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lunedì, luglio 21, 2008

Una splendida new entry nei miei negozi preferiti, à Paris: Come on Eileen, nell'undicesimo, in questi giorni vicino di casa.
All'uscita: Valentina + 2 borse + 1 gonna + già voglia di tornarci.

sabato, ottobre 13, 2007

Well, sono tornata da Amsterdam o, meglio, dall'Hilton di Amsterdam visto che la città chi l'ha vista? Giusto una specie di tangenziale dall'aereoporto all'Hilton, e la Tapa Feliz, dove abbiam mangiato la sera. Vorrei postarvi la foto del PILLOW MENUo del SOAP MENU che mi son trovata in camera, o delle mini donuts, mini mousse,  mini tutto che mi hanno apparecchiato davanti mentre me ne stavo al nostro mini (che poi così mini non era) stand. Ma non sono attrezzata in questo momento.

Voi ancora non sapete che Valentina ora ha la sua casetta. E' vero, avevo promesso una foto al più presto, e invece ancora non ce l'ho. Provvederò presto, soprattutto per Ale e per l'Annina, che magari vedendola corrono a trovarmi presto . E non sapete neanche dell'invasione di blatte che ha ritardato il momento tanto atteso. E dell'allagamento di sabato scorso. But anyway, tutto è passato.


mercoledì, giugno 20, 2007

Paris, j'arrive bientôt!

La prima cosa che ho voglia di fare è andare a Reuilly-Diderot per mangiare les frites del turco che le frigge sul momento e vedere se sono ancora così buone.

La seconda cosa che ho voglia di fare è una lunghissima passeggiata lungo la Senna.

La terza cosa che ho voglia di fare è shopping nel marais e poi fermarmi al sole sul prato di Place des Vosges.

...e poi, tutto tutto tutto.


sabato, maggio 12, 2007

Well, rieccomi qua, riemergo da un periodo leggermente impegnativo. Il lancio è andato bene, è arrivata anche una lettera del presidente del consiglio, e ieri l'altro ho parlato al tel con la sua segretaria che, non si sa perché, ha chiamato sul mio numero. Come ha detto la mia capa: l'avresti detto te che venendo a lavorare qui avresti parlato con la segretaria del presidente? E io aggiungerei: e l'avresti detto tu che per poco non mi spazientivo perché non si era presentata?

Anyway, si torna alla normalità, più o meno, magari ricomincio a vedere qualche film, riprendo la Karenina abbandonata, e oggi invece c'è il compleanno di Luchino, e sto preparando la torta....spero solo che gli piaccia la vaniglia, che mi son scordata di chiederglielo...perché io nella crema ce l'ho messa...
L'unica cosa che ho visto ultimamente è The Queen, e ho chiesto gentilmente a luca di spiegarmi cosa gli è piaciuto di quel film, perché io, boh, proprio non ci arrivo. Insomma, come direbbe Andrea: buuuuu!

And, of course, j'ai regardé Segò-Sarkò. Sarkò ha detto cose da far rabbrividire, ma dialetticamente, purtroppo, era chiaro che ne sarebbe uscito meglio. Ahimé, ça va pas.

Ho voglia di andare a vivere a Londra.

 


giovedì, gennaio 05, 2006

Al Louvre ci sono stati, nel 2005, 700.000 visitatori in più che nel 2004, e pare sia per effetto del Codice da Vinci. Vi pare possibile?
martedì, novembre 15, 2005

mah, niente, oggi ho fatto questa prima intervista con Monsieur Bourget, che è troppo carino, a parte che per mail mi aveva scritto perfettamente tutte le indicazioni per raggiungerlo, e poi ci si impegnava a rispondere, non rispondeva solo "si'" o "no" (lo so che il si' c'ha l'accento e non l'apostrofo ma il mac non lo capisce)...peccato che mi sia finita la cassetta senza che me ne accorgessi, dovro' inventare l'ultima parte. Tanto non potrà mai essere provato, quella cassetta non l'ascolterà mai nessuno: mi sono impappinata mille volte, un po' perché il francese non lo so, un po' perché ero emozionata...poi c'è stato questo momento in cui lui ha detto: "si' perché ai festival si vedono quattro film al giorno, uno non ne puo' piu'..." e io: oh, moi j'aime beaucoup! e lui: eh, quando si è giovani...Quando si è giovani....cioè vai a vedere quattro film al giorno e ti pagano pure...ma anche a duemila anni, no? Ieri invece ho visto Viva Zapatero. Era una projection presse al cinema del Planet Hollywood, sugli Champs-Elysées. Lo sapevate voi che il Planet Hollywood aveva una sala? Io no, e poi al PH non c'ero neanche mai entrata. E' un posto terrificante, tra l'altro. Comunque dicevo, Viva Zapatero non è male, ma non è neanche super-interessante. Non so, manca di professionalità, e questo è chiaro. Perché è un documentario, ma il documentario dovrebbe avere un minimo di oggettività, no?, e invece è raccontato addirittura in prima persona, con questa voce narrante che cerca di essere tranquilla ma è comunque super-incazzata, con la faccia della Guzzanti che sorride quando pone domande, che vorrebbe fare dell'ironia, ma poveretta, mica ci riesce, perché è troppo incazzata. Voglio dire, ha ragione ad esserlo, pero', o trovi il distacco necessario o lasci perdere e lo lasci fare a qualcun altro. Ci sono cose indubbiamente interessanti, e i meriti sono tanti, primo tra tutti quello di portare il suo caso, esemplare, anche all'estero. Pero' non bastano comunque. Invece il film di Woody, Match Point, che ho visto la settimana scorsa, più passano i giorni più mi piace. Uno dei migliori, davvero. Ma poi avete notato che quando ho da lamentarmi su un film mi riesce, e invece quando mi trovo davanti a questi capolavori non so da che parte iniziare? E' che è perfetto.
martedì, novembre 08, 2005

Beh, come forse qualcuno di voi aveva capito, sono a Parigi. Mi fa un effetto strano. Stamattina quando dovevo scendere dalla metro è stato più o meno cosi':

   io: magari scendo a Chatelet, così vado alla mediateca delle Halles.
   Patrizia: ok.
Chatelet.
   io: beh, magari scendo a Hotel de Ville.
   Patrizia: eh, a Hotel de Ville c'è la biblioteca del IV.
   io: ah, perfetto.
Hotel de Ville.
   io: magari scendo a Saint-Paul.
   Patrizia: però la biblioteca è più vicina a Hotel de Ville.
   io: ah. Vabbè, allora scendo qui.

E' che quando ho visto la fermata di Chatelet avevo quei mille e mille ricordi che BUM! mi son saltati fuori all'improvviso. E dico la fermata, e quindi mi son immaginata cosa sarebbe stato riaffiorare, veder comparire l'insegna di Franprix e poi voltarmi e vedere C&A su Rue de Rivoli oppure tirare dritto e arrivare sulla Senna. Con i pensieri non sono arrivata neanche a chiedermi se Salvatore il parrucchiere o Hazem il narghilettaro mi avrebbero riconosciuta. Son rimasta seduta sulla metro e avrei probabilmente tirato dritto fino a Chateau de Vincennes, il capolinea, se non fosse stato per Patrizia.
Già ieri pomeriggio sono andata a fare una passeggiata a Denfert, per comprare delle cose e tornare in una libreria di cinema dove la volta scorsa non ero riuscita a vedere un granché, con quei libri tutti accatastati. Giuro, proprio accatastati, ha delle pile di libri che arrivano al soffitto e si fa fatica anche solo ad entrare. L'altra volta c'era solo un signore, ieri ci ho trovato anche quella che immagino essere sua moglie, con una tazza di thé per riscaldarsi le mani, che mi chiede cosa cerco. Dico mah, davo un'occhiata, comunque m'interesserebbe la critica del cinema. e lei: ah, quella è là, però non l'abbiamo ancora messa in ordine quella pila. Volevo dirle Signora, è tipo un anno che il negozio è così, e ha pure l'aria di esserlo sempre stato...E anche a Denfert, comunque, avevo già tutta una serie di pensieri, ieri, che lasciamo perdere.
Ora sono all'ENAIP, e mentre percorrevo rue Claude Tillier per venire in ufficio, oltre a constatare che tutto è rimasto uguale, ho incrociato il signore pelato dei panini, che mi ha detto Bonjour!, e il fatto che si ricordasse di me mi ha fatto tornare di buon umore dopo che ho vagato - alla fine- tra Saint-Paul e Chatelet tutta la mattina alla ricerca di una biblioteca aperta, che non ho trovato.


venerdì, ottobre 28, 2005

Che bello, ho ricevuto la prima newsletter della Cinémathèque française: Les événements de Novembre - Douglas Sirk, David Cronenberg, Lectures Renoir...Invece il Louvre non mi scrive più..che si siano accorti della mia assenza? Il sei parto. Ve l'avevo detto?
lunedì, ottobre 24, 2005

Ecco cosa mi compro appena arrivo a Parigi:

Le ciel lui tombe sur la tete

"Le 47 tavole disegnate e scritte dall'artista francese Albert Uderzo - rimasto da solo a continuare l'opera dopo la morte nel 1977 del collega Renè Goscinny - raccontano la storia di una banda di invasori che vengono dallo spazio per cercare di rubare la preziosa pozione magica che è custodita nel villaggio gallo di Asterix e Obelix. Gli invasori assomigliano a Topolino e Superman e il pianeta da loro abitato si chiama Tadsylwine (anagramma di Walt Disney) e il loro capo si chiama Hubs (ovvero Bush).
Le creature venute da Tadsylwine incontrano sul loro cammino anche un gruppo di sinistre figure extraterrestri, con cui dovranno scontrarsi: sono i Nagmas, parola che anagrammata dà mangas, cioè quel tipo di fumetti assai popolari in Giappone e che stanno conquistando via via anche i lettori francesi e di altri paesi europei. Ma ancora una volta gli abitanti del villaggio gallo riusciranno a sconfiggere tutti i lori nemici.
"
(Repubblica.it, l'articolo non è un granché ma insomma)

Chissà perché allora sul libro c'è anche il nome di Goscinny, comunque.
Il mio preferito, comunque, resta sempre il piccolo Idefix.


sabato, ottobre 08, 2005

cioè, devo ancora iniziare la tesi e son già indietro. I film da vedere si accumulano e i libri da leggere si moltiplicano e...meglio non pensarci. Tra un po' si parte per Parigi, e tornare mi farà uno strano effetto, già lo so. Poi ci sono una serie di cose che non avevo fatto e voglio assolutamente fare, tipo vedere il museo del cinema e andare al Rex....

Stasera ho conosciuto Eva, che mi darà lezioni di greco. Yuppy!


domenica, ottobre 02, 2005

Le mie (ex)finestre

Okay io qui ho fatto uno zoom e ho cerchiato perché si vedessero bene le mie (ex)finestrelle ma se andate sul sito qui sotto si fa il giro di 360° con una finta webcam. Cioè sono foto di 360°, ma che figata... No, son troppo esaltata, perché se guardate bene nella fotina qui in alto che ho fatto io dalla mia finestrella si vedono piccoli-piccoli minuscolissimi gli angioletti sulla cima del Teatro di Chatelet, cioè proprio quelli in primissimo piano in quest'altra foto...

http://parispourvous.net/index.php3?wpe=a101


sabato, ottobre 01, 2005

L'anno scorso, alla Nuit blanche  c'ero anch'io.
mercoledì, settembre 28, 2005

Beh, oggi scrivo un sms alla Lalla dicendo: "oh Lalla, è entrato uno che mi continuava a dire "tsètsè office?, tsè tsè office?" invece di Cersaie Office..."  Io non so come mi son trattenuta dal ridere sinceramente. Poi dopo due secondi entra uno che comincia a farmi: "timbrare, timbrare!", dandomi un foglio. E io: "scusi ma cosa sta cercando?" e lui: "timbrare, tu timbrare!", quindi guardo il foglio che mi stava porgendo e faccio: ma lei è greco? (della serie, chissene frega di quello che mi stai chiedendo) e lui: "no, turco" (tipo che gli avevo appena fatto la peggiore delle offese, per lui), poi: "e tu?" e io: "eh, io studio il greco." e lui: "ah, no, meglio studia turkish!"

Ho riso almeno quanto con la frase conclusiva della recensione di Pulp Fiction di Vincent Ostria sui Cahiers che mi son letta dopo: "Comme le dirait mon dentiste: trop d'émail et pas assez de pulpe".


domenica, settembre 25, 2005

Lussemburgo
sabato, settembre 17, 2005

φασούλι το φασούλι γεμίζει το σακούλι
lunedì, settembre 12, 2005

Ora sfodero il mio lato fascista.
Stamattina vado in facoltà a consegnare la domanda per il contributo tesi all'estero, no? Beh, l'ufficio è aperto dalle 11:00 alle 13:00. Arrivo tipo alle 10:58, e ho sei persone davanti. Si tratta di consegnare un plichetto di fogli, penso, alle undici e dieci ho finito. No. I primi cinque stan dentro tipo 3 minuti a testa, e una di questi viene mandata via perché non ha allegato il CV. Entra la sesta e alle 11:45, quando riesco ad entrare anche se lei non è uscita, se ne sta seduta ad uno dei computer dell'ufficio. Io, giuro, son stata dentro sì e no 50 secondi.
Ora, cosa ha fatto (e stava continuando a fare) quella, per mezz'ora? Ma soprattutto:
ad una che non è in grado di portar quattro documenti, le vogliamo dare dei soldi per partire al posto mio?
Tanto lo so che sarà così. Vabbè.

Poi ho accompagnato Viki in Sala Borsa, visto che io son stata sospesa fino ad una "data da definirsi, in ottobre", (e dovevate vedere il sorriso sadico della ragazzina del prestito, stupida!) e volevo prenotare dei cd che al momento non c'erano. Solo che quando prenoti, a sorpresa, ti dicono: data di nascita? e io: ehm...., concentrandomi moltissimo, con visibile sforzo, partorisco questa data, e poi lei: numero di telefono? io parto sicura con 051- e poi mi rendo conto che il numero di Viki a memoria non lo so e cado nel panico. Per fortuna ce l'aveva già e me l'ha fatto solo controllare con un sorriso da ho-capito-non-è-la-tua-tessera-ma-vabbè.

