghigna e io le dico: è un no? e lei: sto aspettando il tesserino universitario, se ce l'ha ancora. Le dico: sì ma a casa. E lei ANTIPATICA felice come una pasqua. E poi Crash no comment.  Stupida critica che gli dava cinque cavolo di stelline. Faccio la tesi in Storia e metodologia della critica cinematografica, mi ci laureo e poi dò ancora retta alle stelline. Ma quanto sono stupida?
domenica, febbraio 12, 2006

Non andate a vedere Battaglia nel cielo.
Non andate a vedere Orgoglio e pregiudizio.
Non andate a vedere Brokeback mountain.

Ma che sfiga ho avuto al cinema ultimamente?


domenica, gennaio 22, 2006

Mi sono imbattuta in questo sito: The four word film review, che, come potete immaginare, recensisce film in quattro parole. Sembra uno degli esercizi di Povero Pinocchio.  Copio e incollo esempi.

Eyes Wide Shut
Viewing recommendation in title.
Doctor. Strange love.

Kill Bill II
Kills Bill too.
Uma completes do list.

All about my mother
Esteban dies chasing autograph.
Seropositive transvestite impregnates nun.

Facciamo un blog così? Dai dai dai. C'è qualcuno che partecipa?


mercoledì, gennaio 11, 2006

...e alla terza volta ho capito: essenzialità e precisione. più ci penso e più lo trovo proprio perfetto. Certo, come film.
Mah, buonanotte.


martedì, gennaio 10, 2006

Se mi ricapiterà di fare una tesi, farò un confronto tra locandine.

 


mercoledì, gennaio 04, 2006

on peut proposer le syllogisme suivant : les films de Tarantino sont nourris d’autres film ; l’existence de Tarantino est presque entièrement consacrée au cinéma ; donc les films de Tarantino sont implicitement nourris de sa propre expérience.[1] (Serge Kaganski)



[1] “si può proporre il sillogismo seguente: i film di Tarantino si nutrono di altri film; l’esistenza di Tarantino è quasi completamente consacrata al cinema; dunque i film di Tarantino implicitamente si nutrono della sua esperienza personale.”

(tratto dalla mia FUTURA tesi)


martedì, gennaio 03, 2006

Ieri sera abbiamo visto The aviator. Boh. Tutti dicono che Pulp Fiction è pop, a me è sembrato molto più pop questo. E' che a Scorsese, poverello, manca il cuore.
giovedì, dicembre 29, 2005

Io il 10 gennaio vado a vedere la PRIMA di Match Point, l'ultimo film di Woody Allen. Che per me sarà la TERZA, ma vabbè.
Cliccate qui per venire gratis anche voi.


mercoledì, dicembre 21, 2005

Ieri sono andata a registrare il mio ultimo esame. Che carino, Ferrari. Mi ha chiesto come stavo quando sono arrivata e mi ha dato una poesia di natale mentre andavo via, mi sono quasi commossa. Cioè, è la prima volta che mi capita che un prof. mi chieda come sto.

Oliver Twist, invece, è pietoso.


martedì, dicembre 20, 2005

Ma quanto è carino Corpse Bride?


venerdì, dicembre 16, 2005

Broken Flowers. Su una recensione attaccata fuori dall'Odéon c'era scritto che Bill Murray interpreta una "versione revisitata del suo personaggio di Lost in Translation". A me Lost in Translation non è piaciuto, invece questo sì. Lui non è certo uno dei miei attori preferiti, anzi, però in questo film mi è abbastanza simpatico. Sarà che sono in un periodo pensieroso, però mi piace quella sua aria pensierosa, appunto.So che non dovrei scrivere appena tornata a casa, perché le impressioni che contano, per me, sono quelle della mattina dopo.
Comunque la cosa più bella è stata che quando il film è finito il signore davanti a noi si è alzato, si è messo cappotto e cappello e poi ci fa: "C'è un altro spettacolo?" e io: "no, non credo..." e lui: "ah, perché vi vedevo lì tutte tranquille!" Ma scusa, uno non si può guardare i titoli in pace? Tra l'altro, spostati.

[Messaggio pubblicitario] ora il mio cuginetto canadese ha un blog: http://whathappenedto.splinder.com/


giovedì, dicembre 15, 2005

Ieri abbiamo visto Zucker, come diventare ebreo in 7 giorni...Il film per Ale vero? Non era male alla fine. L'unico paragone che mi viene in mente è Goodbye Lenin, solo che Goodby Lenin era meglio. Poi mi vengono in mente Bend it like Bekham e East is East. Che non c'entrano niente, però dai, era per darvi un'atmosfera. E' un po' un mondo che cerca di integrarsi con un altro. Ma forse è solo che non mi ricordo niente di tutti i film che ho citato e basta. Cioè, probabile. Vabbè.
martedì, dicembre 13, 2005

Stasera io e la Lauretta di Beauvais siamo andate a vedere Le genou de Claire, di Rohmer, al Lumière (che come dice papà fa tutto rima), che ci è piaciuto un sacco. Proprio bello. C'è questa conversazione tra Laura e Jerome che è pazzesca. Soprattutto perché lei, Laura, interpretata da questa tale Béatrice Romand, è bravissima. Ma davvero, proprio incredibile.


domenica, dicembre 11, 2005

Non so se avete visto The eternal sunshine of the spotless mind (che in italiano hanno tradotto, miodio, se mi lasci ti cancello, e io continuavo a confonderlo con Se mi sposi ti rovino, o una cosa del genere). In ogni caso, forse non avete visto questo. Non è terribile? Come idea, voglio dire.
Il film non so, per adesso ho visto il primo tempo...mi sembra un incrocio tra Vanilla Sky, Arancia Meccanica e il Truman Show.


lunedì, dicembre 05, 2005

Ieri ho visto La bestia nel cuore, di Cristina Comencini. Beh, tutto sommato bello. Però ecco non è che mi abbia lasciato un granché a dire il vero. Invece stasera Luana Prontomoda della Manicardi, alle Moline, mi è piaciuto tantissimo. Lei è impressionante. Voglio dire, anche fisicamente, come si fa a resistere un'ora e venti ad un ritmo così? Era così brava che c'erano quattro sdàure (ma come si scrive??) nella fila davanti a noi che si immedesimavano talmente che le rispondevano, durante lo spettacolo.

Ah, ho aggiornato Photocrepe.


martedì, novembre 29, 2005

Ieri sono andata a fare una passeggiata per Tolosa, poi sfinita alle 6 sono entrata al Gaumont di Place Wilson e ho visto A history of violence, quello di Cronemberg. Non è completamente da buttare. Ci sono un paio di sequenze molto intense e toccanti. Ma non mi piace. Salvate quelle due sequenze tutto troppo "bianco o nero". Eccheppalle.

 


lunedì, novembre 21, 2005

Ho rivisto Match Point, il nuovo film di Woody Allen.
E' un film triste e perfetto.
 


martedì, novembre 15, 2005

mah, niente, oggi ho fatto questa prima intervista con Monsieur Bourget, che è troppo carino, a parte che per mail mi aveva scritto perfettamente tutte le indicazioni per raggiungerlo, e poi ci si impegnava a rispondere, non rispondeva solo "si'" o "no" (lo so che il si' c'ha l'accento e non l'apostrofo ma il mac non lo capisce)...peccato che mi sia finita la cassetta senza che me ne accorgessi, dovro' inventare l'ultima parte. Tanto non potrà mai essere provato, quella cassetta non l'ascolterà mai nessuno: mi sono impappinata mille volte, un po' perché il francese non lo so, un po' perché ero emozionata...poi c'è stato questo momento in cui lui ha detto: "si' perché ai festival si vedono quattro film al giorno, uno non ne puo' piu'..." e io: oh, moi j'aime beaucoup! e lui: eh, quando si è giovani...Quando si è giovani....cioè vai a vedere quattro film al giorno e ti pagano pure...ma anche a duemila anni, no? Ieri invece ho visto Viva Zapatero. Era una projection presse al cinema del Planet Hollywood, sugli Champs-Elysées. Lo sapevate voi che il Planet Hollywood aveva una sala? Io no, e poi al PH non c'ero neanche mai entrata. E' un posto terrificante, tra l'altro. Comunque dicevo, Viva Zapatero non è male, ma non è neanche super-interessante. Non so, manca di professionalità, e questo è chiaro. Perché è un documentario, ma il documentario dovrebbe avere un minimo di oggettività, no?, e invece è raccontato addirittura in prima persona, con questa voce narrante che cerca di essere tranquilla ma è comunque super-incazzata, con la faccia della Guzzanti che sorride quando pone domande, che vorrebbe fare dell'ironia, ma poveretta, mica ci riesce, perché è troppo incazzata. Voglio dire, ha ragione ad esserlo, pero', o trovi il distacco necessario o lasci perdere e lo lasci fare a qualcun altro. Ci sono cose indubbiamente interessanti, e i meriti sono tanti, primo tra tutti quello di portare il suo caso, esemplare, anche all'estero. Pero' non bastano comunque. Invece il film di Woody, Match Point, che ho visto la settimana scorsa, più passano i giorni più mi piace. Uno dei migliori, davvero. Ma poi avete notato che quando ho da lamentarmi su un film mi riesce, e invece quando mi trovo davanti a questi capolavori non so da che parte iniziare? E' che è perfetto.
venerdì, ottobre 28, 2005