E stasera ho visto Friends su Sky, che l'ha rinominato AMICI. Maddai, ci manca che traducano il jingle!


mercoledì, settembre 07, 2005

Musée d'Orsay

e se...tornassi a Paris? Sarebbe un buon motivo per riprendere il mio blog, perché lo so che in fondo vi ci siete affezionati anche voi...=)


venerdì, giugno 03, 2005

Il fatto è che voi, quando guardate questa foto qui sopra, a parte qualche eccezione (tipo ale), vedete qualcosa che vi può aiutare a immaginare quello che io vedevo dalla mia finestra, ma al di fuori di quei contorni è tutto in forse e anche quello che vedete fa fatica a esistere, per voi, perché anche chi è stato a parigi, se non si è affacciato dalla finestra della mia casina, non può vedere questa foto come la vedo io.
Per me è un ritaglio che richiama tutto quello che c'è intorno, la casa col murales che c'è a sinistra, e le altre finestrelle della casa a destra, e sotto l'entrata posteriore del teatro di Chatelet, e sotto ancora la strada con le due panchine dove di giorno ci sono i ragazzi che spacciano e di notte i barboni che dormono e il bistrot che ha sempre lo stesso piatto del giorno e gli alberi e poi c'è il profumo di narghilé alla mela che sale quando è caldo perché al Pharaon lasciano la porta aperta.
Quelle finestrelle con gli oblò io le ho viste ogni mattina ogni pomeriggio e ogni sera e la gente quando veniva a casa mia si arrampicava sul davanzale per stare lì a guardare fuori.
E gli oblò mi mancano tanto, e non solo.


mercoledì, maggio 25, 2005

"You like snow but only if it’s warm
You like rain but only if it’s dry
No sentimental value to the rose that fell on your floor
No fundamental excuse for the granted I’m taken for

Cause it’s easy not to
So much eaiser not to
And what goes around never comes around to you

You like pain but only if it doesn’t hurt too much
You sit...and you wait...to receive
There’s an obvious attraction
To the path of least resistance in you life
There’s an obvious aversion no ammount of my insistance
Could make you try tonight"

martedì, maggio 24, 2005

La mairie du XIII

Lo so, ho trascurato i miei cinque lettori ultimamente. E' che ho un po' di cose da fare. Sabato ho lavorato al Forum des association italiennes alla settimana italiana del XIII, tra le altre cose preparando con Manu quanto segue:

Il buffet dell'inaugurazione

Tutto questo ci ha preso almeno un paio d'ore, durante le quali, nonostante fossimo recintate da una corda e leggermente spostate rispetto agli altri stand, venivamo continuamente impezzate da chicchessia che cercava di scroccarci qualcosa. Ci sono state un paio di scene che superano tutte le altre, tipo Manu che mi fa: Vale, dietro di te c'è uno che mastica...mi volto, e questo senza dire niente, fissandomi, cerca di ri-infilare la mano sotto la corda per derubarci di nuovo. Io praticamente lo picchio e lo faccio scappare, e lui dopo cinque minuti cosa fa? Torna e dice: certo che era piccante quella tartina! dammene un'altra va là....Dopo una lunga contrattazione gli do' un pezzo di pane ancora da tartinare e lui mi fa: ma dai, mettici qualcosa dentro!
L'altra, e qui siamo a livelli spaziali, era una pickassiette professionista, cioè un'abbuffona di professione, che è venuta lì da noi a informarsi per bene sugli orari dell'inaugurazione, e a lamentarsi degli abbuffoni, perché ce ne sono tanti eh? ma io non sono una di loro. Al che cinque minuti prima delle sette eccola in pool position ad aspettare il Via. Si è anche messa a litigare con un uomo che aveva allungato una mano prima del dovuto. Poi è venuta da me a raccontarmi che una volta l'ha visto mettere in tasca bustine da the ad un buffet, e ora sarebbe capace di farlo con le olive! Guardalo eh, che ti divertirai, tienilo d'occhio. Io ovviamente mi sono lasciata depistare e all'inizio mi sono messa ad osservarlo, solo che poi mi sembrava una persona molto normale, quindi cosa ho fatto? Ho guardato lei, ed eccola spuntare da ogni dove, infilarsi col braccio da dietro ogni persona e mangiare e bere a volontà, impezzando allo stesso tempo tutti i presenti con le sue storie infinite (sia a me che a Manu, per esempio, ha raccontato che sta scrivendo unlibro sui pickassiettes, con un capitolo per ogni tipo di buffet)...Mi è poi stato raccontato che viene avvistata ovunque, e non si sa come faccia ad avere un calendario così aggiornato e completo dei ricevimenti in tutta Parigi (mi fa: ma tu ci sei domani sera al concerto della Cité Universitaire? Cioè, avrà avuto tipo 60anni...)
Comunque ragazzi, uno spasso.

 

 


lunedì, maggio 02, 2005

Questo we sono stata a giocare a bocce al Bois de Boulogne...abbiamo attirato tutti i vecchietti dei dintorni e io ho giocato tantissimo perché Manuela (la nuova volontaria dell'enaip) dopo la prima partita non voleva più giocare (chissà poi perché, è un gioco così appassionante...) e quindi ho preso il suo posto: ho vinto tutte e due le volte, nonostante sembrava sempre che giocassi con la squadra avversaria...si vede che porto fortuna.
Mi sono arrivati un sacco di pettegolezzi in questi giorni, e ho capito perché alcuni di voi sono praticamente spariti dal web ultimamente...

lunedì, aprile 18, 2005

Beh, devo raccontarvi di sabato pomeriggio: leggo sui Cahiers du cinéma che c'è un incontro al cinema Max Linder, a Boulevard Poissonière, Quel Cahiers pour aujourd'hui , quindi cosa faccio? Ci vado, ovviamente. Arrivo pure dieci minuti in ritardo, e ho paura di non trovare posto. Invece c'erano quattro gatti. La redazione dei Cahiers, qualcuno della ex-redazione e amici loro, principalmente. Chiaramente c'era Jean-Michel Frodon, che io conoscevo di nome e di vista perché 1- avevo letto il suo libro-intervista a Woody Allen, 2- l'avevo visto l'anno scorso al cinema Panthéon, insieme con De Pailliers, a parlare di un film di De Oliveira, e mi era stato subito molto simpatico, anche perché è il sosia preciso di Ferro.
Insomma iniziano un po' a parlare e a me viene da chiedere: qual è la vostra formazione? Per non sembrare, non so, snob e tutta un'altra serie di cose, mi preparo tutto un discorso tipo: state parlando dei Cahiers e sui Cahiers cercando di spiegare perché fate certe scelte editoriali e tutto, ma magari per noi sarebbe anche carino/ utile sapere qual è la vostra formazione, come avete cominciato a scrivere di cinema ecc. per capire come mai i Cahiers sono come sono. Fila, no? Beh, questo cinese, cioè doveva essere francese perché parlava perfettamente (parolacce incluse), comunque prende la parola e inizia a urlare a Frodon che dovrebbe trattenersi e non utilizzare la parola chef-d'oeuvre per ogni film; Frodon nega di averla mai usata, ed in particolare si mettono a parlare dell'ultimo di Clint Eastwood, cui Frodon ha dato 4 stelle, pare, e le quattro stelle corrispondono appunto alla dicitura "capolavoro", nella legenda. Un altro ragazzetto (la redazione, con mia grande sorpresa, aveva un'età media di trent'anni, tipo) gli ha spiegato che loro dedicano alla tabella con le stelle circa un minuto e mezzo a testa, e quindi lui ha iniziato a dire che comunque loro erano in un chiaro momento di crisi d'identità, se avevano bisogno di organizzare incontri chiamati Quali Cahiers oggi? Frodon risponde che No, non sono affatto in crisi d'identità. Il cinese replica che allora come mai nel numero di aprile ci sono due pagine dedicate ad un sondaggio su cosa si aspettano i lettori dai Cahiers? E Frodon, con questo sorrisetto di quello che è contento di aver tale prontezza di spirito, lo gela: On en n'avait pas besoin, on en avait envie, Non ne avevamo bisogno, ma voglia. Beh, il cinese cambia argomento e con aria sprezzante, fa: beh, allora io vorrei sapere un po' i vostri profili! Al che Frodon gli fa: là il faut arreter, con questo tono da papà, più che altro. Solo che, come vedete, il cavolo di cinese ha liquidato la mia tanto meditata domanda, che è stata così ignorata e io non ho più avuto il coraggio di ripeterla.
Comunque, in tutto questo, alla fine sono andata da Frodon e gli ho chiesto se posso intervistarlo per la mia tesi: ha detto sì. Ora si tratta di leggere le 600 pagine della storia dei Cahiers in una settimana.


domenica, aprile 03, 2005

Com'è che quando sento parlare italiano a parigi in metro mi dà fastidio ascoltare banalità nella mia lingue e ora sentir parlare per la strada, con accento bolognese, mi mette di buon umore?

i miei amici hanno sempre delle uscite fenomenali (vedere anna sotto)

"ma vale, la tua mente è...un budino"
(Grazie fabri)


mercoledì, marzo 30, 2005

Eccoci di nuovo qui. Venerdì non son venuta in ufficio che è arrivata l'Annina da Bruxelles ed è partita stamattina prima dell'alba. E' stato un we molto carino. Mentre lei si è fatta un po' di musei io mi son dedicata alla mia tesina spendendo miliardi all'internet café e poi l'ho spedita lunedì a mezzanotte meno dieci (i miei soliti larghi anticipi nel terminare i lavori...eh?)...poi ci siam fatte delle gran mangiate, alle Creperie des Canettes, da Chez Marianne, dai vari libanesi e anche a casa...poi cercavamo di smaltire camminando velocemente tra chatelet e saint paul, praticamente duecento metri, ma vabbè.
Ora studio, e poi sabato arrivo. bacini.


giovedì, marzo 24, 2005

"Quiereme cuando menos lo merezca porque sera cuando mas lo necesite"


mercoledì, marzo 23, 2005

Oggi scarpe aperte, vi rendete conto?
L'altra sera sono andata a cena da Dona che mi doveva far conoscere da un secolo il suo famoso coinquilino Ben, che in teoria non doveva essere un coinquiino, doveva lasciarle la casa e partire per il Guyana, ma pare che non ci sia modo di smuoverlo. Tra l'altro a sentir Dona è una specie di post-it, dove trova si appiccica. E infatti mentre lei è andata a farsi la doccia, subito mi ha detto Allora, andiamo tutti insieme al cinema domani sera? Cioè lei cerca di cacciarlo di casa e lui cerca di aggiungersi anche quando usciamo, pover'uomo. E dire che a me sembrava anche simpatico, si era così entusiasmato per Etre et avoir che ci siam riguardati su Arte..

Comunque non va, non mi sento per niente bene, avro' dormito 36 ore in tre giorni e non riesco a recuperare una forma fisica decente.


martedì, marzo 22, 2005

niente, vi posto solo questa perché sono tutte sfuocate tanto, e ve la posto pure piccola perché mi vergogno un sacco. L'altra è Gwen, che era allo stand dell'Umbria, o, come dice lei, dell'Umbrìa..=)

CrepeSuzette al Salon Mondial du Tourisme


lunedì, marzo 21, 2005

Cari amici, eccomi di ritorno, finalmente con le scarpe basse e il mio maglioncino comodo e morbido. Sono stati quattro giorni devastanti ma interessanti. Ora sono una cartina geografica della Campania vivente, chiedetemi qualasiasi cosa e ve lo dirò. E so anche tutto quello che potete trovare negli uffici turistici di Avellino, Benevento, Caserta, Napoli e Salerno, e ve lo dirò. Me ne sono capitate veramente di tutti i colori, ma la migliore è stata una signora che è arrivata con il nome di un cimitero e voleva assolutamente vederlo in foto perché qualcuno allo stand di Milano (che se lo becco!!) le aveva detto che era bellissimo. No guardi signora, non ce l'abbiamo in nessun depliant. Vabbè ma se non avete una foto da darmi almeno fatemela vedere. Eh, mi spiace signora ma non abbiamo niente sui cimiteri. (E già qualcuno qui inizia a dirmi da dietro Basta! questa porta sfiga, che vuole, via, mandala via! e tutti iniziano a far le corna e a toccar legno, praticamente tra un po' tiravamo fuori i cornetti) E lei, indicandomi, Ma scusi, lei, non ha un suo catalogo fotografico personale, da farmi vedere? E io: io? Sì, sì, lei. E io: eh no.  E lei: Ma quelli di Milano ce l'hanno, mi hanno fatto vedere anche il Castello Sforzesco (sai che sforzo, se non ti fan vedere quello che ti fan vedere?). Ho provato a spiegarle che non potevamo avere una foto di ogni metro quadro della regione ma lei continuava, e diceva che almeno avremmo potuto prendere il suo indirizzo e mandarle una foto una volta rientrati (io, poi!) in Italia. Sì signora, sì. Poi vabbé, non sto a dirvi di tutti quelli che in Campania ci cercavano Venezia Roma o Firenze. Nel mio stand c'era questo gruppo di ragazzi che hanno una coperativa ad Ariano Irpino che erano gentilissimi ed erano sempre a dirmi "Ah Valentì, rilassate!". Poi niente, ieri sera son crollata alle 9 e mi sono risvegliata alle 9:30 di stamattina.

Ma il vero scoop è che non sono più vegetariana. Oggi a pranzo con dim ho mangiato tre moules di proposito. E mi sono anche abbastanza piaciute. Non vuol dire che quando torno mi metto a mangiare le lasagne, però è sicuramente da segnare sul calendario.

A presto con le foto.


mercoledì, marzo 16, 2005

Beh, ieri sera mi chiama dona e mi lascia un messaggio in segreteria: "valeeeeee ahooooooo, ici c'est le bourdeeeel, ahooooo, me serve un tagliere nero per 'sta cenaaaaa, richiamami, richiamami, ahooo, mi raccomando"
Poi dopo un po': "ah valeeeee, sempre la segreteria c'haiii? richiamame!"
Insomma la richiamo e mi voleva proporre di andare a lavorare con lei al Salon Mondial du Tursime a Porte de Versailles, allo stand dell'Italia.
Il tagliere era ovviamente un tailleur  e la cena una fiera.
Io alla fine sono allo stand della Campania e okay che la mia nonna è di Santa Maria Capua Vetere (che non sono neanche sicura si chiami proprio così) ma io quando hanno cominciato a dire: allora, qua i depliant di Avellino volevo dire: ma avellino non è in Sicilia? Vabbè, la mia ignoranza geografica è risaputa (vero sph3rello?), ma credevo di esser migliorata.
Comunque, ho passato la prima ora a leggere i depliant per fare un figurone  domani, che si apre al pubblico. La seconda, faccio col mio responsabile: posso aiutare? E lui mi fa: che vuoi? con st'accento napoletano...e io: no niente, se potevo aiutare...Allora, tipo impietosito, mi fa: vieni che chiamiamo quelli dei fiori, perché lui non parla il francese pare. Dovete sapere che mezz'ora prima era passata una tipa con un cappellino da aviatore a chiedere se volevamo fiori, insegne pubblicitarie, piante, adesivi, qualsiasi cosa, e noi le avevamo dato appuntamento per le sei e mezza, e lei si era tanto raccomandata di aspettare proprio lei, perché lì erano in tante a fare quel lavoro. Bene, mi dà il telefono e chiamiamo invece questa biondona che sul suo biglietto da visita ci si è stampata la sua faccia (con annesso decolleté, che, ahimé, non so come si scrive); questa in un nanosecondo arriva con la sua bicicletta e inizia a gridare che parla anche l'italiano, quindi il mio ruolo diventa semplicemente quello di dare il mio parere su quali piante sono meglio. A questo punto arriva la donnina col cappellino da aviatore, questa volta incazzata come una pantera, che mi chiede come mai il messieur sta ordinando piante da un'altra. Io cerco di spiegarle che stavamo facendo un giro di telefonate per avere i preventivi e le due iniziano a litigare, gridandosi addosso come pazze, e con l'aviatrice che mi guardava e mi faceva: ecco, lei mi ruba le persone, io posso anche stare a casa no? lavoriamo su commissione...Poveretta la vamp, in realtà era proprio passata prima lei, la mattina.

Comunque solito, tutti io i matti.

Mi sa che ci rileggiamo dalla settimana prossima. bacini.


martedì, marzo 15, 2005

Oggi è una giornata meravogliosa. No, seriamente. C'è un sole che spacca le pietre e una temperatura ideale per andare a Place des Vosges. Peccato che io sia in ufficio. Oggi è venuto Monsieur F. che per tipo la centesima volta ha visitato casa mia alla ricerca dei possibili danni che avrei potuto causare alla ChateletCasina durante l'anno, ma anche impegnandosi non ne ha trovati (o ha fatto finta di non vedere la moquette, che da bianca è diventata nera). Poi mi ha detto che mi trova più a mio agio. Par rapport à quoi? Al francese. Ah ecco. Perché lui a mio agio non mi ci mette di certo, dandomi del voi e arrivando ogni volta superfighetto con tre giacche e due cravatte praticamente.
lunedì, marzo 14, 2005

Finalmente a Parigi è arrivata la primavera. Sospetto sia solo di passaggio però. 
Ieri quando mi sono decisa ad aprire la finestra mi sono accorta che non era poi così freddo. Quindi mi sono vestita e sono andata alle Tulieries, lasciando a casa il cappotto. Ingenua a non pensare che tout le monde aspettava questo momento da tipo cinque mesi, e che quindi mi sarei dovuta litigare una delle seggioline verdi con fiumi di turisti e una folla di parigini. Comunque se ti allontani dalla fontana centrale con le barchette poi qualcosa trovi sempre, e infatti mi son seduta lì a studiare, diciamo. Dopo una mezz'ora però a star fermi era comunque freddo, e quindi sono andata a far piuttosto una passeggiata. Anche piacevole, direi. Con questo cielo limpido e senza la preoccupazione di doversi infilare nella prima metro che capita perché con questo freddo non ci si sta.

E anche oggi c'è il sole. E ho fatto colazione con il croissant. E sono arrivati i libri che avevo ordinato su amazon.fr per la mia tesi, senza spese di consegna. E son molto più grossi di quel che pensavo.


venerdì, marzo 04, 2005

 Ieri ho fatto una figura all'edicola....Tornavo dal mio corso all'Alliance, e la prof. si era tanto raccomandata di leggere Le Monde perché è da lì che traggono praticamente tutti gli articoli d'esame, così vediamo come sono strutturati e tutto, e quindi mi fermo all'edicola e lo prendo, quando vado per pagare quello mi fa: non vuole questo che è appena arrivato? E io un po' stupita che venisse rifornito di Le Monde a metà giornata gli dico: perché, è diverso? (pensando alle baguette appena uscite dal forno rispetto a quelle che son state lì tipo mezza giornata e son già mollicce, o secche) e lui: c'est du jour, dice guardandomi con aria di compatimento, come si potrebbe guardare una che a venticinque anni non ha mai comprato un giornale, e intanto mi sfila dalle mani il giornale del giorno prima e mi dà quello nuovo. Brav'uomo. E' che, si sa, non sono famosa per esser mattiniera, e come mai potevo sapere che Le Monde è un giornale du soir? visto anche che delle due prendevo Liberation  o l'Humanité...

Oggi invece in metro un tombolotto meraviglioso coi capelli rossi gli occhi azzurrissimi e pieno pieno di lentiggini aveva perso il suo cappellino Lacoste. Quindi gli dico: forse hai perso qualcosa? e gli indico il cappellino verde in terra. E lui: uh? Dico: è tuo quello? Lui, che stava a guardarmi col nasino all'insù, si è voltato velocissimo, gli ha dato un'occhiata, poi mi ha riguardato e ha detto: Oui. E poi è tornato a guardarsi intorno lasciandolo lì in terra, e ha ricominciato a leggere i nomi delle stazioni che seguivano: saaant-suuuulpìs-ssantplaaaassìd (Saint Sulpice e Saint Placide n.d.V.)


mercoledì, marzo 02, 2005

Questa tra l'altro è dedicata ad Ale.



Allora, ho pensato che è l'ultimo periodo qui à Paris e la mia ultima possibilità almeno per quest'anno di fare un corso...così stamattina sono corsa ad iscrivermi al corso intensivo di preparazione al DALF tipo 10 minuti prima che iniziasse. Ci ho ritrovato la coreana che avevo conosciuto al test d'accès au DALF. E un assortimento di matti come al solito. Ci sediamo tutti quanti in semicerchio, modello alcolisti anonimi; poi arriva questa brasiliana dai guanti di dalmata e la borsa di tappeto persiano e cosa fa? Si siede al centro, tipo logo dell'Infasil.

 

Vabbè. L'insegnante ha una media di tre parole al minuto e un volume di voce di meno quattro decibell e quando faccio domande di grammatica cerca di farmi capire che ho sbagliato corso, che quelle si fanno un paio di livelli più indietro ma nessun problema, ce la faremo.  Altri compagni: una francese che finge di essere cecoslovacca, una croata che dice di parlare italiano e mi parla in croato, un cinese-distributore-automatico-di-proverbi-cinesi che, a domanda perché fai questo corso? risponde: un giorno servirà a qualcosa

Speriamo.


lunedì, febbraio 28, 2005

Emporio Armani Paris 

Questa è la foto che ho fatto per il mio articolo sull'Emporio Armani, e ne vado molto fiera. Della foto, non dell'articolo.
Ieri sera abbiamo visto Neverland. Chi mi aveva detto che era fatto bene? Lasciamo perdere, va là. Se ieri sera uscendo dal cinema mi sembrava di aver trovato qualche lato positivo oggi non me ne ricordo più nessuno. Ah sì, la pièce di Peter Pan messa in scena nel film, quella è fatta benissimo.


giovedì, febbraio 24, 2005

 Okay, so che forse a voi ve ne frega anche il giusto di tutte le mie avventure bibliotecarie, ma vorrei aprire questo nuovo capitolo sulla biblioteca del Centre Pompidou, dove sono andata stamattina. Premetto che c'è una coda perenne per entrare. Sì, avete letto bene. Coda perenne per entrare. E io ne ho fatta giusto giusto un'ora. Dopodiché, pam-pam, in un nanosecondo adocchio gli indici de Le Monde, acchiappo 92, 94 e 98, vado dall'omino, e questo mi porta cosa? I microfilm. Sono molto fiera di questa nuova tappa. Così cerco gli articoli che mi interessano e dopo essermi fatta spiegare per un quarto d'ora come stampare gli articoli da internet decido che no, voglio le pagine vere e proprie del giornale e non soltanto i testi, quindi vado dal tecnico (che poi era una lei ipervacca) e inizio a fare le mie stampette. Avreste dovuto vedere il mio sorriso falso-modesto quando la mia vicina di stampe-di-microfilm mi ha detto: ma le tue stampe sono perfette! (che già è ridicolo perché si fa pure fatica a leggere da tanto fanno schifo, ma è il massimo che si puo' ottenere dal microfilm a quanto pare).
Poi niente sono andata all'accueil per chiedere se
"Est-ce que vous avez les inrockupt-...hmmm....ehm....les inrock-...hmmm...les in-rock-upti-bles?" e sì, c'hanno pure quelli, pero' solo in microfilm e stampare tutto diventa un po' cher...vedremo. Anche perché il coraggio di fare una fila di un'ora per entrare con questo freddo porco, bisogna trovarlo.

Per passare ad argomenti (forse) più interessanti, l'altra sera ho visto Mar Adentro, il nuovo di Amenabar, che è sì bello ma molto schierato. Voglio dire, non è una critica, ma io non sono sicura di essere d'accordo con lui e quindi un certo distacco mi rimane, forse, a differenza per esempio della mia vicina di posto che piangeva come una fontana e ogni tanto coi suoi singhiozzi mi faceva pure un po' paura.
Ieri sera invece abbiam visto Mon ami Machuca, che ha dei momenti proprio belli, tipo i bimbi che bevono il latte condensato sulla riva del fiume, però in generale, a dispetto della mia consistente ignoranza sull'argomento (è ambientato negli anni di Salvador Allende in Chile) l'ho trovato pieno di stereotipi proletariato/borghesia, un po' come sinistra/destra in Caterina va in città, e tutti questi stereotipi mi hanno proprio stufato. Cioè tutto questo disprezzo gli uni per gli altri, davvero, cheppalle. Però ecco poi penso alla nostra destra e okay, magari anche il disprezzo ha un suo perché, certe volte.


mercoledì, febbraio 23, 2005

Eccola, la mia biblioteca: si chiama Malreaux, o una cosa così, ed è a Saint-Placide. Ha tutti i Cahiers du cinema, tutti i Positif, tutti gli indici, puoi prenderti i volumi da solo, rimetterli a posto, riprenderteli se hai scordato di fotocopiare una pagina (cosa che mi capita in continuazione), non c'è fila per fare le fotocopie e tutti sono gentilissimi. Yuppy!  
lunedì, febbraio 21, 2005

Ieri sera, dopo aver letto tipo 100 pagine abbondanti del libro della Testa sul mestiere di copywriter, che con i suoi esempi non fa che parlare di merendine che si chiamano Dolci Favole della marca Golosoni o di shampi Shirley o di creme per brufoli Brufolix, ho pensato che andare al cinema me l'ero proprio meritato, e così alle 21:45 apro il mio Pariscope, vedo che alle Halles c'è Vera Drake, che mai nessuno mi avrebbe portato a vedere, mangio un toast in tipo trenta secondi e vado. Ora, sapevo che era un film drammatico però è proprio drammaticissimo. L'attrice che ha vinto il leone d'oro, che non mi ricordo come si chiama e non ho voglia di cercarlo, altro che leone d'oro, uno zoo tutto d'oro doveva vincere, è pazzesca. Mi son commossa ovviamente.
Stamattina invece prima di venire in ufficio passo in posta per spedire la disdetta della mia casina (di nuovo! sigh sigh sigh) e l'application per il Festival di Edimburgo, e quella mi dà questo francobollo:

La poule

Posso io spedire un'application per un lavoro appiccicando un francobollo con una gallina, con su scritto pure La poule? Ecco, io direi che magari anche no.


venerdì, febbraio 18, 2005

Ed eccomi di nuovo qui, più mattiniera che mai. Ho avuto qualche giorno, come dire, impegnativo. Lunedì avevo il test d'ingresso ai corsi della Mairie, poi mercoledì quest'altro test d'ingresso al dalf (sì, c'è un esame d'accesso per fare un esame, rendiamoci conto). Poi ieri ho iniziato sto corso alla Mairie appunto, livello 5 ragazzi, capito? Ovviamente sono come sempre l'ultima della classe, anche in senso geografico nel senso che sono arrivata tardissimo coi polmoni in gola e mi son andata a sedere in fondo in fondo, dove ho trovato, toh!, Oriol, spagnolo che ha fatto il 4 con me a Chatelet (il 5 è a Corvisart, vicino Place d'Italie). Abbiamo una prof che mi piace molto, mi fa spaccare in due dalle risate, e comunque a quanto pare anch'io sprizzo simpatia perché quando ho detto il soggetto della mia tesi si son messi tutti a ridere....Mah. Sarà che son tutti in DEA, Doctorat ou je ne sais pas quoi, mariés et avec des fils, però vabbè ho detto "la critica su Tarantino" non "le forme narrative del cinema porno" no? ( e con questa frase acchiapperò almeno una ventina di clic da google).
E poi sentite, chi l'ha detto che Parigi è grande? Ieri vado alla Bibliothèque Fourny per fotocopiare dei Cahiers che avevo ordinato ieri l'altro. Ne avevo chiesti tre. Due erano sbagliati (questo per dire che Fourny, per quanto bella, e dotata di guardiano uscito direttamente da HarryPotter - Lalla dai come si chiama, quello col gatto... - non è poi tanto diversa dalla stragiàcitata SalaBorsa). In ogni caso stavo dicendo che a Fourny incontro Mara, e okay, quella è la biblioteca delle arti e Mara fa il dea in architettura; però poi l'accompagno a casa e incontro altri due per la strada; arrivo al corso e tho!, come dicevo, Oriol è in corso con me. Senza contare che ieri l'altro ho incontrato Paloma al supermercato. Cioè incontro più gente di un parigino.
Ultima news: mi son tagliata i capelli (very interesting), lo so, ce ne avevo proprio bisogno, come ha detto anche viki, son andata come sempre da Salvatore, che tutte le volte poi mi guarda rasserenato e fa: va molto meglio, vero? (Salvatò, peggio non poteva andare, quindi...) Sì -sì, gli dico,
molto meglio, grazie.


sabato, gennaio 29, 2005

 "Démons et merveilles
Vents et marées
Au loin déjà la mer s'est retirée
Et toi
Comme une algue doucement caressée par le vent
Dans les sables du lit tu remues en rêvant
Démons et merveilles
Vents et marées
Au loin déjà la mer s'est retirée
Mais dans tes yeux entrouverts
Deux petites vagues sont restées
Démons et merveilles
Vents et marées
Deux petites vagues pour me noyer."

venerdì, gennaio 28, 2005

"La passion est cette forme de l'amour qui refuse l'immédiat, fuit le prochain, veut la distance et l'invente au besoin, pour mieux se ressentir et s'exalter."
mercoledì, gennaio 26, 2005

"if you ever feel neglected
if you think that all is lost,
I'll be counting up my demons,
hoping everything's not lost,
everything's not lost"



Ieri ero alla Biblioteca Fourny a studiare, metro Saint-Paul. E' meravigliosa. La mia ignoranza in campo architettonico mi impedisce di essere più precisa, ma faceva molto Castello di Harry Potter, con tanto di omino che ti timbra la scheda uguale a quell'omaccio col gatto...presente? Vabbè. Comunque ero li' seduta, con la mia bottiglietta di Evian (del rubinetto) davanti, e una non mi viene a dire di togliere l'acqua dal tavolo perché non è chic? Giuro!!


giovedì, gennaio 13, 2005

 Dunque, prima di Natale vi avevo detto che qui la gente è meno stressata per le compere natalizie? In realtà è soltanto che tengono in serbo l'isterismo per il periodo dei saldi, che è iniziato ufficialmente ieri. La gente impazzisce. Tutti sanno esattamente quando iniziano, la metro è tappezzata di affiches Galeries La Fayette, BHV e Printemps che invitano a fare uno shopping senza freni (come se con i saldi avessero poi dei prezzi un po' più umani), ragazzine di ogni età riempiono tutti e dico tutti i negozi di Rue de Rivoli. A me piace anche fare shopping, cioè quando trovo qualcosa che mi piace son anche proprio contenta, sarò consumista, sarò una bridgetjones in cerca di gratificazioni, sarò in balia dei bisogni artificiali creati dalle pub, ma è così....però ecco, questa euforia e questo casino mi danno ai nervi nel giro di cinque minuti, quindi finirà che aspetterò che i negozi si svuotino nuovamente, e non ci sarà più nulla. per lo meno della mia taglia.