Lola corre. "A young woman in Germany has twenty minutes to find and bring 100,000 Deutschmarks to her boyfriend before he robs a grocery store" (www.imdb.com)

Beh, ragazzi, vogliamo parlare di Lola corre? Ma quanto è brutto? Ma soprattutto: vogliamo chiamarlo proprio film? No, perché pare di più un videogame...in tutto: nella storia che ricomincia proprio dall'inizio, e che ti costringe a fare gli stessi passi anche se ti annoi, e, giuro, ti annoi; nel tipo di riprese, es. il carrello circolare intorno alla madre di lei che guarda la tv, che poi entra proprio in quella stessa tv in un cartone animato di Lola, per la serie se non l'avevate capito; in certi espedienti, tipo lo schermo diviso in tre, lui da una parte lei dall'altra e sotto cosa?, miodio, l'orologio; nelle riprese da dietro la testa di lei e gli ostacoli (quando salta sull'automobile dai, sembra proprio Supermario...cioè se continuo quest'elenco finisce che mi piace, tanto è riuscito in questo manierismo (oh, ma quanto sto studiando??)...in realtà non è vero, perché comunque diciamo che noi siamo Lola, come suggeriscono tutte le soggettive, ma allora com'è che sappiamo tutto quello che succede agli altri personaggi? ma che schifo!

Il problema è che non si accontenta di essere un videogame, no! Cioè, vuol proprio essere un film, e si riempie di citazioni ridicole, ma proprio ridicole. Prima tra tutte, ovviamente, quella cazzo di cornetta del telefono che volteggia nell'aria, o, ancora peggio, il sacco coi soldi che si trasforma in cornetta (monolite di 2001) e indica la fine/nuovo-inizio, che non so, mi imbarazza ogni volta. Per riprendere una frase del buon Pezzotta, che sto iniziando ad aprezzare, siamo veramente al supermercato delle citazioni.


giovedì, settembre 29, 2005

Stasera abbiam visto Willy Wonka e la fabbrica del cioccolato. Mi è piaciuto. Bello. Vabbè ho troppo sonno, domani...
Comunque Johnny Depp era mitico e io voglio sposare Willy Wonka e andare a vivere nella Chocolate Factory.

Okay, ho guardato un paio di cose sull'imdb e ho scoperto che 1) Charlie è il bimbetto di Neverland, e 2) che:
"Deep Roy played every Oompa-Loompa himself, repeating the same movements several hundred times. While these were then put together digitally, each Oompa-Loompa represents a separate performance by Roy. In recognition of this, Roy's salary was raised to $1,000,000." (www.imdb.com)

(E tra parentesi a Edimburgo l'ho mangiata la cioccolata di Willy Wonka, che ce l'ha portata Vanessa un giorno al desk, ed era proprio buona.)


lunedì, settembre 26, 2005

L'i-pod e Salvador Allende

Stasera siamo usciti per andare a vedere Le chateau ambulant - Il castello di Howl, ma alla fine non c'era ed era stato sostituito con Salvador Allende, che avevo tipo inseguito per mesi a Parigi ma non ero riuscita a vedere. Sono colpi di fortuna che mi mettono notevolmente di buon umore. Tanto voglio dire, il castello di Howl mi ricapita una delle prossime sere, immagino.
E' un film bellissimo. Non è un film scontato. E' un film semplice. Non è un film aggressivo. E' un film pieno di passione, di tenerezza. Non è un film semplicemente accusatorio, o incazzato. E' solo un film che racconta. Racconta di quando in Chile c'era questo presidente "che ha convinto la sinistra che bisogna arrivare al potere soltanto con la legalità, quando ovunque in America latina era guerriglia". Racconta di come la gente l'ha sostenuto.
E le immagini della gente in piazza sembrano così lontane...
Voglio dire, anche io, la mia ultima manifestazione....diciamo che è stata la marcia della pace, nel 2003. Prima di quella, parliamo forse del '97-'98. E non si può certo dire che non ce ne sia bisogno. Perché a fare le manifestazioni son rimasti solo i ragazzini che occupano la scuola in autunno?

E' per via dell'i-pod.
No, sul serio.
Il perchè lo spiega
qui il Financial Times:
"But the iPod has social consequences and I find them troubling. For a start, I am too pessimistic about the course of human events to put myself in a public place and not listen to the sounds around me. I don't want to be the man on the street who failed to hear the warning "Watch out, he's got a gun".
People around the world have wondered how Bush could be so distant in the days after hurricane Katrina struck the US. But the more I think about it, the less surprised I am. Whatever his faults, Bush is representative of his time. He's doing his own thing. He's listening to his own music. "


venerdì, settembre 16, 2005

Okay, siamo andate a vedere Good night and good luck stasera. La Laura dice che tutti ne han parlato bene. Dovrei chiedere alla Mari, che ci ha appena fatto la tesina di giornalismo (non su good night and good luck, su come i giornali han parlato di Venezia), perché io a dire il vero non ho seguito tanto...non mi concentro se il film non l'ho ancora visto.
Insomma, a me non è piaciuto per niente. Ma proprio per niente. Tralascio la sinossi (praticamente c'è il Berlusconi che dà la caccia ai comunisti, il Santoro che cerca di difendersi come può e il Feltri che cerca di fare il cinico ironico, risultato: l'amico di Santoro si suicida...così vi ho detto anche la fine, ah ah)
In breve, i dialoghi non sono per niente credibili:

"L'ALCOA, che sponsorizza il tuo programma, non sarà affatto contenta".

Ora, esempio: c'è bisogno di dire a Mike Bongiorno che la Lecitina di Soia sponsorizza il suo programma, o magari lo sa già? e in una versione un po' più verosimile potrebbe essere:

"All'ALCOA saranno incazzati come iene!"

Poi, ad un certo punto, nell'ufficio del direttore (o proprietario, non so) della CBS, il Santoro, molto saggiamente, dice:

"Avevi detto che le notizie le avremmo fatte noi!"

E il direttore (o proprietario, non so), un po' meno saggiamente, risponde:

"Le notizie non vanno fatte, vanno raccontate!"

E, scusate, ma un film che comunque pretende di essere un film sul giornalismo e sulla libertà di parola e poi esaurisce l'argomento "diritto di critica" (e l'argomento "costruzione della notizia" in uno scambio di sedici parole, mi irrita proprio. Non è che con queste due frasi, che magari vi sembrano ad effetto, fate riflettere, no, non fate che alimentare il mito del giornalista obiettivo, che non esiste, punto e basta.