No, non è vero, mi farò coraggio e contribuirò a svuotare le boutiques di tutta Parigi. A partire da oggi pomeriggio.
No, non è vero. Ho già comprato una gonna, lo ammetto.


lunedì, gennaio 10, 2005

Eccomi qui. dicevo che nei giorni scorsi ho visto Le soeurs fachées con Paloma, una commediolina francese, normale, carina, e poi con Dim Les temps qui changent, con Gerard Depardieu (che non sto a controllare come si scrive perché chissene) e Catherine Deneuve (idem). Il film è quello che è, cioè boh, stile Muccino vogliamo dire? Però ragazzi, Gerard Depardieu è me-ra-vi-glio-so. C'è un dialogo in cui confessa al marito di lei che è venuto a cercare di rubargli la moglie che è veramente spettacolare...
Per il resto niente, ho passato un we praticamente chiusa in casa (esami bientot)...però sono andata al Footsie, un locale vicino alla borsa, gentilmente consigliato da ParisPasCher che mi ha regalato la Lalla, in cui i prezzi dei cocktails e tutto il resto si leggono su degli schermi attaccati al muro e cambiano tipo ogni tre minuti grazie ad un programma collegato alla cassa che fa scendere di prezzo le cose poco richieste e salire le più gettonate, con tanto di striscia informativa che passa al di sotto modello TG2: "coca-cola: +40, eau Perrier: -20"...mitico. Chiaramente ho preso una birra belga sconosciuta a 3,20, che mezz'ora dopo costava 3,80.
Yuppy!


lunedì, gennaio 03, 2005

Parigi...a Parigi è freddo ma c'è il sole da un paio di giorni. Io mi sento strana. Il servizio civile è finito, per la prima volta nella vita ho finito e iniziato qualcosa. volevo dire iniziato e finito, ma poi è uguale. A Roma ho rivisto le ragazze che quest'anno sono state sparse per l'Europa come Mara e me. Diverse di loro restano altrove, non tornano in Italia, almeno per un po'. Ora inizio il Leonardo. Fa effetto, anche se nella pratica non cambierà quasi niente: continuo a lavorare qui. Solo che ora mi rendo conto un po' più realisticamente che come è finito l'SCVI finirà il Leonardo e dovrò rientrare. Tornerò anche volentieri, perché mi mancate, e perché Bologna mi piace, ma sono cambiamenti che ogni volta si sentono. E' diverso perfino tornare per qualche giorno, a seconda di quanto resto, chi di voi c'è o non c'è, quello che ho da fare. Questa volta pensavo di essermi organizzata così bene per vedervi tutti uno per uno, eppure mi sento che sono passata di corsa, ripartita nel momento in cui si riprendevano i discorsi. Lo so che ci sentiamo per telefono, e che ci siete, e tutto, ma sarei voluta venire anch'io a vedere l'Amleto della Tiziana con gli ombrelli, avrei voluto passeggiare un po' di più per il centro, andare a mangiare dal mio indianino di via Petroni e prendere una pizza da asporto alla Brace per vedere se mi riconoscono ancora. Prendermela con Gianni, che guadagna troppo e in inverno è sempre chiuso, stupirmi di quanta gente c'è per strada la notte, che Parigi invece è vuota, e rifiutarmi di andare all'Empire anche se c'è l'happy hour perché no, l'Empire no! Però vabbè, avremo modo quando torno...perché sì, torno presto stavolta, fine gennaio inizio febbraio, tipo 29-12 è un'idea, ma non ditelo a nessuno che devo ancora parlarne anche col Direttore...e allora saranno equinozi e scuderie a gogò...vero?
Avevo in mente un post diverso, perché quando sono in metro a volte ci penso ai miei post, ma va bene così. Inizio l'anno diciamo ottimista. Con tante cose in più rispetto all'anno scorso (anche in meno, tipo il computer, ma questa è un'altra storia....con un seguito tra l'altro, ma ve lo racconto prossimamente), ma con tante cose ancora da fare....
A voi auguro una banale pace, da guardare alla tv e da avere intorno, e dentro, sempre. e di chiedervi e trovare i vostri perché.




giovedì, dicembre 16, 2004

Ieri pomeriggio sono uscita prima dall'ufficio per fare qualche giretto di Natale con Ale (no non vi porto niente), devo dire che qui la gente è meno stressata per le compere natalizie, cioè non si strappano le cose di mano e non li vedi carichi di sporte piene di regali forzati , ci sono meno code e tutto...Comunque, poi sono stata all'ultima lezione del corso di francese prima di Natale dove c'era una specie di festa con tutte le classi, i prof, e naturalmente la nostra affezionata portiera indiana, che credo lì ci viva proprio perché verso le otto si inizia sempre a sentire questo profumo di curry e ristorante indiano che sono sempre lì lì per autoinvitarmi a cena...beh insomma, molto carino...poi con Paloma, spagnola di Siviglia in corso con me, siamo andate a vedere Bridget Jones: dovevo farlo. Due o tre cose mi han veramente fatto spaccare dalle risate...e soprattutto ora so cosa voglio dal mio prossimo viaggio: un omelette con i magic mushrooms
lunedì, dicembre 13, 2004

Beh, ho passato un week end produttivo. Intanto non vi ho ancora detto che giovedì scorso siamo andate a vedere La Calandria di Bibbiena al Louvre, con la mise en scène di Maurizio Scaparro. Beh per cominciare dall'inizio non vi ho neanche detto che sono stata con una classe italiana a fare un tour per i luoghi "italiani" a Parigi e la guida poi recitava in questo spettacolo al Louvre, dunque mi ha detto che mi avrebbe tenuto due posti. Beh non si è dimenticato di me? Quindi arriviamo e facciamo la figura delle due che si vogliono intrufolare alla serata vip...comunque alla fine riusciamo ad entrare e becchiamo pure due bei posti in prima fila. Che donne piene di risorse.
Poi venerdì ho visto il mercatino di Natale di Nation, qui dietro l'ufficio, e sabato quello di Saint-Lazare, di fronte alla gare.
Sabato sera Maria, pleine de grace, che mi è piaciuto. Che mi ha fatto stare male. E' proprio verosimile e...insomma non ha quei toni sensazionalistici e...dai, non è Traffic, che okay è fatto bene ma già soffre di quelle inquietanti presenze tipo Catherine-Zeta Jones e Michael Douglas, che in due non riescono a totalizzare tre espressioni facciali, e poi era comunque superincentrato come sempre sul lato USA della faccenda, e, vogliamo dirlo?, cheppalle. So che in Italia il titolo ve l'hanno lasciato Maria Full of Grace, e capisco che è più commerciale, però penso che un sacco di persone finiscano per perdersi il riferimento. Maria piena di grazia. Non era un bel titolo in italiano? No, seriamente. Tanto più che Maria indossa una piccola croce d'oro al collo, tutto il tempo:

E poi domenica pomeriggio con Ale siamo andate a prenderci la famosa cioccolata in tazza di Angelina, che come vi ho detto dicono sia la migliore di Parigi, e come direbbe qualcuno:

"That's a pretty fucking good [chocolate]. I don't know if it's worth [6,5 eurini] but it's pretty fucking good."

Sapreste trovare le parole mancanti e dirmi a che film ci riferiamo? Mister è escluso dalla competizione, ovvio.




mercoledì, dicembre 08, 2004

Venerdì pomeriggio ho chiamato Monsieur F. per dirgli che volevo tenere la mia casetta altri cinque mesi. Non c'era, gli ho lasciato un messaggio sul repondeur, che diceva che non avrebbe mancato di richiamare. Non ha richiamato.
Lunedì pomeriggio lo richiamo e gli dico Monsieur F., allora? Lui dice ho parlato con la mia collega non l'ha richiamata? Dico Eh no. E Lui: vi faccio richiamare tout à l'heure. Okay. Non ha richiamato.
Ieri pomeriggio lo richiamo e gli dico molto gentilmente Monsieur F., mi spiace disturbarla ma qui io avrei bisogno di una risposta. E lui: la richiamo entro mezz'ora al massimo tre quarti d'ora. Non ha richiamato.
Stamattina l'ho richiamato e gli ho detto Eh-ehm. E lui: ah, dovrebbe mandare una raccomandata con ricevuta di ritorno.
Cioè, Monsier F., non è che abbiamo un appuntamento galante e tu ti fai negare, non so se hai capito. E' questione della mia casa. O è sì o è no. Non è difficile.

In tutto questo, mentre aspettavo la chiamata di Monsieur F., mi ha chiamato la Police, con cui ormai ho stretti rapporti di amicizia, ci manderemo anche gli auguri di Natale, che mi ha detto: sapete, abbiamo trovato della merchandise. A lei cosa hanno rubato? Dico beh, computer, macchina fotografica...e lui: ah, no. Ma degli occhiali no? No, dico. E il cellulare? No, dico (Comunque se me lo vuol dare...). Ah beh, computer e macchine fotografiche non ne ho...allora niente.
Ma scusa, vi pare che mi debbano fare le finte? Voglio dire la denuncia l'avete no? Mi hanno rubato un computer e mi chiamate perché trovate degli occhiali da sole? Ma chi siete, la polizia del villaggio dei puffi? Andate ad acchiappare Gargamella, valà.

Cioè, la gente è matta.








 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


lunedì, dicembre 06, 2004

Sabato sera siamo stati in al Mont-Olympe, un locale con musica greca dal vivo, e con un sacco di gente che danzava, io e mara avevamo deciso di ubriacarci per festeggiare che restiamo ma un verre costava tredici euro e quindi abbiamo rimandato...comunque è un posto incredibile. Quando siamo arrivati ci ha aperto un omino in giacca e cravatta, serissimo, che ci ha guardati come se stessimo entrando in casa sua. Ci ha fatto sedere poi dopo tipo un quarto d'ora ha detto: vi avevo detto che vi avrei spostato vero? cosa che non ci risultava ma okay, e quindi siamo andati in questo tavolo ipersfigato affianco alla porta che però aveva una vista molto migliore sulla percosiddire pista da ballo...e devo dire che a guardarli ballare t'incanti...dopodiché ci siamo fatti una passeggiatina da Grand-Boulevards a Chatelet, passando per Arts et Metiers, molto carina, per le stradine vuote vuote tranquille tranquille del marais-nord, senza che mara riuscisse a trovare casa sua tra l'altro...e poi niente, la domenica gratis dei musei me la sono fregata così perché abbiamo fatto le cinque e domenica ero stanca + dovevo ridare un'aria decente a casa mia, non che ora sia in ordine ma perlomeno si riesce a distinguere il letto dalla tavola...anyway, buona settimana!


venerdì, dicembre 03, 2004

resto, fino a maggio 2005. à bientot!
giovedì, dicembre 02, 2004

voglio restare. restare restare restare.
martedì, novembre 30, 2004

On danse au Louvre

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

non vi ho detto che l'altro giorno siamo andate al Louvre a vedere On danse au Louvre, un'anteprima di uno spettacolo che faranno al Palais du Chaillot in Gennaio...un'idea geniale, uno spettacolo emozionante, che ti prende proprio. Peccato i problemi organizzativi... cioè: scegliere sale più grandi, please, oppure prenotazioni obbligatorie, che tra l'altro escluderebbero anche i noiosi passanti che si mettono a ridere o a chiacchierare: voglio dire, okay, avete pagato 8 euro di biglietto d'ingresso e vi rode, perché in realtà preferivate spenderli lì di fronte da Angelina che, dicono, fa la ciocolata migliore di Parigi, ma già che ci siete almeno che ne so, fate finta..
Beh insomma era uno spettacolo itinerante, con tre momenti in tre punti diversi, e l'ho trovato veramente geniale perché a parte la difficoltà oggettiva di muoversi in quel museo, che ti ci perdi per forza, è comunque un modo per avvicinarvisi, perché è immenso, e a volte ti fa un po' paura, ti scoraggia. Invece già che c'ero alla fine sono rimasta un'altra oretta, ho ammesso a me stessa che devo abbandonare il mio antico e titanico progetto di visita per cui avevo comprato la guida della parte egizia e mi ero imposta di finire quella prima di iniziarne altre (cioè, tipo 12 sale su 360, ma dove vuoi andare?), e mi sono abbandonata a visite più cool, affidandomi alle fiches delle sale, senza una vera guida, e al fascino che comunque ti circonda, anche se a volte non ci capisci proprio un cazzo e ti domandi se sei tra le antichità greco-romane o tra i neoclassici francesi (oh, a me capita - e comunque poi in qualche modo mi raccapezzo, cioè vedo spuntare un'atena nike o un la fontaine tipo stella polare...).