Ma vabbè. 
E poi perché in bianco e nero?
Cioè, sig. Clooney, se vedi Welles e ti piace, bene. Non è che poi devi cercare di fare un film anche tu. (E soprattutto non cercare di rifar Quarto Potere)


domenica, agosto 28, 2005

Crepesuzette Edinburgh Awards 2005
Miglior attrice:
Amy Adams (Junebug)
Yelena Babenko (A driver for Vera)
Emily Watson (Wah-Wah)
 
Miglior attore:  
Mark Duplass (The Puffy Chair)
Gabriel Byrne (Wah-Wah)
Martin Compston (Tickets)
 
Migliore fotografia:
Letter From un Unknown Woman
A driver for Vera
Wah-Wah
 
Miglior sceneggiatura:
Letter from un unknown woman
The Puffy Chair
Song of Songs
 
Film che vi consiglio di piu':
Wah-Wah
The Puffy Chair
Junebug
 
Tra poco, da quello che ho capito, ci saranno le premiazioni vere, e io volevo giusto precederle con le mie. Tenete conto che ne ho visti 23 su tipo 150, quindi Award assolutamente parziali, ma cosi', tanto per. Complimenti a tutti i nominati!
(Visto il mio (mini)ruolo nel festival non mi e' permesso di fare commenti negativi sui film, quindi il Peggio in altra sede...)

martedì, maggio 03, 2005

Ieri sera con Manu abbiamo visto Temporada de patos, che mi è piaciuto tantissimo.

"Un pato
Que va cantando alegremente cua cua
Cuando se encuentra un lindo gato miau miau
para cantar bossa nova

Un ganso se entusiasmó alegremente cua cua
para cantar hacia la gente cua cua
Y un perrito que ahí estaba
empezó a cantar
Cuando quería ensayar
el pobre pato se desafinó
Cuchicú chicu
No le sale

Sus notas feas eran peor que las del gato
La voz del pato era más que un desacato
Y en la nota final lo empujaron al agua…
y se puso a nadar
Cui cui cui laralá, cui cui cui,
cui cui cui

Un pato
se entusiasmo alegremente cua cua
para cantar hacia la gente cua cua
Y les canta bossa nova
Mh mh mh-mh ah

Cuando quería ensayar el pobre pato se desafinó
Cuchicú chicu
No le sale

Sus notas feas eran peor que las del gato
La voz del pato era más que un desacato
Y en la nota final lo empujaron al agua
Y se puso a nadar"


giovedì, aprile 28, 2005

Ho visto Million Dollar Baby: sul bello. Per commenti più approfonditi devo dormirci sopra di nuovo mi sa.
La mia posta va di nuovo ma per favore non mi spedite allegati perché è quasi piena e alle vostre mail mi ci sono affezionata: non voglio cancellarle. A presto amici.

Ahhhh, quasi scordavo: vado a Lipsia a trovare il mio Luchino!!!


lunedì, aprile 25, 2005

Uffi, mi sa che la mia posta non funziona. Semmai c'è l'indirizzo di google ok?
Ieri sono stata a vedre Les locataires, ma stenderei un velo se non vi dispiace.

lunedì, aprile 18, 2005

Beh, devo raccontarvi di sabato pomeriggio: leggo sui Cahiers du cinéma che c'è un incontro al cinema Max Linder, a Boulevard Poissonière, Quel Cahiers pour aujourd'hui , quindi cosa faccio? Ci vado, ovviamente. Arrivo pure dieci minuti in ritardo, e ho paura di non trovare posto. Invece c'erano quattro gatti. La redazione dei Cahiers, qualcuno della ex-redazione e amici loro, principalmente. Chiaramente c'era Jean-Michel Frodon, che io conoscevo di nome e di vista perché 1- avevo letto il suo libro-intervista a Woody Allen, 2- l'avevo visto l'anno scorso al cinema Panthéon, insieme con De Pailliers, a parlare di un film di De Oliveira, e mi era stato subito molto simpatico, anche perché è il sosia preciso di Ferro.
Insomma iniziano un po' a parlare e a me viene da chiedere: qual è la vostra formazione? Per non sembrare, non so, snob e tutta un'altra serie di cose, mi preparo tutto un discorso tipo: state parlando dei Cahiers e sui Cahiers cercando di spiegare perché fate certe scelte editoriali e tutto, ma magari per noi sarebbe anche carino/ utile sapere qual è la vostra formazione, come avete cominciato a scrivere di cinema ecc. per capire come mai i Cahiers sono come sono. Fila, no? Beh, questo cinese, cioè doveva essere francese perché parlava perfettamente (parolacce incluse), comunque prende la parola e inizia a urlare a Frodon che dovrebbe trattenersi e non utilizzare la parola chef-d'oeuvre per ogni film; Frodon nega di averla mai usata, ed in particolare si mettono a parlare dell'ultimo di Clint Eastwood, cui Frodon ha dato 4 stelle, pare, e le quattro stelle corrispondono appunto alla dicitura "capolavoro", nella legenda. Un altro ragazzetto (la redazione, con mia grande sorpresa, aveva un'età media di trent'anni, tipo) gli ha spiegato che loro dedicano alla tabella con le stelle circa un minuto e mezzo a testa, e quindi lui ha iniziato a dire che comunque loro erano in un chiaro momento di crisi d'identità, se avevano bisogno di organizzare incontri chiamati Quali Cahiers oggi? Frodon risponde che No, non sono affatto in crisi d'identità. Il cinese replica che allora come mai nel numero di aprile ci sono due pagine dedicate ad un sondaggio su cosa si aspettano i lettori dai Cahiers? E Frodon, con questo sorrisetto di quello che è contento di aver tale prontezza di spirito, lo gela: On en n'avait pas besoin, on en avait envie, Non ne avevamo bisogno, ma voglia. Beh, il cinese cambia argomento e con aria sprezzante, fa: beh, allora io vorrei sapere un po' i vostri profili! Al che Frodon gli fa: là il faut arreter, con questo tono da papà, più che altro. Solo che, come vedete, il cavolo di cinese ha liquidato la mia tanto meditata domanda, che è stata così ignorata e io non ho più avuto il coraggio di ripeterla.
Comunque, in tutto questo, alla fine sono andata da Frodon e gli ho chiesto se posso intervistarlo per la mia tesi: ha detto sì. Ora si tratta di leggere le 600 pagine della storia dei Cahiers in una settimana.


lunedì, febbraio 28, 2005

Emporio Armani Paris 

Questa è la foto che ho fatto per il mio articolo sull'Emporio Armani, e ne vado molto fiera. Della foto, non dell'articolo.
Ieri sera abbiamo visto Neverland. Chi mi aveva detto che era fatto bene? Lasciamo perdere, va là. Se ieri sera uscendo dal cinema mi sembrava di aver trovato qualche lato positivo oggi non me ne ricordo più nessuno. Ah sì, la pièce di Peter Pan messa in scena nel film, quella è fatta benissimo.


venerdì, febbraio 25, 2005

 Caro Sgt Pepper, mi dispiace farle notare che parlavo di cinema.
"Stereotipo: modello ricorrente e convenzionale di comportamento, di discorso"  (www.garzantilinguistica.it).
"Non è proprio uguale", cosa? Ho detto: pieno di stereotipi, come un altro film. Caterina va in città e Mon ami Machuca sono pieni di stereotipi, entrambi. E' una critica al modo di raccontare, per luoghi comuni. In Caterina va in città posso accettarlo, perché è una commedia, alla fine, e perché l'argomento è leggero. In Mon ami Machuca meno, perché è facile dipingere le cose così chiare e nette. Non so se mi spiego.
Dead Man Walking è un film sulla pena di morte, in cui il protagonista ha effettivamente commesso un omicidio. E' un film che pone un problema: sei favorevole o contrario alla pena di morte? E sarebbe facile porlo mostrandoti qualcuno accusato ingiustamente, cosa che peraltro accade. Invece è un film che decide di mostrarti le sfumature, e ti mostra un uomo che si permette di elogiare Hitler davanti alle telecamere, un uomo che non ha rispetto per il dolore degli altri, un uomo con cui è impossibile identificarsi, e ti chiede se è giusto ucciderlo o meno. E' un film che mostra delle difficoltà. Ora, in Mon ami Machuca, abbiamo una famiglia in cui il padre interviene alle riunioni scolastiche dicendo proprio: "siamo tutti uguali, vogliamo un'educazione paritaria per tutti", e poi alla sua famiglia dice: "il comunismo va bene per il Chile ma non per la nostra famiglia" e una madre che va a manifestare contro Allende e prende a calci una ragazzina che vive in una bidonville insultandola. E' facile dire che lui fa della demagogia e lei è una fascista e basta. Sono personaggi senza spessore che non mi lasciano niente. Sono stereotipi, proprio come la ragazzina sfattona e la fighetta di Caterina va in città. Stereotipi dai contenuti differenti ma stereotipi. Che poi esistano anche persone che *sono* stereotipi, ecco, questa è ancora un'altra storia, che mi interessa pure abbastanza poco.
Certo se vogliamo commentare un post sbrodolando due tre nozioni neanche tanto pertinenti possiam sempre farlo. Se no poi si possono avere delle proprie idee, e parlar di quelle.
E comunque qui erano idee sul cinema.
giovedì, febbraio 24, 2005