lunedì, novembre 29, 2004

Questo we niente cinema, ci credete? ebbene sì. Ieri però ho visto due mercati che mi mancavano: il mercato del biologico di boulevard Raspail e il marché de la creation di Edgar Quinet...è che i mercati mi piacciono perché "il y a dans les yeux des hommes quelques choses qu'il n'y a pas dans les cathedrales", come dice Modigliani in Montparnasse 19 (riciclo vecchie visioni)...e poi avrei voluto parlare con tanti di voi tipo ET-telefono-casa ma non ci sono ruiscita, la Vale ha dato buca al mio appuntamento telefonico "hola, somos Valeria e Vivian..."....cioè uno chiama negli Stati Uniti e gli risponde un repondeur in spagnolo...boh?, quell'altra è rimasta a Fi dio solo sa a far cosa, con viki bisogna prendere un appuntamento modello mutua, sei mesi prima, perché è la donna più impegnata del mondo...vabbè dai scherzo, ci sentiamo la settimana prossima...
poi niente cinema anche perché siamo messi così...che ieri sera chiamo una persona che preferisce restare anonima per ovvi motivi che ora scoprite: le faccio Oh, t'interessa l'ultimo Chabrol? e mi risponde: ah, cos'è, un nuovo formaggio? cioè okay...
per il resto...sabato sono andata ad una coànferenza organizzata dall'associazione dei friulani in Francia....ero un po' spaventata..mi son detta saicheppalle...e invece era interessante, c'era questa ricercatrice dell'Università di Perugia...e pensate ho scoperto che nello Zingarelli 2005 c'è la parola ACE. Cioè, l'ace il succo di frutta. Ma mi chiedevo: quali sono i criteri per essere inclusi? pensate che riuscirò a far includere
guglare
stabilottare
sanduicciare
?
state diffondendo?









venerdì, novembre 19, 2004

Beh, kalimera.
Ieri mentre andavo a tagliarmi i capelli da Salvatore ho pensato che non avrei mai imparato la parola scalare in francese. Poi mentre mi faceva lo shampoo e stavamo parlando di come tagliarli la dame accanto, che me li aveva tagliati l'ultima volta (pessima- infatti ieri mi son fatta furba e ho detto: c'è posto con Salvatore? perché se no vengo domani...eh eh, ventiquattr'anni spesi bene), si è messa a ridere, anche piuttosto sguaiatamente per dirla tutta, e ha detto, piegandosi proprio in due dalle risate sulla testa insaponata che aveva davanti: "ah ah, en italien degrader c'est scalaré, comme escalier!" Già. Divertentissimo no?





martedì, novembre 16, 2004

Ieri sera cinema: La confiance regne, una commedia. carina.
Sabato invece a Bruxelles abbiamo visto L'Equipier, che pero' non mi è piaciuto tanto. Una favoletta senza genialità.
Mercoledì scorso al Latina, in compenso, mi sono vista Dias de Santiago, e quello sì che è un bel film, che vi consiglio proprio. questa è la
storia: "Santiago Roman, jeune militaire péruvien de 23 ans, a récemment été démobilisé. Fier d'avoir combattu les narcotrafiquants et les terroristes, il retourne à Lima. Contre toute attente, il se heurte alors à une vie urbaine hostile, décadente et chaotique où il n'a plus sa place."  La voce off  (non over vero? ma quanto tempo è passato dai tempi di bisoni&menarini (sembra una marca di biscotti)?) ci sta proprio: toccante.

Qui, oggi, si festeggia la fine del ramadan: Rachida ha portato dei mitici dolcetti algerini.




lunedì, novembre 08, 2004

 

 

 

 

Ieri sera concerto di Glykeria al Théâtre de la Mutualité.
Poi ristorante greco vip, con lei che viene a mangiare. Solo poi mi dicevo, tanto vip si vede non è, com'è che noi a piedi siamo arrivati molto prima di lei? manco un taxi le hanno dato?



mercoledì, novembre 03, 2004

L'omino delle schede telefoniche ci ha venduto una scheda per l'europa dell'est. Cioè, l'Italia è compresa tra i paesi dell'est. Cioè okay i punti di riferimento, però boh...
Ils sont fous ces français.



martedì, novembre 02, 2004

Un giorno di vacanza in più si sente. Venerdì sera siamo state a vedere Montparnasse 19, un film su Modigliani al Louvre, l'ho trovato un po' troppo sdolcinato e incentrato su 'sta storia d'amore che alla fine chissene, però non era malissimo. Poi niente sabato c'era una cena con tout le monde dalle ragazze, che avevano paura crollasse il pavimento, poi domenica Salon du Chocolat, una specie di Eurochocolate ma molto meno carino, anche perché si pagava per entrare, dove ho impezzato l'omino di Amadei e dopo un quarto d'ora di impezzamento sono riuscita a farmi regalare due cioccolatini. Lui era tipo toscano e ha detto che un mese fa era stato a Bologna appositamente per andare da Gianni ad assaggiare il gelato...ecco, il gelato di Gianni è una delle cose che mi manca di più di Bologna...Poi niente domenica sera Delicatessen, un vecchio film di Jeunet (naturalmente in occasione de Le fiançailles stanno facendo le retrospettive...) che ho trovato proprio carino, fiabesco come sempre, con queste belle scenografie...Ieri poi ho scoperto un mercato dei fiori carino carino vicino alla senna, cioè lo conoscevo già però non l'avevo mai beccato con tutte le bancarelle aperte...


venerdì, ottobre 29, 2004

Se avete delle case affidatele alle agenzie immobiliari: così state SICURI che sapranno SEMPRE come rompere i coglioni ai vostri inquilini. Oggi ho ricevuto una nuova lettera minatoria della mia agenzia che dice che passeranno il mio dossier al loro huissier. Non sapevo neanche cosa volesse dire, ho dovuto cercare sul vocabolario: ufficiale giudiziario. Maddai...
Ho chiamato, quella ha detto che in effetti sì, ce l'avevano l'attestazione dell'assicurazione, e io le ho detto Bella mia (cioè non proprio), se me lo metti per iscritto, perché non è che mi puoi inviare letterine così una volta alla settimana, e lei tutta seria Je suis vraiment desolée...ma tanto lo so che la settimana prossima s'inventano qualcos'altro per angosciarmi...


martedì, ottobre 26, 2004

Ieri sera sono andata a vedere Les 400 coups all'MK2 Odéon. Sempre meraviglioso. Peccato che fosse difficilissimo, il professore parla come se avesse un intero sacco di patate in bocca, e i genitori di Antoine fanno a gara a chi parla più veloce.
Parigi la notte è stupenda. Anche se ora hanno messo una croce enorme orribile e bianca davanti a Notre-Dame per Ognissanti o come si dice. Un po' come mettere un porcile in piazza Santo Stefano, stesso effetto.

"Tes parents disent que tu mens tout le temps.""
"Tout le temps...je mens...de temps en temps quoi."




martedì, ottobre 12, 2004

Ah, e poi non vi avevo detto del vetro rotto in una delle due porte comuni del palazzo....cioè, bel quartiere.
lunedì, ottobre 11, 2004

Bonjour les enfants,
come state?
Io ieri sono stata al museo della moda, dove c'era un'esposizione di borse (che non era, come mi ha chiesto qualcuno di voi, a casa mia...), e poi con lo stesso biglietto potevamo entrare anche al museo della pubblicità, dove ci siamo incantate davanti ai video che trasmettevano pubblicità una di fila all'altra per delle mezze ore...ce n'erano alcune bellissime....era stupenda la campagna dell'Humanité: Dans un monde ideale, l'Humanité n'existerait pas era lo slogan e poi l'immagine di un uomo che dorme su una panchina affianco a un sacco di $oldi, oppure una sedia elettrica che in realtà è una poltrona da parrucchiere. Geniale. Devo dire che le nostre forze si sono esaurite in fretta e gli affiches non abbiamo neanche finito di vederli (bello quello per la campagna Paix au Vietnam, che cambiando una parolina si potrebbe anche riciclare...), dopo siamo state da flunch dove ho preso un piatto di puré e patatine fritte (ci vanno a nozze insieme, avete mai provato?), e poi ieri sera sono andata al Latina perché mi è venuto in mente che avevo detto al giornale che avrei fatto io la foto di questo bassorilievo della lupa con Romolo e Remo o non so cosa, solo che ovviamente l'avevo detto tipo lunedì e mi è tornato in mente ieri sera alle dieci e mezza, quindi ci sono andata e dovevate vedere la scena perché naturalmente non è che avevo avuto la buona idea di prepararmi e chiedere come si dice in francese bassorilievo o anche banalmente lupa, anche perché spesso lì parlano italiano...invece ieri sera c'era una festa e all'entrata c'era solo questo buttafuori enorme, un nerone di due metri per due, tipo, a cui balbettavo un po' di cose vergognosissima, anche perché avevo l'aria di una che si inventava cose per entrare gratis, tipo, non certo della fotografa di Focus. Poi tutta stupita gli faccio: ma lei non parla italiano? e qui avrebbe ben potuto darmi un pugno in testa e dirmi: perché, scusa, tu parli nigeriano?
Comunque lingua a parte devo aver l'aria molto parigina ormai perché sulla via di casa tale Christophe mi ha chiesto dov'era un internet café, e siamo poi finiti a parlare della VIRTUS e di Rigodo, e poi un altro mi ha chiesto altre indicazioni per Boulevard Sebastopol che molto precisamente ho fornito. Beh, a giorni scriverò la mia guida di parigi.




giovedì, ottobre 07, 2004

Ieri sera era il compleanno di Dona e quindi eravamo a cena a Passy (molto chic lo so, con la tour che clignotta a tipo duecento metri e te ne accorgi perché fa riflesso sulle finestre)...Ale ha (aveva) fatto un dolce con gli orosaiwa che vi farò quando torno (ci stiamo specializzando in cucina senza forno, e con pentole mignon e fornelli stupido-elettrici)...noi invece le abbiamo regalato un ombrello veramente fighissimo comprato dalla sottoscritta...degno di Passy insomma, nero, piccolo piccolo, superleggero e con una custodia grande quanto un portaocchiali (no non li vendo)...
...e quelle che fanno?

Dona: nerooo?! (Crepesuzette: )
Mara: io volevo prendertelo arancione! ()
(piccolo flashback: Crepesuzette nel negozio:" Mara, c'è solo nero..." Mara: "ah, vabbè dai va bene.")
Ale: bellissimo!! ma c'è anche rosa? ()







martedì, ottobre 05, 2004

stavolta hanno cercato di scassinarmi la buchetta della posta...eccheppalle.
Ieri sera abbiamo visto Le fate ignoranti sulla tv delle girls di Passy, v.o. (cioè italiano poi) con sottotitoli in francese: ho imparato tante parole nuove (tre o quattro, tipo), come flebo, grillo...vabbè.
Invece ieri pome ho fatto il test per il corso di francese della Mairie e all'orale tale Patrick mi ha dato 3+ (mi sembra di essere tornata al liceo, coi miei voti sui compiti di mate: 3e1/2, 4--...)
...e stamattina invece mi sono svegliata con raffreddore e mal di gola...UFFA...






lunedì, ottobre 04, 2004

oi, buongiorno...non so voi ma io ho un sonno assurdo...nel we ho dormito tipo 6 ore per notte che, lo so, per alcuni di voi va anche bene ma per me sei ore sono un pisolino pomeridiano, tipo, non certo il sonno del week-end, e quindi diciamo che sono ancora discretamente rinco. Comunque siamo stati alla nuit blanche...c'erano delle cose carine e altre meno, il problema in realtà erano certe file assurde (tipo: per entrare all'Hotel de ville 3 ore di attesa..ma dai)...comunque quello che mi è piaciuto di più è stato il video di questo Bill Viola (mi hanno detto che è molto famoso, conoscete?) dentro l'Eglise de Saint-Sulpice. Poi niente ieri Museo Marmottan, che mi è piaciuto molto, con Monet, Manet, Morisot...tra poco i musei da visitare scenderanno sotto i dieci...
Qui in rue Claude Tillier succedono cose strane; di fianco a noi c'è una scuola di arti marziali ma io sospetto che sia una copertura di qualcos'altro perché passando negli scantinati si vedono cinesi o coreani o non so cosa (non sono molto politically correct ma insomma) che cuciono e sembra un documentario sullo sfruttamento dei lavoratori...non so, magari prendono 2000 euro al mese ma hanno delle facce così tristi che mi deprimo ogni volta che ci passo...
Per il resto si preannuncia una settimana interessante, con la festa argentina al Latina domani sera, poi mercoledì compleanno di Dona e poi bisogna farci entrare qualche cinemino...oh, quando torno mi sa che in gennaio mi faccio due tesserine Lumière: sapete che soddisfazione sarà capire di nuovo i film parola per parola?



martedì, settembre 28, 2004

...non avevo mai notato il panino "italiano" che c'è dal nostro traiteur di fiducia: pomodoro, mozzarella e...mortadella.
giovedì, settembre 23, 2004

...e arrivare in ufficio, lasciare la giacca e la borsa, accendere il computer, cercare un eurino nel borsellino per andare pian piano alla boulangerie a comprare il pain au chocolat, e tornare sbriciolando modello Pollicino tutta rue Claude Tillier. Rientrare e sedersi al computer e voltarsi a sinistra e vedere il Signor Pensionato che rientra a casa con la spesa. Ora aprirà la finestra, girerà per la cucina e starà lì, a salutare il viavai dei soliti noti del quartiere, sorriderà, penserà, forse si sentirà un po' solo. Poi sarò distratta dal giardiniere José, che si fermerà a strappare un paio di foglie dagli alberi intorno alle vetrate dell'enaip...e mi metterò al lavoro.
A volte le abitudini mi piacciono.



mercoledì, settembre 22, 2004

E così ho messo online il sito nuovo. Non è che mi diverta proprio un mondo. Voglio dire okay, ormai ho imparato no? Penso che andrei più volentieri a fare la guida turistica. I problemi tecnici tipo una pagina che non funziona o un link che non va mi annoiano da morire. Ora sto cercando di fare la Newsletter (più cercando che facendo) e poi mi devo mettere sugli articoli per il prossimo numero, cosa che mi metterà in ansia da morire.
Vabbé non fateci caso è che è una giornata che mi gira così, d'altra parte dopo l'iperattivismo degli ultimi quindici giorni me li dovevo aspettare i miei momenti apatici...che poi le cose le faccio, ieri sera la cena con le girls, stasera le crepe con Annette, venerdì il film sulla biografia di Munch...è l'attitude che mi manca.
Poi ecco diciamo che mi sta anche assalendo l'ansia del ritorno: il 7 janvier 2005 lascio la mia chatelet-casina. Lo so che le mancherò un casino. Come farà senza di me a sporcarle la moquette, a farsi scassare la serratura, ad incasinarla tutta? Eh...e poi dai, anche io mi stavo abituando troppo bene a tutto. Alla mia boulangerie sotto casa, alle fermate della metro a destra e a sinistra che il lunedì è meglio a sinistra perché così mi prendo A nous, Paris ma gli altri giorni è meglio a destra perché si fa prima, a vedere il teatro di Chatelet dalla finestra, all'accampamento di clochard davanti a Franprix e al profumo di narghilé alla mela verde che mi sale in casa dalle 5 del pomeriggio a notte fonda. Cioè, ci sto proprio da dio, però vabbè, tornerò. Ne ho anche voglia. E' che boh.



lunedì, settembre 20, 2004

Viva il croissant nature delle nove e mezza di mattina. Peccato che il concetto di cappuccino, invece, sia completamente sconosciuto.
mercoledì, settembre 15, 2004

mi scordavo di postare la frase di De Paillieres di ieri sera che mi è piaciuta tanto:

"Une langue, quand on la connait pas, on s'ennui"



sono alla mairie del tredicesimo. sono tutti matti. ma ormai si sa.

ieri sera siamo andate al pantheon che c'erano De Pailliers (quello del film palloso dell'altra volta) e Frondon, che petit bonhomme...correva a portare il microfono a tutti...e abbiamo visto Le jour du desespoir di Oliveira...devo dire che il portoghese mi piace, e poi c'era l'attrice protagonista che era bra-vis-si-ma. non so chi fosse però, devo informarmi. Ora scappo, a presto.


venerdì, settembre 10, 2004

Voglio importare dal francese all'italiano questi due verbi
-googlare (in francese: googler)
-stabilottare (in francese: stabylotter).
Mi aiutate? Bisogna usarli e diffonderli il più possibile. Secondo me guglare avrà un gran successo, stabilottare è già più difficile ed elitario ma ce la faremo.



martedì, settembre 07, 2004

Ieri sera sono andata a vedere Adieu al Pantheon, che c'era l'anteprima...sono arrivata in anticipo per prendere i biglietti, poi mi sono seduta sui gradini...una tipa enorme ha iniziato a chiedermi delle cose, un po' non capivo un po' mi sembrava una pazza e quindi le faccio Eh, mi dispiace, non capisco...dopo cinque minuti arriva Michael Lonsdale o come si scrive e io lì a bocca aperta perché la sera prima l'avevo visto nel film di Ozon...ha una particina minuscola, il padre di lei, però è spettacolare...beh si avvicina e viene a parlare con la matta enorme che nel frattempo si era seduta sul gradino sotto al mio, la bacia, lei gli dice qualcosa e lui: mais no! c'est adieu! Cioè quella era una sua amica e non sapeva neanche cos'era venuta a vedere..E insomma lui aveva una parte anche in Adieu. Alla fine c'era Arnaud de Pallières, il regista, che con Lonsdale e altri attori rispondevano alle domande del pubblico....cioè rispondevano è esagerare, perché uno gli faceva le domande e loro dicevano un po' quel che gli pareva, però vabbè...carino...molto più il dialogo finale del film tra l'altro, che in certi punti lento ma lento da far piangere e supplicare di andare avanti con il forward che tanto era uguale...
lunedì, settembre 06, 2004

La mia prima volta

La mia prima volta all'UGC Les Halles è stata ieri sera, che sono andata a vedere Cinq fois deux di Ozon. Non è un cinema, è una città. Entri e vedi i cartelli: sale da 1 a 5 a destra, da 6 a 22 a sinistra, da 23 a 27 al primo piano...praticamente tutti i cinema di Bologna messi insieme...mi sono sentita un po' Caterina va in città (o Babe maialino coraggioso?)...
Comunque devo dire che mi è piaciuto abbastanza....visto che avevo letto delle pessime recensioni ovunque avevo deciso di andare a vedere Je ne me sens pas belle, una cavolata francese, solo che poi mi vergognavo troppo a chiedere il biglietto, e quindi mi sono detta vabbè, proviamo Ozon, e alla fine ne è valsa la pena...cioè un po' alla Muccino a dire il vero, però ci sono delle cose carine, tipo l'happy end che non è un happy end perché la fine vera è all'inizio, tipo la colonna sonora di canzoni italiane anni '60 (vedi Una lacrima sul viso), che era veramente perfetta, tipo il fidanzato del fratello di "lui", che è bravissimo...e poi i personaggi sono un po' meno logorroici di quelli di Muccino, per dirla con la Mizzau non è tutto un "Ti devo parlare. Mi hai tradito. Perchè mi hai tradito?"...poi essendo arrivata aspettandomi niente anche questo avrà voluto dire.
E poi la sera prima ero andata a vedere Elena et les hommes di Renoir e facevo una fatica mostruosa a capire quello che dicevano, invece ieri è andata meglio..Elena et les hommes non mi è piaciuto, non mi ha detto proprio niente...ah e invece l'altro giorno ho visto Eros Therapy (mi raccomando l'accento sulla "y"), altra delusione...
Per il resto, ieri mattina sono stata al Museo di Cluny, che chiaramente non mi è piaciuto per niente, d'altra parte l'arte medioevale non è certo la mia passione, e invece sabato pomeriggio ho visto la mostra di Aurélie Nemours al centro Pompidou che, vabbé, insomma, carina. Quella che mi è piaciuta un casino invece è stata la mostra di Guy Bourdin al Jeu de Paume di Concorde, era una mostra di foto che ha fatto per campagne pubblicitarie o riviste, sono andata per curiosità e alla fine invece mi è piaciuta tantissimo, aveva proprio una sua poetica, e non una poetica da Vogue, una vera Poetica da fotografo vero.
al lavoro! à tout à l'heure-






venerdì, settembre 03, 2004

(comunque i clienti di Madame Remy continuano a chiamare...C'est pas Madame Remy? C'est votre numero à vous?)
giovedì, settembre 02, 2004

E quindi non è più un'esclusiva di Blu quella di incontrare clochard per le scale...stamattina scendeva le scale davanti a me la copine (I suppose) di quello che abita sopra di me, che all'improvviso si ferma e si volta a guardarmi. Io sorrido, le faccio bonjour, lei non risponde e mi fissa. Dunque vedo anch'io un lenzuolo da cui spuntano due gambe, come ben sapete non ho la vista molto acuta quindi mi ci è voluto un po' per realizzare che era una persona. Passiamo e lui si muove un po' li sotto, lei accende la luce (stronzetta, domattina te la vengo ad accendere io...) e quando arriviamo giù mi fa: c'est un peu bizarre, no? Ma che domanda è?
Mi sento un po' Alice nel paese delle meraviglie.
(meraviglia: sentimento di viva sorpresa suscitato da qualcosa di nuovo, strano, straordinario o comunque inatteso. [www.garzantilinguistica.it])



venerdì, luglio 16, 2004

A grande richiesta...le foto del 13-14...anche se i fuochi non sono riuscita a fotografarli...

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


martedì, luglio 13, 2004

So, so you think you can tell heaven from hell,
blue skies from pain.
Can you tell a green field from a cold steel rail?
A smile from a veil?
Do you think you can tell?







lunedì, luglio 12, 2004

we superpieno con lalla e mari: sabato passeggiata interminabile all'inseguimento di mercati fantasma e Notre Musique, seguito da altra superpasseggiata in Paris by night, e poi ieri mercato di Place Monge, Eglise de Saint-Germain de Près, spettacolo di marionette al Jardin du Luxembourg e poi da Blu...tra un po' esco che oggi faccio la babysitter al piccolo Theo per un po' e poi mercoledi' invece qui è la fete de la Bastille, quindi niente ufficio, yuppi! à bientot...


giovedì, luglio 08, 2004

cioè, volete sapere chi ho incontrato ieri sera in metro?
la LALLA.
io non ci credo...



mercoledì, luglio 07, 2004

beh, stamattina sono andata alla Sorbonne per sentire per un corso di francese ad agosto...beh a parte che c'era una specie di portiere in livrea all'entrata che mi ha riso in faccia quando ho chiesto dov'era la segreteria dei "cours d'été"...beh summer school voi come lo tradurreste? "cours de quoi?", mi fa lo spiritoso...vabbè....poi ecco sono entrata che c'era il sole e sono uscita neanche mezz'ora dopo che pioveva a dirotto...questa è Paris...comunque costano tutti veramente un casino...certo alla Sorbonne scongiurerei il pericolo Chuncinese...vedremo...per il resto solite cose, più che altro mi sto dedicando alle pulizie di casa, alle ricerche di nuovi asterix e a farmi venire un po' di voglia di studiare...poi a giorni ci sarà la nuova versione del sito...interessante eh?
mercoledì, giugno 23, 2004

E quindi siamo andate a questa conferenza stampa sull'esposizione universale del 2008. Cioè, io credevo che le esposizioni universali fossero finite da cent'anni, invece -che bello- ci sono ancora.
Dunque arriviamo abbastanza sfatte, io tipo in maglietta e scarpe da ginnastica e mara che aveva paura di avere dei buchi sulla maglia; iniziamo ad avvistare donne supertruccate in tallieur e uomini in giacca e cravatta, gran fotografi e telecamere...Comunque ci facciamo coraggio, chiediamo della conferenza e saliamo al primo piano del CAPE, prendiamo le cartelline e saliamo di un altro piano, dove una signora dice che devono passare prima le telé. Ci facciamo da parte, poi finalmente entriamo...ovviamente sono finite le cuffie, quindi restiamo senza traduzione...praticamente erano i rappresentanti italiani, spagnoli e greci che dovevano convincere nonsobenechi a fare l'esposizione nei rispettivi paesi, a Trieste, a Saragozza o a Salonicco. Dunque presentano i personaggi in francese, poi iniziano gli italiani in italiano, gli spagnoli in spagnolo e i greci in parte in greco e in parte in inglese. Poi le domande, e da lì l'anarchia più totale dove ognuno parlava la lingua che gli pareva. Io in tutto questo mi sono subito fatta notare per la mia organizzazione facendomi prestare una penna perché non ce l'avevo (rendiamoci conto, andare ad una conferenza stampa senza una penna...). Altri miei contatti della giornata sono stati: una che mi chiede se sono dell'ansa e io che rispondo di no, uno che mi fa: are you a journalist too? e io che mi metto a ridere facendo un gesto di "così così" (in fondo ero lì per un giornale no?) e un altro che mi urla: approchez-vous, approchez-vous! mentre mi avvicino incerta (e affamatissima) al tavolo del buffet...diomio, una tortilla da urlo...sono stata bravissima a finire tutti gli stuzzicadenti così poi la gente non sapeva come prenderla e l'ho finita tutta io. Voilà.


lunedì, giugno 21, 2004

sto bene. quasi incredibile lo so. però sto bene. strano tornare a Bologna, strano viverla davvero per un po', strano lasciarla di nuovo. Strano tornare qui, strano trovare tutto come prima.
La mia casa è sempre bellissima. ma forse è solo perchè è mia. Ho trovato in buchetta una simpatica letterina dell'ex-inquilina, tale Betty, che sostiene di pagare le bollette al posto mio da tre mesi, elettricità e telefono. Il bello è che insieme con la sua letterina c'era la bolletta dell'elettricità, e io non ho un telefono. Bon, ormai lo sappiamo, la gente è matta.
Beh, grazie a tutti, e di tutto, sono stata benissimo, per quel poco che è durato. =)



venerdì, giugno 04, 2004

p.s.: mercoledì Godard, e dico Godard in persona, presenta Notre Musique, che io tra l'altro non ho ancora visto, qui a Parigi. E io dove sono? A Bologna. Ma si può?
martedì, maggio 25, 2004

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Questa "firma" si trova sui muri e le strade e non solo, sparsa per Parigi, principalmente dal Marais a Chatelet. Carina eh?


venerdì, aprile 30, 2004

ed ecco a voi...la vista della SuzetteCasa...

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


martedì, aprile 20, 2004

Oi, sapete che stasera andiamo a vedere la prima di un film con Anna Galiena al Latina e domani invece all'Istituto Italiano di Cultura per una conferenza stampa su Genova capitale della cultura 2004?...fa molto *giornalista* no? in realtà è che nessuno qui in ufficio ci vuole andare credo, invece io sono abbastanza esaltata...anche perchè mi piace cambiare...voglio dire okay il sito okay le ricerche però anche stare sempre in ufficio un po' mi annoia no? e poi se ci mandano a vedere i film gratis...il bello è che essendo in francese non mi ricordo neanche il titolo...ma vi saprò dire..a proposito, ho saputo che lì esce la seconda parte di Kill Bill venerdì...cioè l'ho letto su Repubblica stamattina (ho scoperto che il giornalaio qui all'angolo ce l'ha...che carino), ma qui quando arriverà?