 Okay, so che forse a voi ve ne frega anche il giusto di tutte le mie avventure bibliotecarie, ma vorrei aprire questo nuovo capitolo sulla biblioteca del Centre Pompidou, dove sono andata stamattina. Premetto che c'è una coda perenne per entrare. Sì, avete letto bene. Coda perenne per entrare. E io ne ho fatta giusto giusto un'ora. Dopodiché, pam-pam, in un nanosecondo adocchio gli indici de Le Monde, acchiappo 92, 94 e 98, vado dall'omino, e questo mi porta cosa? I microfilm. Sono molto fiera di questa nuova tappa. Così cerco gli articoli che mi interessano e dopo essermi fatta spiegare per un quarto d'ora come stampare gli articoli da internet decido che no, voglio le pagine vere e proprie del giornale e non soltanto i testi, quindi vado dal tecnico (che poi era una lei ipervacca) e inizio a fare le mie stampette. Avreste dovuto vedere il mio sorriso falso-modesto quando la mia vicina di stampe-di-microfilm mi ha detto: ma le tue stampe sono perfette! (che già è ridicolo perché si fa pure fatica a leggere da tanto fanno schifo, ma è il massimo che si puo' ottenere dal microfilm a quanto pare).
Poi niente sono andata all'accueil per chiedere se
"Est-ce que vous avez les inrockupt-...hmmm....ehm....les inrock-...hmmm...les in-rock-upti-bles?" e sì, c'hanno pure quelli, pero' solo in microfilm e stampare tutto diventa un po' cher...vedremo. Anche perché il coraggio di fare una fila di un'ora per entrare con questo freddo porco, bisogna trovarlo.

Per passare ad argomenti (forse) più interessanti, l'altra sera ho visto Mar Adentro, il nuovo di Amenabar, che è sì bello ma molto schierato. Voglio dire, non è una critica, ma io non sono sicura di essere d'accordo con lui e quindi un certo distacco mi rimane, forse, a differenza per esempio della mia vicina di posto che piangeva come una fontana e ogni tanto coi suoi singhiozzi mi faceva pure un po' paura.
Ieri sera invece abbiam visto Mon ami Machuca, che ha dei momenti proprio belli, tipo i bimbi che bevono il latte condensato sulla riva del fiume, però in generale, a dispetto della mia consistente ignoranza sull'argomento (è ambientato negli anni di Salvador Allende in Chile) l'ho trovato pieno di stereotipi proletariato/borghesia, un po' come sinistra/destra in Caterina va in città, e tutti questi stereotipi mi hanno proprio stufato. Cioè tutto questo disprezzo gli uni per gli altri, davvero, cheppalle. Però ecco poi penso alla nostra destra e okay, magari anche il disprezzo ha un suo perché, certe volte.


lunedì, febbraio 21, 2005

Ieri sera, dopo aver letto tipo 100 pagine abbondanti del libro della Testa sul mestiere di copywriter, che con i suoi esempi non fa che parlare di merendine che si chiamano Dolci Favole della marca Golosoni o di shampi Shirley o di creme per brufoli Brufolix, ho pensato che andare al cinema me l'ero proprio meritato, e così alle 21:45 apro il mio Pariscope, vedo che alle Halles c'è Vera Drake, che mai nessuno mi avrebbe portato a vedere, mangio un toast in tipo trenta secondi e vado. Ora, sapevo che era un film drammatico però è proprio drammaticissimo. L'attrice che ha vinto il leone d'oro, che non mi ricordo come si chiama e non ho voglia di cercarlo, altro che leone d'oro, uno zoo tutto d'oro doveva vincere, è pazzesca. Mi son commossa ovviamente.
Stamattina invece prima di venire in ufficio passo in posta per spedire la disdetta della mia casina (di nuovo! sigh sigh sigh) e l'application per il Festival di Edimburgo, e quella mi dà questo francobollo:

La poule

Posso io spedire un'application per un lavoro appiccicando un francobollo con una gallina, con su scritto pure La poule? Ecco, io direi che magari anche no.


giovedì, gennaio 20, 2005

  Tralasciamo il fatto che sono incavolata come una pantera e passiamo a Closer, che ho visto ieri sera a Bastille. Costa cinque euro per un motivo, il cinema: intanto i corridoi laterali sono sostituiti da un unico corridoio centrale, così tutti i posti migliori sono persi, e poi non so se avevano ramazzato un proiezionista per strada o se proprio non riescono a fare altrimenti ma tipo il film era proiettato fino a dieci centimetri più in alto della fine dello schermo...da denunciarli. In ogni caso, perché tutti ne parlano male? Voglio dire non è male. Mi sono piaciuti il tempo e le ellissi, la capacità di lasciare inspiegate alcune cose, i sentimenti soprattutto, la mancanza praticamente totale di uno sfondo per la storia. Qualcosa non mi convince nel personaggio di Alice/Jane, troppo estemporaneo e inverosimile, mentre Jude Law è abbastanza perfetto in quella parte, voglio dire lui non mi piace troppo, con 'sta faccia da ragazzino e poi ha delle mani bruttissime, però la parte è la sua.
In ogni caso, mentre leggevo "based on a play..." ho realizzato che io avevo già visto Closer, al teatro delle Celebrazioni, qualche anno fa, con Claudia Gerini e Tognazzi figlio. E mi era pure piaciuto un bel po'.

lunedì, gennaio 17, 2005

 E' uscito anche qui Melinda & Melinda, finalmente. Stesso inizio di Pallottole su brodway, cioè questo gruppetto al tavolo che chiacchiera...e poi niente, stessa storia raccontata due volte, commedia e tragedia. Solo che lui è talmente bravo nella messa in scena che la gente usciva parlando dei personaggi come se parlasse di due film diversi poi intrecciati in un montaggio alternato. Ehhhh, Woody.
Oggi quando sono andata a prendere il panino l'omino del traiteur mi ha chiesto se ero stata in Italia per le vacanze e le solite cose, poi mi ha  chiesto di dov'ero e quando gli ho detto di Bologna ha detto: ah, non la conosco...conosco Venezia, Roma, Firenze...Firenze è la mia preferita, se fosse stata di Firenze le avrei proposto di sposarmi, e dicendo ciò ha fatto una specie di slancio in avanti con tanto di braccio teso e ginocchio piegato tipo tre moschettieri...ma che ci faccio agli uomini? (no, non rispndete, pls) In ogni caso Lalla, è tuo!

lunedì, gennaio 10, 2005

Eccomi qui. dicevo che nei giorni scorsi ho visto Le soeurs fachées con Paloma, una commediolina francese, normale, carina, e poi con Dim Les temps qui changent, con Gerard Depardieu (che non sto a controllare come si scrive perché chissene) e Catherine Deneuve (idem). Il film è quello che è, cioè boh, stile Muccino vogliamo dire? Però ragazzi, Gerard Depardieu è me-ra-vi-glio-so. C'è un dialogo in cui confessa al marito di lei che è venuto a cercare di rubargli la moglie che è veramente spettacolare...
Per il resto niente, ho passato un we praticamente chiusa in casa (esami bientot)...però sono andata al Footsie, un locale vicino alla borsa, gentilmente consigliato da ParisPasCher che mi ha regalato la Lalla, in cui i prezzi dei cocktails e tutto il resto si leggono su degli schermi attaccati al muro e cambiano tipo ogni tre minuti grazie ad un programma collegato alla cassa che fa scendere di prezzo le cose poco richieste e salire le più gettonate, con tanto di striscia informativa che passa al di sotto modello TG2: "coca-cola: +40, eau Perrier: -20"...mitico. Chiaramente ho preso una birra belga sconosciuta a 3,20, che mezz'ora dopo costava 3,80.
Yuppy!


mercoledì, gennaio 05, 2005

Ieri l'altro ho visto Familla Rodante, un film argentino di tale Pablo Trapero, che non avevo mai sentito nominare, ma...voglio dire il titolo era geniale no? In francese era Voyage en famille, che già è meno affascinante ma vabbè. Una famiglia di Buenos Aires parte, numerosa e tutta intera, e in camper percorre 1200 chilometri in un paio di giorni per andare al matrimonio di una parente della nonna. Il titolo mi aveva fatto pensare a La carovana stravagante di Steinbeck (che ora nell'edizione Bompiani è La corriera stravagante, che titolo ridicolo...sarà che per me le corriere sono quegli autobus che vanno a Loiano e San Pietro in Casale e basta), pero' poi alla fine non c'entra niente, cioè okay entrambi praticamente iniziano e terminano con il viaggio ma l'atmosfera, gli scopi e tutto sono completamente differenti. Mi è piaciuto il suo modo di filmare le cose, con la camera a mano, e poi il personaggio della nonna è meraviglioso, mi ricordava tanto la mia di nonna. Insomma niente di fulminante ma un gran bell'inizio.
giovedì, dicembre 16, 2004

Ieri pomeriggio sono uscita prima dall'ufficio per fare qualche giretto di Natale con Ale (no non vi porto niente), devo dire che qui la gente è meno stressata per le compere natalizie, cioè non si strappano le cose di mano e non li vedi carichi di sporte piene di regali forzati , ci sono meno code e tutto...Comunque, poi sono stata all'ultima lezione del corso di francese prima di Natale dove c'era una specie di festa con tutte le classi, i prof, e naturalmente la nostra affezionata portiera indiana, che credo lì ci viva proprio perché verso le otto si inizia sempre a sentire questo profumo di curry e ristorante indiano che sono sempre lì lì per autoinvitarmi a cena...beh insomma, molto carino...poi con Paloma, spagnola di Siviglia in corso con me, siamo andate a vedere Bridget Jones: dovevo farlo. Due o tre cose mi han veramente fatto spaccare dalle risate...e soprattutto ora so cosa voglio dal mio prossimo viaggio: un omelette con i magic mushrooms
lunedì, dicembre 13, 2004

Beh, ho passato un week end produttivo. Intanto non vi ho ancora detto che giovedì scorso siamo andate a vedere La Calandria di Bibbiena al Louvre, con la mise en scène di Maurizio Scaparro. Beh per cominciare dall'inizio non vi ho neanche detto che sono stata con una classe italiana a fare un tour per i luoghi "italiani" a Parigi e la guida poi recitava in questo spettacolo al Louvre, dunque mi ha detto che mi avrebbe tenuto due posti. Beh non si è dimenticato di me? Quindi arriviamo e facciamo la figura delle due che si vogliono intrufolare alla serata vip...comunque alla fine riusciamo ad entrare e becchiamo pure due bei posti in prima fila. Che donne piene di risorse.
Poi venerdì ho visto il mercatino di Natale di Nation, qui dietro l'ufficio, e sabato quello di Saint-Lazare, di fronte alla gare.
Sabato sera Maria, pleine de grace, che mi è piaciuto. Che mi ha fatto stare male. E' proprio verosimile e...insomma non ha quei toni sensazionalistici e...dai, non è Traffic, che okay è fatto bene ma già soffre di quelle inquietanti presenze tipo Catherine-Zeta Jones e Michael Douglas, che in due non riescono a totalizzare tre espressioni facciali, e poi era comunque superincentrato come sempre sul lato USA della faccenda, e, vogliamo dirlo?, cheppalle. So che in Italia il titolo ve l'hanno lasciato Maria Full of Grace, e capisco che è più commerciale, però penso che un sacco di persone finiscano per perdersi il riferimento. Maria piena di grazia. Non era un bel titolo in italiano? No, seriamente. Tanto più che Maria indossa una piccola croce d'oro al collo, tutto il tempo:

E poi domenica pomeriggio con Ale siamo andate a prenderci la famosa cioccolata in tazza di Angelina, che come vi ho detto dicono sia la migliore di Parigi, e come direbbe qualcuno:

"That's a pretty fucking good [chocolate]. I don't know if it's worth [6,5 eurini] but it's pretty fucking good."

Sapreste trovare le parole mancanti e dirmi a che film ci riferiamo? Mister è escluso dalla competizione, ovvio.




giovedì, novembre 25, 2004

Ieri sera ho rivisto...

"are you talking to me?"

certi film è bello rivederli. io non ne ho visti tanti di Scorsese, anche perché non è che sia proprio tra i miei preferiti, però giusto ora pensavo a Bringing out the dead...e ho pensato che in entrambi la cosa che mi piace sono questi due personaggi (cioè, De Niro in Taxi Driver e Nicholas Cage in Bringing out the dead) che la notte vagano per la città, uno in taxi e l'altro in ambulanza. Perché essere in macchina, piuttosto che a piedi, ha una sua differenza: riesce a darti un certo distacco. Sei comunque separato. Cioè tu sei qui e la strada è lì, e ogni tanto ci si incontra, tipo quando sale qualcuno sul taxi, o quando c'è qualcuno da soccorrere, però in generale tu vaghi, e osservi, e pensi.
Sono un po' così anch'io: in treno però, perché la macchina talvolta mi stressa. Cioè la differenza tra me e De Niro-Cage è, credo, che io quando sono in macchina mi concentro sulla meta. Ma in treno mi denirizzo. in metro dipende.




lunedì, novembre 22, 2004

Le chateau dans le ciel è una bella favola. Proprio bella. I bambini non parlano come quarantenni, non sono supereroi, e anche nei loro supermondi distinguono realtà e irrealtà. Un castello nel cielo sarebbe, forse, un po' troppo come un truman show: sicuro, ovattato e luccicante. Troppo prevedibile. (ma a volte mi piacerebbe).

Le chateau dans le ciel

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 




martedì, novembre 16, 2004

Ieri sera cinema: La confiance regne, una commedia. carina.
Sabato invece a Bruxelles abbiamo visto L'Equipier, che pero' non mi è piaciuto tanto. Una favoletta senza genialità.
Mercoledì scorso al Latina, in compenso, mi sono vista Dias de Santiago, e quello sì che è un bel film, che vi consiglio proprio. questa è la
storia: "Santiago Roman, jeune militaire péruvien de 23 ans, a récemment été démobilisé. Fier d'avoir combattu les narcotrafiquants et les terroristes, il retourne à Lima. Contre toute attente, il se heurte alors à une vie urbaine hostile, décadente et chaotique où il n'a plus sa place."  La voce off  (non over vero? ma quanto tempo è passato dai tempi di bisoni&menarini (sembra una marca di biscotti)?) ci sta proprio: toccante.

Qui, oggi, si festeggia la fine del ramadan: Rachida ha portato dei mitici dolcetti algerini.




lunedì, novembre 08, 2004

"Il prossimo film di Quentin Tarantino sarà interamente recitato in mandarino, in omaggio ai kung-fu movies a basso costo degli anni '70 del quale il regista di Pulp Fiction è un ammiratore. Sono previste due versioni del film, una con i sottotitoli in inglese ed un'altra, che sarà doppiata in inglese e con l'audio non perfettamente sincronizzato al movimento labiale degli attori, proprio come i kung-fu movies di quel periodo. "
(l'ho letto qui)

amo quest'uomo.