(insisto: nessuno sa come si dice "pace" nelle lingue di cui sotto? mi serve per il giornale...)


giovedì, aprile 15, 2004

Mi sento sola. Non nel senso negativo del termine. Più che sola, indipendente. Esco quando mi pare. Torno quando mi pare. Non avverto nessuno. Nessuno si aspetta di essere avvertito.
Mi sento strana. Sono abituata ad avere persone intorno. Persone che vivono più o meno come me: che studiano, guardano film, leggono, ascoltano musica, parlano, vanno a teatro, lavorano, cazzeggiano e tutto il resto.
Mi sento diversa. Le persone che ho intorno fanno cose diverse da me. Hanno interessi diversi, vite diverse.
Mi sento libera. Per davvero. Ho impegni che non ho intenzione di lasciare. Ho un lavoro fino a dicembre, un lavoro che faccio volentieri. Ma dopo sono libera di ricominciare da dove voglio. Ho ricominciato da zero qui e posso rifarlo. Ora so che posso. E' difficile ma posso. Posso, e già sapere questo mi dà tanto.
Mi sento cambiata. Ho meno paure. Più fame. Le giornate piene. Scrivo tante lunghe e brevi mail. Faccio colazione. Leggo di nuovo per la strada. Sorrido da sola ai miei pensieri. Faccio tante foto. Mi mancate ma non ho rimpianti.
Mi sento al posto giusto. Forse per la prima volta nella vita. Ho una casa soltanto mia. A questo ancora faccio fatica a credere. Ho bisogno di essere qui...non è facile, perchè ci sono persone che vorrei sentire più vicine, ma credo di dover trovare un qualche cavolo di equilibrio che rimanga in buona parte intatto quando le cose cambiano. E credo che staccarmi virtualmente e momentaneamente da tutto sia l'unico modo per farlo. Vedremo.
Mi sento piena di pensieri, eppure leggera. Le preoccupazioni qui scivolano su un'altra dimensione, meno pesante forse. So che posso prendermi il mio tempo. Sono qui per questo.
Mi sento lunatica, ancora di più che a Bologna. E' possibile, credetemi.
Mi sento crescere. E a volte tornare piccolapiccola...mi sento
esserci, ed è già tanto.









giovedì, aprile 08, 2004

Ieri è stata una giornata pazzesca, a parte la messa online del sito che mi ha vagamente stressato...perchè non è proprio il mio mestiere...ma lasciamo perdere...poi vado al corso di francese e con mia grande soddisfazione il Chuncinese viene cacciato a pedate da Pascal, che era la nostra prof. del primo mese e sapeva benissimo che non poteva essere in classe con noi...tra parentesi, lo sapete che è sposato? E con un garçoncino? Ma vi sembra normale allora che si autoinviti a casa mia? Per me è stato spedito qui dalla sua ChunMoglie...
Poi ieri sera dovevamo andare a vedere questo concerto jazz gratis per le filles, solo che poi non poteva nessuno e sembrava tutto rimandato. Solo che alle 10 mi suona il telefono ed è Mara, che per una serie di motivi che ora non mi dilungherò a spiegare era dalle parti del Centro Pompidou, cioè praticamente a casa mia. Quindi viene, racconta, usciamo.
Andiamo in questo posto in Rue de Rivoli che si chiama Slow Club, e alla fine non è esattamente un concerto jazz ma una serata swing. Ormai siamo qui, entriamo. Scendiamo tipo tre piani sotto terra e arriviamo in questa cave (caverna come dice Mara) piena di seggioline rosse in fintapelle, ma per il resto molto carina, ci andiamo a sedere da qualche parte e ci mettiamo ad osservare. Nel giro di dieci minuti avevamo già dato un soprannome a tutti i percosìddire ballerini, molto politically incorrect per due che se ne stanno lì sedute, lo ammetto.
Poi niente ad un certo punto arriva uno e mi fa una cosa tipo:
-Je peu t'inviter?
-no, merci, je ne peu pas-

(e qui ho avuto qualche problemino di vocabulary)
-danser?
-no
-pas du tout?
-no
lui che mi guarda con quest'aria un po' stupita, si sarà (giustamente) chiesto che cacchio ci facevo in una sala da ballo di swing senza saper ballare il swing. Io mi sentivo un po' in colpa e gli rifaccio:
-merci.
Questa è la grande padronanza della lingua che ho acquisito in due mesi.
Poi niente uscendo il buttafuori, o uno di cui non abbiamo comunque ben compreso l'utilità, non so perchè ci inizia a parlare in inglese:
-are you american? english?
-italian
-ohhh italians! I was in Venice for the carneval in february

io lo guardo con aria interrogativa, della serie ecchissene, e Mara
-ah, so?
del resto poverino i buttafuori si annoieranno anche da morire a star sempre li fermi a nonfarniente no?






















martedì, aprile 06, 2004

Il Louvre mi intimorisce da morire...saranno tre volte che ci vado senza entrare...cioè una volta ci sono stata con Geraldine, questa ragazza che fa l'Ecole du Louvre e che ci ha fatto un mini-tour...però da sola mi ci devo ancora avventurare...e dire che è dietro casa mia...Ieri ho comprato la prima guida, quella della parte egizia, e ho iniziato a leggerla...forse in un paio di mesi riesco a vedere almeno quella...sono trenta sale, è una delle sezioni più piccole...ma in tutto sono più di trecento sale, praticamente una al giorno e io in due mesi ne avrò viste tre...sono già indietrissimo..

nel week end invece dato che c'erano i musei gratis sono andata a vedere il museo Rodin, anche se non l'ho finito, e poi nel pomeriggio con Emilie invece siamo tornate a fare un giretto al museo d'Orsay...solo che dopo la sala di Van Gogh ci siamo accasciate sulle poltroncine e ci siamo messe a far salotto per tipo un'ora...poi dopo siamo andate a prendere l'aperitivo con Blu&C e poi a cena da lui..che ha sta casa troppo carina a Belville (si il quartiere di cui parla Pennac)..si vede la tour Eiffel dalla finestra...

...oggi ricomincio francese...mi stanco solo a pensarci...pero' dai, ancora un mese e poi basta...


lunedì, marzo 29, 2004

la mia cucina

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 



 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


venerdì, marzo 26, 2004

Lallina, non è che gufi un po'? ecco dunque le news-Chuncinese...Vabbè, intanto giovedì scorso uscendo dal corso mi chiede cosa faccio venerdì sera e io praticamente mi guardo in giro fischiettando. Lui fa una tipica faccia cinese imbarazzata e io mi defilo in un nanosecondo.
Questa settimana sono stata stronzissima nella speranza che capisse, tipo che praticamente non lo salutavo neanche quando entrava in classe, lui faceva l'indifferente e quindi mi ero messa il cuore in pace.
Beh, stasera esco di fretta perché veniva a cena Blu e non volevo fare tardi, trovo Chun e Angus, un australiano sempre in classe con noi, che andavano verso la fermata della metro...e mi chiedo cosa ci faccia Chun con noi, visto che ora che io vado a Chatelet lui dovrebbe andare esattamente nella direzione opposta. Comunque essendo anche molto impegnata a sistemare le cavolo di demi baguette in qualche maniera per evitare che strusciassero verso qualsiasi cosa in metropolitana mi sono astenuta da qualsiasi domanda/commento. Dunque parlano loro tutto il tempo (anche se per Chun "parlare" è una parola grossa) un po' francese un po' inglese e poi il cinese scende con me. Dice di dover prendere la RER ma continua a seguirmi mentre seguo le indicazioni per l'uscita Rue Bertin Poiree, poi all'improvviso tipo arrossisce e mi fa, testualmente: Je peu visiter ta maison?
Ho pensato: Ora, essendomi installata qui da neanche una settimana ho un tale casino in casa che non ti farei venire neanche se fossi Mathieu Kassovitz. Per di più, non lo sei. Quindi scordatelo.
Ho detto: pas aujourdui. Sai viene un mio amico eccetera. Tipica faccia cinese triste.
Però scusa, sei anche un po' viscido. Voglio dire, non è che puoi seguirmi fino a casa e poi chiedermi se puoi salire così mi fai sentire in colpa perché hai fatto tutta la strada per niente, no? Eh no.
No comunque scherzi a parte, che modo è??









giovedì, marzo 25, 2004

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


martedì, marzo 23, 2004

Buongiorno, affezionati lettori!
qualcuno di voi ha perfino notato la mia lunga assenza...in effetti come vi avevo anticipato siamo andate a Italie 2004, il salone de l'art de vivre italienne, e alla fine è stato anche carino...eravamo allo stand di Focus e l'obiettivo era quello di "far conoscere il giornale"...immaginatevi cosa possono aver capito del nostro magazine quelli con cui ho parlato io...
Nel frattempo sabato mattina è arrivata la Vale con una super-valigia piena di cose per me e io lavoravo e non sono neanche riuscita a vederla fino a domenica sera...questa ve la devo proprio raccontare...praticamente eravamo d'accordo che sarei andata a cena con lei, Julien e la sua morosa domenica sera, solo che poi io ho fatto tardi per aspettare il mio tavolo...vabbè insomma alla fine la vale e la mia valigia hanno preso un taxi da Lumière a Chatelet. Dopo una serie di messaggi tipo Sto arrivando, No aspetta a scendere non trovo il taxi, Vieni giù tra dieci minuti mi trovo fuori dalla porta di casa mia col cellulare in mano, che suona alle undici di sera con numero privato. Rispondo e sento la vocina della Vale che fa: Spiega a questo qui dove sei! E io: Monsieur? e questo: eh? io in qualche modo gli dico che sono tra Rue de Rivoli e la Senna, gli faccio il nome di un'altra strada lì vicino e lui: sì ma io ci sono già, sono al numero tredici, venga qui al numero tredici che il dieci non esiste! e io: no venga lei, è il suo lavoro! ...avanti così un pezzo, finché questo non mi attacca il telefono in faccia...poi mentre scrivevo un messaggio alla Vale sperando che per iscritto le cose migliorassero ho visto spuntare il taxi all'orizzonte...e poi ecco uscire la mia Sacchettina!!

Ieri siamo andate a spasso (finalmente), rue de Rivoli, fontanta Stravinsky + Centro Pompidou, negozietti del Marais, Notre-Dame e pranzo con Galette e Crepe da urlo...mi ha fatto proprio piacere...

ora torno al lavoro, bacini.




giovedì, marzo 18, 2004

La mia nuova casa è meravigliosa. Meravigliosa. Ancora non la conosco bene, tipo che non capisco da dove entrano gli spifferi e non mi voglio mettere in testa che il panno non ci sta attaccato all'armadietto della cucina...cade giù. E stamattina mi sono svegliata col mal di gola perché mi ero scordata di accendere il riscaldamento prima di andare a dormire. E' ancora in disordine, la stanza disseminata dalle valigie e dai sacchetti ikea e bhv vuoti.
Ogni tanto mi chiedo come fosse prima. Monsieur F. mi ha detto che una parete era completamente coperta da una libreria e quando sono arrivata se ne vedevano ancora i segni sulla moquette. Chissà chi ci viveva.
Monsieur F. diceva anche che "non c'è vis à vis", ma ieri sera mentre giravo molto sportivamente seminuda per la mia Casetta mi sono invece accorta che un po' spostato verso destra, di fronte, c'è un appartamento con delle enormi finestre in cui Uno se ne stava seduto sul divano a guardare la tv.

E' la mia prima casa. Sono felice.
Ieri al bhv ho comprato un tostapane e il poster di Amélie, oltre alla prolunga per il frigo. Ho comprato una prolunga per il frigo da sola, capite? Cioè: in francese, ho comprato una prolunga per il frigo. Non so se riuscite a rendervi conto della soddisfazione che mi ha dato. Ed era pure quella giusta. I biglietti di congratulazioni li potete mandare al mio nuovo indirizzo (che è arrivato a tutti, vero?).
Non ho la tv. E non la voglio. Da quando sono lì ho letto di più che negli ultimi due mesi. E magari, chissà, riprendo pure a scrivere.
Certo Chatelet non è il posto più tranquillo del mondo...comunque dai, abituata a Piazza Verdi...
Sono felice.








mercoledì, marzo 10, 2004

Rieccomi. Voi non ve ne sarete neanche accorti, ma io ieri ero a casa malata, stesa dal raffreddore e mal di gola...oggi va meglio ed eccomi qui, anche perchè devo andare ad appiccicare il mio nome sulla boite aux lettres o come si dice e farmi attaccare la corrente...e cercare un po' di mobili....
...il prossimo we è tipo la festa del cinema, e costa 3,5eurini, e quindi si programmano serate ricche di film...anche se ieri una recensione su Telerama smontava da matti Big Fish che attendevo con ansia....qualcuno l'ha visto? com'è? vabbè che tanto ci vado lo stesso...
Boh, credo che vi saluterò, sono spentissima oggi. bacini raffreddati.

ps anche ieri ha chiamato un Monsieur per Madame Remy, mentre nel we nessuno. Allora mi dico: questo doveva essere il numero di lavoro di Madame Remy, giusto? E poiché su 4-5 persone che hanno chiamato erano tutti uomini,

che lavoro faceva Madame Remy?




lunedì, marzo 08, 2004

ah, ps: il mio nuovo amico che mi chiama ogni giorno per chiedere di Madame Remy ha poi chiamato anche venerdì pomeriggio. Io un po' scocciata e forte del mio mese di Alliance ho detto: ciccio, ci siamo sbagliati già un po' di volte pero' eh? E lui un po' perplesso: Ah bon, au revoir! Eh, au revoir.
Poi mi è venuto un dubbio e ho controllato i numeri delle chiamate ricevute e in effetti erano tutti diversi, quindi mi sa che aveva ragione Anna quando diceva che mi hanno dato quello che era il numero di Madame Remy. Il fatto è che per me una voce francese vale l'altra, non è che le posso anche distinguere, no?


mercoledì, marzo 03, 2004

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Dunque.Ho trovato questa casa meravigliosa a Chatelet (in realtà sto aspettando firmare il contratto..) e sto progettando di costruire meravigliosi e versatili mobili di cartone...(si veda al proposito il post di paola su lucianoelealtre) e poi chiunque di voi abbia intenzione di venire a breve si prepari a portarmi valigie e valigie (con la i?) di roba...
Poi ieri ho ricominciato il corso all'Alliance e chi mi sono trovata in classe? Chun, ovviamente! Ma porca...tra l'altro iniziamo a fare questo esercizio in coppie che ci dovevamo presentare e parlare un po' di noi e io stavo parlando con questa colombiana troppo carina, arriva lui che era dall'altra parte della classe e mi fa: ciao, questo è il mio coninquilino cinese. Scusa, ma chissenefrega!
Vabbè, poi ho un nuovo amico, un signore che mi chiama ogni giorno e chiede di Madame Remy e io gli dico che ha sbagliato numero e lui: Ah bon, au revoir! e io: au revoir! ...oggi in realtà sono un po' preoccupata perchè non ha ancora chiamato...spero che non gli sia successo niente...