martedì, novembre 02, 2004

Un giorno di vacanza in più si sente. Venerdì sera siamo state a vedere Montparnasse 19, un film su Modigliani al Louvre, l'ho trovato un po' troppo sdolcinato e incentrato su 'sta storia d'amore che alla fine chissene, però non era malissimo. Poi niente sabato c'era una cena con tout le monde dalle ragazze, che avevano paura crollasse il pavimento, poi domenica Salon du Chocolat, una specie di Eurochocolate ma molto meno carino, anche perché si pagava per entrare, dove ho impezzato l'omino di Amadei e dopo un quarto d'ora di impezzamento sono riuscita a farmi regalare due cioccolatini. Lui era tipo toscano e ha detto che un mese fa era stato a Bologna appositamente per andare da Gianni ad assaggiare il gelato...ecco, il gelato di Gianni è una delle cose che mi manca di più di Bologna...Poi niente domenica sera Delicatessen, un vecchio film di Jeunet (naturalmente in occasione de Le fiançailles stanno facendo le retrospettive...) che ho trovato proprio carino, fiabesco come sempre, con queste belle scenografie...Ieri poi ho scoperto un mercato dei fiori carino carino vicino alla senna, cioè lo conoscevo già però non l'avevo mai beccato con tutte le bancarelle aperte...


giovedì, ottobre 28, 2004

Ieri è uscito il nuovo film di Jeunet, Un long dimanche de fiançailles, che sono andata a vedere all'Arlequin.
Beh, a parte che io arrivo e faccio: un biglietto per le long dimanche etc., e poi quell'altro che arriviamo alla sala e fa: Amélie Poulain c'est ici?, e la tipa che risponde:
Amélie Poulain c'était il y a trois ans...mais oui, c'est ici...
Insomma, comunque in realtà sì, c'era Amélie Poulain, perché il film è uguale. C'erano cose molto belle, tipo un'inquadratura che ho adorato dell'Opéra Garnier (secondo me l'hanno ricostruita in studio e riciclata sia per Lupin che per le Fiançailles...), tipo lei che si ripete cose come se il cane entra in stanza prima che mi chiamino per cena il mio amore è vivo, se il cane entra in stanza prima che.... o se conto fino a sette prima che il treno entri in un tunnel il mio amore è vivo, cosa che facevo sempre quando ero piccola, che tutti fanno a volte..no?, particolari meravigliosi che ti emozionano, ma nel complesso è stata una delusione. Una storia banale. Neanche una favola, proprio una storia banale costruita perfettamente come una favola. E okay che le proppiane funzioni son sempre quelle, ma la forma...la forma è importante e non può esser sempre la stessa in tutti i film. Okay avere un proprio stile, ma una cosa è lasciare un'impronta inconfondibile (hitchcock), una cosa è ripetersi (muccino).



martedì, ottobre 26, 2004

Ieri sera sono andata a vedere Les 400 coups all'MK2 Odéon. Sempre meraviglioso. Peccato che fosse difficilissimo, il professore parla come se avesse un intero sacco di patate in bocca, e i genitori di Antoine fanno a gara a chi parla più veloce.
Parigi la notte è stupenda. Anche se ora hanno messo una croce enorme orribile e bianca davanti a Notre-Dame per Ognissanti o come si dice. Un po' come mettere un porcile in piazza Santo Stefano, stesso effetto.

"Tes parents disent que tu mens tout le temps.""
"Tout le temps...je mens...de temps en temps quoi."




giovedì, ottobre 21, 2004

Ieri Arsène Lupin a Saint-Lazare.Carino devo dire. Niente di eccezionale ma carino. Mi ha ricordato tanto di quando da piccola guardavo Lupin a casa di Maurizio, con la tv senza telecomando, seduti al tavolo della cucina, con la sua mamma Marinella che ci preparava la pasta al pomodoro. Poi Maurizio si è spostato a Pianoro e non ricordo di averlo più visto. Lupin, voglio dire. E' che da sola magari preferivo Occhi di gatto. Che non capisco perché non ha avuto lo stesso successo, ne parlavamo anche a Barcellona l'altro giorno. Dicevano che KenShiro o nonsoche è intramontabile ecc. ecc. Anche quando si tratta di cartoni animati impera un maschilismo spaventoso.


mercoledì, ottobre 13, 2004

Ieri sera dunque Latina, c'era Mi piace lavorare di Francesca Comencini. Fatto bene, a parte questa bambina tipo supereroe un po' irreale, proprio bene. Nicoletta Braschi è brava.
Mi ha ricordato La classe operaia va in paradiso.
E mi ha fatto passare del tutto la voglia di lavorare, se mai ne ho avuta.

C'è da dire che i cocktail del Latina sono sempre i migliori. C'era una guacamole spaziale e poi dei mini-tiramisù, mini-crème caramel, mini-tortine al cioccolato che..yum!




martedì, ottobre 12, 2004

ragazzi, quando dico che la gente è matta non è che lo dico per dire. Ieri sera sono tornata a casa verso l'una e come sempre prima di dormire ho acceso lo stereo e mi sono ascoltata una canzoncina, nello specifico That I would be good di Alanis, solo che ad un certo punto sono stata costretta a spegnere che tanto non la sentivo: un pazzo sotto casa mia, esattamente di fronte al portone, era sdraiato abbracciato ad una radio a palla che trasmetteva canzoni a caso, da Don't cry for me Argentina a I will always love you, a qualsiasi cosa. Ecco, sono anche abituata alla musica araba che ogni tanto arriva su, ma questa roba non è che mi conciliasse proprio il sonno, tanto più che era inframmezzata da un omino che parlava...Insomma dopo due ore, alle 3 chiamo la polizia (che ormai quando telefono mi chiede come sto, come sta la famiglia...), che dice che stanno arrivando...comunque mi sono arresa perché se stavano arrivando come l'ultima volta ci avrebbero messo ancora due ore...Ma vabbè.

Invece ieri pomeriggio avevo la prima lezione del corso di francese, alla fine sono nel livello 4, YUPPY. Ci sono due o tre personaggi che mi fanno ammazzare dalle risate, e poi vengono proprio da tutto il mondo, tipo dalla Giamaica, da Israele, dall'Argentina, US, un casino di spagnoli...le spagnole poi son sempre stupende: la mia compagna di banco uscendo mi prende a braccetto e mi fa: alors, t'as un portable? mitica Paloma.

E ieri sera ho visto Land of plenty, l'ultimo di Wim Wenders, non so se voi l'avete visto...comunque non vale per niente la pena: pieno di stereotipi, scene di una banalità sconcertante...e poi sfiora temi enormi con una superficialità mai vista, per non parlare dell'attricetta protagonista che, vi dico solo questo, è la Jen di Dawson's Creek, e quando guarda un uomo morirle tra le braccia ha la stessa espressione di quando trovava il suo morosino tra le braccia di Joy...Terrificante. Vabbè, la colonna sonora era bellissima, e anche la fotografia incantevole, quando viaggiano, e poi è troppo bello il Million Dollar Hotel che si vede più volte sullo sfondo di certe sequenze...queste citazioni, quando le colgo, le adoro...







venerdì, settembre 24, 2004

Ieri sera sono andata a vedere Comme une image alle Halles, che praticamente stanno diventando il mio salotto. Cioè quando non ho niente da fare non avendo la tv mi vado a vedere un film lì. La cosa ridicola è che arrivo e sono tutti in tiro per la sera e io invece a momenti ci vado in pantofole...
Beh il film era molto bello. Buffo vedere così tanti film ambientati a Parigi, sentirli parlare di strade che frequento. E buffo riconoscere le coloninnine per pagare il parcheggio, le case e le fermate della metro.
E quando è finito Comme une image ho pensato che un'altra differenza tra il cinema francese e quelo hollywoodiano è che i personaggi hanno dei difetti. Non per forza dei difetti divertenti, con lati comici, semplicemente difetti, come nella realtà. E alla fine non cambiano. Il film finisce e loro sono ancora così, continueranno ad essere così. Perché spesso non si cambia in una vita, e non è mica normale cambiare nell'arco di due ore.

Stamattina invece sono stata all'Istituto per una conferenza stampa su Italie 2005 sponsorizzata dalla Barilla così me ne sono tornata in ufficio col mio pacchettino di tenerezze al cioccolato, che al supermercato mica si trovano...evviva.




mercoledì, settembre 15, 2004

mi scordavo di postare la frase di De Paillieres di ieri sera che mi è piaciuta tanto:

"Une langue, quand on la connait pas, on s'ennui"



sono alla mairie del tredicesimo. sono tutti matti. ma ormai si sa.

ieri sera siamo andate al pantheon che c'erano De Pailliers (quello del film palloso dell'altra volta) e Frondon, che petit bonhomme...correva a portare il microfono a tutti...e abbiamo visto Le jour du desespoir di Oliveira...devo dire che il portoghese mi piace, e poi c'era l'attrice protagonista che era bra-vis-si-ma. non so chi fosse però, devo informarmi. Ora scappo, a presto.


lunedì, settembre 13, 2004

-"porque viajen?"
-"viajamos por viajar"

-"hay muchas injusticias, no?"

(Diarios de motocicletas)

Un po' troppo americano. Un po' urlato, in certi punti. Retorica la traversata a nuoto di lui, e la questione dei guanti...un po' troppo esemplificative, della serie se no non capite il messaggio, però okay. Certe altre scene invece sono meravigliose, tipo il Chipi chipi, tipo il discorso che Ernesto fa per il suo compleanno, per una America unida, che, giuro, stavo per applaudire anch'io.
Vale la pena vederlo, sì, ma non è che ti cambi la vita.





Okay, ora Farenight 9/11 è di moda. Però, per favore, quando uscite dalla sala, non limitatevi a commentare con un "bello" o "carino", o nonsocosa. Non è questo lo scopo. Non è (solo) un esercizio di stile. Lasciate che si ripercuota sulla vostra vita quotidiana, perché ne fa parte. Non è un film. E' una maniera di vedere il mondo. Non è la verità, perché verità non ci sono. Ci sono cose che accadono. E ci sono modi di raccontarle, interpretazioni. Quella di Michael Moore non è che un'interpretazione alternativa (alternativo: "che dà una scelta"). Alternativa a quella delle tv, dei giornali americani, inglesi, italiani. A me, personalmente, pare più seria. documentata. logica.
Farenight 9/11 è più verosimile di qualsiasi telegiornale, più émouvant di qualsiasi film. Però bisogna un attimo impegnarcisi. Se dovete vegetarci davanti come quando guardate la tv tanto vale che rimanete a casa. Insomma uscendo bisogna che pensiate che anche voi, in piccolo, potete comportarvi come tanti piccoli George Bush.

Oppure no.

Poi comunque con chi l'hai visto ne parliamo. Perché vorrei aggiungere che anche esteticamente è un film geniale, nel mio modesto parere.



venerdì, settembre 10, 2004

Ieri sera sono andata a vedere Mensonges et trahisons, una commedia francese che è uscita ieri l'altro. Io e la Lalla eravamo piegate in due dalle risate (anche quando i francesi rimanevano muti, quindi forse c'è qualcosa che non va, ma questa è un'altra storia...) e questi francesi invece erano dei pazzi pure loro perché alla battuta clou di tutto il film si sono messi ad applaudire...ma si può?
mercoledì, settembre 08, 2004

I quattro euro e mezzo meglio spesi della mia vita.

Sono andata a vedere Vivre sa vie, film en douze tableaux di Godard al Forum des Images ieri sera. C'era anche un tizio (Simsolo o una cosa del genere) che raccontava un po' di cose sul film e moderava il debat alla fine.

Bellissimo.

Cioè proprio bellissimo: lei (Anna Karina) è bravissima e Godard è un genio. E' uno dei più bei film che abbia mai visto. Certo gli swatch al cinema vanno aboliti. Quella di fianco a me col suo tic tac del cavolo mi rovinava tutti i momenti di santosilenzio. Comunque niente dicevo, lei è iperespressiva, mi fa pensare un po' a Uma Turman (forse anche per il ballo nella sala da biliardo)...lo script è spettacolare, dai titoli dei tableaux (com'è il titolo in italiano?) alla conversazione di Nana col filosofo, dalla lettera che scrive impegnatissima alle frasi apparentemente più banali...Certo il finale solo a Godard gli poteva venire in mente. Vabbé è inutile che ne parlo, sono ancora scossa. e senza parole.

"Il faut se preter aux autres et se donner à soi meme"

"De toutes façons moi je trouve qu'il y a trois genres de filles: celles qu'ont un expression, celles qu'ont deux expressions, celles qu'ont trois expressions."

Nana: "pourquoi est-ce qu'il faut toujours parler?
(...)
et pourquoi est-ce qu'il faut s'exprimer?"
filosofo: "(...) c'est la vie meme."
Nana: "Oui, mais moi je trouve que c'est très dificil"

"Pour savoir exactement ce que vous aimez il faut la maturité, c'est a dire il faut la recherche."





martedì, settembre 07, 2004

Ieri sera sono andata a vedere Adieu al Pantheon, che c'era l'anteprima...sono arrivata in anticipo per prendere i biglietti, poi mi sono seduta sui gradini...una tipa enorme ha iniziato a chiedermi delle cose, un po' non capivo un po' mi sembrava una pazza e quindi le faccio Eh, mi dispiace, non capisco...dopo cinque minuti arriva Michael Lonsdale o come si scrive e io lì a bocca aperta perché la sera prima l'avevo visto nel film di Ozon...ha una particina minuscola, il padre di lei, però è spettacolare...beh si avvicina e viene a parlare con la matta enorme che nel frattempo si era seduta sul gradino sotto al mio, la bacia, lei gli dice qualcosa e lui: mais no! c'est adieu! Cioè quella era una sua amica e non sapeva neanche cos'era venuta a vedere..E insomma lui aveva una parte anche in Adieu. Alla fine c'era Arnaud de Pallières, il regista, che con Lonsdale e altri attori rispondevano alle domande del pubblico....cioè rispondevano è esagerare, perché uno gli faceva le domande e loro dicevano un po' quel che gli pareva, però vabbè...carino...molto più il dialogo finale del film tra l'altro, che in certi punti lento ma lento da far piangere e supplicare di andare avanti con il forward che tanto era uguale...
lunedì, settembre 06, 2004

La mia prima volta

La mia prima volta all'UGC Les Halles è stata ieri sera, che sono andata a vedere Cinq fois deux di Ozon. Non è un cinema, è una città. Entri e vedi i cartelli: sale da 1 a 5 a destra, da 6 a 22 a sinistra, da 23 a 27 al primo piano...praticamente tutti i cinema di Bologna messi insieme...mi sono sentita un po' Caterina va in città (o Babe maialino coraggioso?)...
Comunque devo dire che mi è piaciuto abbastanza....visto che avevo letto delle pessime recensioni ovunque avevo deciso di andare a vedere Je ne me sens pas belle, una cavolata francese, solo che poi mi vergognavo troppo a chiedere il biglietto, e quindi mi sono detta vabbè, proviamo Ozon, e alla fine ne è valsa la pena...cioè un po' alla Muccino a dire il vero, però ci sono delle cose carine, tipo l'happy end che non è un happy end perché la fine vera è all'inizio, tipo la colonna sonora di canzoni italiane anni '60 (vedi Una lacrima sul viso), che era veramente perfetta, tipo il fidanzato del fratello di "lui", che è bravissimo...e poi i personaggi sono un po' meno logorroici di quelli di Muccino, per dirla con la Mizzau non è tutto un "Ti devo parlare. Mi hai tradito. Perchè mi hai tradito?"...poi essendo arrivata aspettandomi niente anche questo avrà voluto dire.
E poi la sera prima ero andata a vedere Elena et les hommes di Renoir e facevo una fatica mostruosa a capire quello che dicevano, invece ieri è andata meglio..Elena et les hommes non mi è piaciuto, non mi ha detto proprio niente...ah e invece l'altro giorno ho visto Eros Therapy (mi raccomando l'accento sulla "y"), altra delusione...
Per il resto, ieri mattina sono stata al Museo di Cluny, che chiaramente non mi è piaciuto per niente, d'altra parte l'arte medioevale non è certo la mia passione, e invece sabato pomeriggio ho visto la mostra di Aurélie Nemours al centro Pompidou che, vabbé, insomma, carina. Quella che mi è piaciuta un casino invece è stata la mostra di Guy Bourdin al Jeu de Paume di Concorde, era una mostra di foto che ha fatto per campagne pubblicitarie o riviste, sono andata per curiosità e alla fine invece mi è piaciuta tantissimo, aveva proprio una sua poetica, e non una poetica da Vogue, una vera Poetica da fotografo vero.
al lavoro! à tout à l'heure-






venerdì, giugno 04, 2004

p.s.: mercoledì Godard, e dico Godard in persona, presenta Notre Musique, che io tra l'altro non ho ancora visto, qui a Parigi. E io dove sono? A Bologna. Ma si può?
martedì, maggio 18, 2004

Ci sono certi film tecnicamente perfetti. Che quando finisci di vederlila prima cosa che pensi è che vuoi vederli di nuovo. Che, pensi, non avrebbero potuto essere girati in altro modo che così. E poi ci sono certe attrici. E certi registi.
Kill Bill II è pazzesco. Ma lui quanto cinema conosce? Come fa a riprendere citare sfottere tutto così? Come fa a mettere la macchina da presa sempre nel posto giusto? Come fa? Sinceramente non pensavo che dopo Pulp Fiction si potesse ancora migliorare. Voglio dire Jackie Brown bellissimo eh, la storia ti prende, gli attori pure ed è girato da dio, ma alla fine cosa aveva di nuovo rispetto a Pulp Fiction? E invece qui in ogni capitolo scopri un nuovo mondo e un nuovo talento. E non è vero Mari che in ogni scena sembra dirsi ma quanto sono bravo, è solo che non può fare a meno di essere geniale neanche per una sola inquadratura.



giovedì, aprile 22, 2004

Uff...non riesco a concludere oggi...finirà che scriverò stasera...altro motivo per cui non potrei mai fare la giornalista: non mi riesce proprio di scrivere in ufficio...
Tra l'altro il film con Anna Galiena ("Oltre il confine") non mi è piaciuto e non mi va di fare una recensione negativa... (poi magari non ci invitano più...e invece il cocktail era molto carino...per niente fighettino...ieri all'Istituto c'era lo Champagne invece...)
...sentite, ma allora Rifondazione si presenta con l'Ulivo o no (vista la grande partecipazione al sondaggio comesidicepace mi sto allargando...)?



giovedì, aprile 01, 2004

-I'm just not ready to end up anywhere. Goodbye!
-you'll never find a better place
-I don't expect it
-promise you'll come back
-I promise, when I'm really supposed to
(Big fish)

(non vi è sembrato troppo americano? E poi mi ricorda anche un po' Le invasioni barbariche...che non mi è piaciuto tanto...Cioè Big Fish...insomma ci sono delle cose molto belle...tipo lui che lavora al circo (sarà un omaggino a Charlie Chaplin?), tipo Steve Buscemi/poeta, tipo questo kitch assurdo...però ecco...ci sono anche delle cadute di stile enormi...tipo il finale, e certe banalità qui e là...no?)

tambièn somos lo que hemos perdido
(Amores Perros)
(pas mal, ma pensavo meglio)

...ho visto 21 grammi...e magari torno a vederlo. Mi è piaciuto tantissimo....proprio tantissimo. Però sì, devo tornare..













lunedì, febbraio 23, 2004

Ed è di nuovo lunedì. I miei affezionati lettori avranno notato il link che ho postato venerdì, e avranno anche capito che è il sito di Focus. Che ve ne pare? Ovviamente non l'ho fatto io, l'ho soltanto aggiornato con il nuovo numero del giornale. Anyway, da ora sono ufficialmente Web Master. E non ridete, please. Anche perchè non spargiamo troppo la voce ma ho avuto qualche input via msn messenger in un momento di crisi venerdì (tipo che avevo deciso di mettere online il tutto alle quattro di venerdì pomeriggio e poi l'home page non funzionava: che idea geniale, eh?) dal mio angelo custode.
Dunque per la mia banca francese sono Web Master, e anche per le agenzie immobiliari che mi hanno chiesto la professione, ancora Web Master. Uah-ah-ah. Se me lo ripetono ancora rido sul serio.
Comunque niente, alla fine il sito è andato online e ho avuto giusto il tempo di postare il link prima di correre per arrivare in ritardo al corso di francese. Ah, tra l'altro la settimana scorsa, che non ho avuto molto tempo per postare, non vi ho raccontato del cinese, che un giorno è arrivato tutto giulivo, bon soir-bon soir e poi viene da me, sorride a quattromilacinquecento denti e mi fa: che bella cosa 'na jurnata 'o sole! Vi giuro, una pronuncia perfetta. ça va? ça va tres bien! Poi credo che abbia aggiunto oh sole mio-oh sole mio, e il russo, che ha vissuto due anni a Firenze, gli fa: bravissimo! Poi purtroppo il cinese ha ricominciato a parlare la sua lingua incomprensibile tipo francinese e chi lo seguiva più. Cioè poverino, o ti dà ai nervi o ti fa piegare dalle risate, dipende dal momento. Vi dico solo che Pascal, la prof, l'altro giorno non sapeva più come spiegargli Crot de chien, e disperata gli fa: Merd! Però così ha capito.
E il greco, vogliamo dirlo? L'altro giorno Pascal fa: "Vous connossez l'histoire "Les tres Ours"? E lui: "Je sais Le tres porcs!".
Sabato invece sono finalmente andata a Boulevard Saint-Michel (queste influenze romane di dire "a boulevard" e non "in boulevard"...voglio dire, non direi normalmente "in via indipendenza, in via rizzoli"? eh sì.)...dicevo a Boulevard Saint-Michel e dintorni per farmi un po' di librerie. E ho comprato
-Charlie e la chocolaterie, di Roahld Dahl (credo che in ita sia La fabbrica di cioccolato) che sto leggendo e mi piace un casino
-Fifi Brindacier, che non si direbbe ma è Pippicalzelunghe
-La fée carabine di Pennac che credo di aver letto in italiano (ne ho letti un paio della serie ma non mi ricordo mai quali anche perché non avevo iniziato dal primo..a proposito, qualcuno sa come vanno letti?)
-Le passé composé di Francois-Marie Banier...ecco, ora vi spiego perché: questo tale Banier, l'anno scorso mi è capitato che quando sono venuta al Museo della Fotografia ci fosse una sua personale, che mi era anche piaciuta molto e di cui vi avevo parlato quando ancora non mi leggevate, quindi quando ho visto il suo librino (a due eurini) in una bancarella di libri usati mi sono detta che io e lui siamo destinati ad incontrarci, e non ho proprio potuto lasciarlo dov'era...così è venuto a casa con me. E poi insomma, per tutto questo ho speso 5,50, cioè meno di un qualsiasi libro in economica feltrinelli, no?
Poi dopo aver rovistato in tutte le librerie del quartiere (si, da Shakespeare & Co. ci sono andata, ma era strapieno di turisti, visita approfondita rimandata a giorni infrasettimanali meno affollati ed economicamente più rigogliosi) mi sono infilata in Rue des Arts, giusto per il nome, perchè ecco, il quartiere latino è molto carino, con tutte queste librerie e baretti e tutto, però è veramente troppo turistico. Cioè, schifosamente turistico. Comunque ho preso una creppina niente male e poi visto che iniziava a piovere mi sono infilata in un cinema ipercostoso dove davano Kitchen Stories in versione originale sottotitolata in francese. Ecco, immaginatevi cosa posso aver capito.
Di Kitchen Stories mi sono piaciuti da morire gli sguardi, gli scambi di ruolo tra osservatore e osservato (ho anche una teoria su questo, ma magari ne parliamo con chi ha visto il film che ora non ho tanto tempo)
Poi sabato sera ho fatto la baby-sitter, e ho giocato all'impiccato (quel giochino che devi indovinare le parole), ho visto Winnie l'Ourson e ho letto cento pagine di Alice nel paese delle meraviglie (in versione bambini, ok, però praticamente mi si è seccata la lingua) e poi quando ho preso in braccio il "piccolo" Théo mi è praticamente venuto il colpo della strega, l'ho sbatacchiato ovunque mentre lo portavo in camera, e infatti l'ho svegliato e lui ha detto: Voglio una coccola. Poi si è addormentato e io terrorizzata dall'idea di dover leggere altre cento pagine ho fatto tutto in punta di piedi e sono andata a nanna.
Ieri invece di nuovo mercato di Malakoff per fare la spesa poi nel pomeriggio nanna, studio (questa settimana ho il test di francese) e torta di mele.
Today mi dedico alla stesura del mio primo articolo per Focus, tenetevi pronti perchè tra circa due mesi sarà pubblicato...scappo, baci