martedì, marzo 02, 2004

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


lunedì, marzo 01, 2004

Uff...avevo scritto un pochino dal portatile a casa ma mi sono scordata di copiare il file su dischetto...dunque...quindi che vi dico del mio week end...? Beh niente, venerdì ho finito il corso all'Alliance e ho miracolosamente passato il test...non so forse alla fine mi ri-iscrivo intanto per altri quindici giorni...ah sapete che il cinesino mi ha invitata a prendere il caffè, a me personalmente e singolarmente?? seee ciaoooo...voglio dire ma secondo te?? non siamo neanche in grado di comunicare...vabbè...poi niente sabato pomeriggio sono andata tipo alla conferenza degli italiani nel mondo al palazzo dei congressi perchè in teoria ci si doveva fare un articolo per il giornale...però in realtà non c'era nessuno....ne ho guadagnato però degli splendidi cioccolatini aromatizzati al rosmarino (tipicamente italiani no??)...poi ho fatto la babysitter, ho guardato ore e ore di Asterix e Obelix che non vi saprei raccontare perchè ho completamente sconnesso il cervello, e poi letto Aladino...e poi sono crollata...e poi niente ho studiato un po' di html e scritto un po' il mio articolo visto che durante la settimana mi ero assentata dall'ufficio duemilasettecento volte per andare a vedere delle case..
Ah, la grande notizia: questo week-end io e mara dovremmo andare a BRUXELLES alla festa di bye-bye di Elena che se ne va in Cina ci spiegherà a fare cosa con le Nazioni Unite....yuppyyy!!! vado a cercare treni&bus, a bientot!



giovedì, febbraio 26, 2004

Ohi garçons! Ieri sono andata al mio primo appuntamento con un'agenzia immobiliare...sola. Arrivo, questi che si guardano stupitissimi, aspettavano Monsieur E. e si vedono arrivare me..Mi fanno sedere ad aspettare...e io aspetto...poi questo mi chiama...oh 'sti trentenni parigini incravattati che mi danno del vous mi fanno veramente ridere però. Vabbè, cerca di mettermi in difficoltà in ogni modo parlando stretto e tutto poi fa: andiamo. Ci incamminiamo e lui corre come un matto per tutta la strada, io che facevo fatica a stargli dietro e lui che cercava di fare conversazione col sottofondo delle auto che passavano e la metro...figuriamoci. Poi niente arriviamo e dopo che ha anche tentato di seminarmi per le scale facendo gli scalini a due a due...Sbrigativo ai massimi mi fa vedere la casa: 22mq, praticamente un castello rispetto a quello che avevo visto finora..poi guarda caso mi fa: oh, ho dimenticato il foglio con l'elenco dei documenti che servono, con la faccia del "mi dispiace ma pazienza" e io gli faccio beh me lo puo' spedire per fax in ufficio, e gli do' il mio dossier, tipo 20 pagine di fotocopie, lui quando vede che avevo un garante e tutto cambia faccia, lo stronzetto, e mi fa: hai un numero di cellulare? Glielo mostro sul telefono e lui che fa tutto il carino: no ma devi parlare, leggimelo tu...Sì bravo.
Solo che aveva il bagno tutto arrugginito, ed era un po' tristina la casetta..
bon, al lavoro.



lunedì, febbraio 23, 2004

Ed è di nuovo lunedì. I miei affezionati lettori avranno notato il link che ho postato venerdì, e avranno anche capito che è il sito di Focus. Che ve ne pare? Ovviamente non l'ho fatto io, l'ho soltanto aggiornato con il nuovo numero del giornale. Anyway, da ora sono ufficialmente Web Master. E non ridete, please. Anche perchè non spargiamo troppo la voce ma ho avuto qualche input via msn messenger in un momento di crisi venerdì (tipo che avevo deciso di mettere online il tutto alle quattro di venerdì pomeriggio e poi l'home page non funzionava: che idea geniale, eh?) dal mio angelo custode.
Dunque per la mia banca francese sono Web Master, e anche per le agenzie immobiliari che mi hanno chiesto la professione, ancora Web Master. Uah-ah-ah. Se me lo ripetono ancora rido sul serio.
Comunque niente, alla fine il sito è andato online e ho avuto giusto il tempo di postare il link prima di correre per arrivare in ritardo al corso di francese. Ah, tra l'altro la settimana scorsa, che non ho avuto molto tempo per postare, non vi ho raccontato del cinese, che un giorno è arrivato tutto giulivo, bon soir-bon soir e poi viene da me, sorride a quattromilacinquecento denti e mi fa: che bella cosa 'na jurnata 'o sole! Vi giuro, una pronuncia perfetta. ça va? ça va tres bien! Poi credo che abbia aggiunto oh sole mio-oh sole mio, e il russo, che ha vissuto due anni a Firenze, gli fa: bravissimo! Poi purtroppo il cinese ha ricominciato a parlare la sua lingua incomprensibile tipo francinese e chi lo seguiva più. Cioè poverino, o ti dà ai nervi o ti fa piegare dalle risate, dipende dal momento. Vi dico solo che Pascal, la prof, l'altro giorno non sapeva più come spiegargli Crot de chien, e disperata gli fa: Merd! Però così ha capito.
E il greco, vogliamo dirlo? L'altro giorno Pascal fa: "Vous connossez l'histoire "Les tres Ours"? E lui: "Je sais Le tres porcs!".
Sabato invece sono finalmente andata a Boulevard Saint-Michel (queste influenze romane di dire "a boulevard" e non "in boulevard"...voglio dire, non direi normalmente "in via indipendenza, in via rizzoli"? eh sì.)...dicevo a Boulevard Saint-Michel e dintorni per farmi un po' di librerie. E ho comprato
-Charlie e la chocolaterie, di Roahld Dahl (credo che in ita sia La fabbrica di cioccolato) che sto leggendo e mi piace un casino
-Fifi Brindacier, che non si direbbe ma è Pippicalzelunghe
-La fée carabine di Pennac che credo di aver letto in italiano (ne ho letti un paio della serie ma non mi ricordo mai quali anche perché non avevo iniziato dal primo..a proposito, qualcuno sa come vanno letti?)
-Le passé composé di Francois-Marie Banier...ecco, ora vi spiego perché: questo tale Banier, l'anno scorso mi è capitato che quando sono venuta al Museo della Fotografia ci fosse una sua personale, che mi era anche piaciuta molto e di cui vi avevo parlato quando ancora non mi leggevate, quindi quando ho visto il suo librino (a due eurini) in una bancarella di libri usati mi sono detta che io e lui siamo destinati ad incontrarci, e non ho proprio potuto lasciarlo dov'era...così è venuto a casa con me. E poi insomma, per tutto questo ho speso 5,50, cioè meno di un qualsiasi libro in economica feltrinelli, no?
Poi dopo aver rovistato in tutte le librerie del quartiere (si, da Shakespeare & Co. ci sono andata, ma era strapieno di turisti, visita approfondita rimandata a giorni infrasettimanali meno affollati ed economicamente più rigogliosi) mi sono infilata in Rue des Arts, giusto per il nome, perchè ecco, il quartiere latino è molto carino, con tutte queste librerie e baretti e tutto, però è veramente troppo turistico. Cioè, schifosamente turistico. Comunque ho preso una creppina niente male e poi visto che iniziava a piovere mi sono infilata in un cinema ipercostoso dove davano Kitchen Stories in versione originale sottotitolata in francese. Ecco, immaginatevi cosa posso aver capito.
Di Kitchen Stories mi sono piaciuti da morire gli sguardi, gli scambi di ruolo tra osservatore e osservato (ho anche una teoria su questo, ma magari ne parliamo con chi ha visto il film che ora non ho tanto tempo)
Poi sabato sera ho fatto la baby-sitter, e ho giocato all'impiccato (quel giochino che devi indovinare le parole), ho visto Winnie l'Ourson e ho letto cento pagine di Alice nel paese delle meraviglie (in versione bambini, ok, però praticamente mi si è seccata la lingua) e poi quando ho preso in braccio il "piccolo" Théo mi è praticamente venuto il colpo della strega, l'ho sbatacchiato ovunque mentre lo portavo in camera, e infatti l'ho svegliato e lui ha detto: Voglio una coccola. Poi si è addormentato e io terrorizzata dall'idea di dover leggere altre cento pagine ho fatto tutto in punta di piedi e sono andata a nanna.
Ieri invece di nuovo mercato di Malakoff per fare la spesa poi nel pomeriggio nanna, studio (questa settimana ho il test di francese) e torta di mele.
Today mi dedico alla stesura del mio primo articolo per Focus, tenetevi pronti perchè tra circa due mesi sarà pubblicato...scappo, baci














mercoledì, febbraio 18, 2004

Diomio, non avevo mai pensato veramente a come può essere difficile ogni piu' piccola banalità per un "migrante".
Sono arrivata a Parigi da meno di un mese, quando mi parlano in francese capisco vagamente qual è l'oggetto del discorso e se mi stanno facendo una domanda, ma non sempre capisco quale e raramente sono in grado di rispondere qualcosa che non sia Oui o Non (sì, ho imparato, con la o chiusa).
Ho una zia che vive qui da forse quindici anni ed è sposata con un parigino.
Ho un lavoro e uno stipendio soddisfacenti, direi.
Ho il direttore che garantisce economicamente per me.
Ho un padre in Italia che, se avessi bisogno, mi potrebbe aiutare.
Eppure ci sono certi momenti in cui mi sento completely overwhelmed dalle (piccole) difficoltà che bastarde si sommano.
L'agenzia vuole che io abbia un conto corrente francese. Che apro recandomi in banca con il mio zio francese in orario di lavoro.
Quanti immigrati possono assentarsi in orario di ufficio? E quanti hanno una persona del luogo ad accompagnarli?
Vuole vedere le mie ultime buste paga. Quali buste? E se io avessi delle buste paga in algerino, l'agenzia francese le accetterebbe?
L'agenzia sostiene di non aver ricevuto il fax con i miei documenti ("envoi reussi"), ma quando glieli porto di persona (di nuovo, in orario di ufficio, e accompagnata da un parigino) ecco che dalla mia carpetta spunta un blocchetto di fogli graffettati, e sono proprio i documenti che ho spedito il giorno prima. L'impiegata è completamente rincoglionita o è perchè sono straniera?
Di fianco all'enaip c'è un centre d'accueil. Il 90% delle persone che camminano per Rue Claude Tillier sono africane, credo. Spesso sorridono. A volte vorrei chiedere loro cosa fanno, cos'hanno intenzione di fare, come cazzo fanno a trovare la forza di affrontare tutto, da soli, spesso senza sapere la lingua e....come si fa? da che parte si inizia? Se non sai il francese non trovi un lavoro, e senza lavoro nessuno ti affitta una casa, se non hai un indirizzo non puoi aprire un conto in banca, se non hai un conto in banca come fai a farti spedire dei soldi? E poi, puoi farteli spedire, o sei qui perchè dovresti essere tu a mandarli?
Lo so, mi faccio delle domande banali, forse avrei potuto riflettere prima su certe cose. Voglio dire, l'ho anche fatto. Ma da qui la percezione che ne ho è proprio tutta diversa.













lunedì, febbraio 16, 2004

Eccoci qui...voi che avete fatto questo week-end? Io sabato sono stata al Museo della Pubblicità dove però c'era una mostra temporanea sull'air france...per carità molto carina, però ecco, era scomparsa tutta la storia della pubblicità per lasciare spazio ai gadget distribuiti a bordo negli ultimi duemila anni...poi sono andata a farmi la tessera annuale al Louvre, più per dire che l'ho fatta che altro perché non ho nessuna intenzione di girarmelo tutto quel museo..no scherzo, in realtà è che mi sono detta: se non lo vedo ora non lo vedo più, che è anche giusto però da sola non mi sento molto in grado di affrontarlo, seriamente. Anche perchè è ancora (molto) più grande di quel che mi ricordassi. E poi il pomeriggio sono andata con Mara, Geraldine, Matteo e Federico a fare un primo giro. Geraldine ha studiato all'Ecole du Louvre per due anni, e quindi ci ha gentilmente fatto da guida, Matteo e Federico a dire il vero non ho capito molto bene che ruolo avessero, cioè perché sono qui e come mai conoscono Mara. A dire il vero non sono molto sicura neanche dei nomi. Comunque. Abbiamo visto qualche quadro di Leonardo, qualche quadro di Raffaello (credo) e qualcuno di Delacroix. Credo che dovrei comprarmi una guida del Louvre. A proposito di guide, GRAZIE LALLINA! Dovete sapere che la Lalla mi ha regalato la mia quarta guida di Parigi (1.rough guide 2001 2. Time Out 2003 3. Ou s'embrasser a Paris ) 4. Paris Pas Cher, con tutti gli indirizzi dei posti più economici a Parigi.
Domenica invece sono andata al Mercato delle pulci di Portes de Vanves che mi è piaciuto davvero un casino, forse ci torno per comprare dei piatti pomposissimi a tipo un euro l'uno quando "metto su" casa. Il mercato è più o meno diviso in due parti, tipo Piazzola. La parte nuova è molto globalizzata, cioè praticamente uguale alla piazzola nuova diciamo. La parte vecchia invece è meravigliosa: ci sono i vestiti usati (o Vintage, e a seconda di come vengono definiti chiaramente i prezzi sono diversi, cioè: vestiti vecchi, tre euro; vestiti vintage 150), i libri usati (o antichi, stesso discorso), piatti e bicchieri, sedie, bambole...insomma più o meno qualsiasi cosa...e quello che mi piace della parte vecchia è che è molto tranquilla..insomma quella nuova sembra un po' un mercato del pesce, con la gente che ti urla dietro un euro due euro, invece qui i venditori si fanno molto i cazzi loro, neanche ti guardano e a volte ti chiedi dove siano...addirittura c'era questo vecchietto che alle tre del pomeriggio stava ancora posizionando tutte le sue cosette, della serie Nonno quando hai finito il mercato chiude, e a guardarlo ti chiedi se il suo scopo sia quello di venderle, quelle cose, o solo di metterle in ordine. Propendo per la seconda ipotesi.
E poi sono andata alla Eglise de Saint-Eustache o come si scrive a vedere un concerto d'organo (eh Spaiatino?)...il bello è che arrivo e vedo tutti seduti nelle ultime file, e dentro di me penso: ma guarda questi che fanno i timidi, e mi vado a sedere tipo in seconda fila. Poi ad un certo punto sento una voce senza vedere nessuno, e ovviamente l'organo era in fondo alla chiesa..pero' vabbè alla fine sono rimasta li' ed è stato molto carino...
Sentite, mi manca troppo il Lumiere. Cosa avete visto questo mese?





mercoledì, febbraio 11, 2004

 

 

 

 

 

 

 

vi presento...Monsieur (rue) Claude Tillier:

"Quiconque a semé des privilèges doit recueillir des révolutions."

"Manger est un besoin de l'estomac; boire est un besoin de l'âme."

"Etre aimé, c'est plus qu'être riche, car c'est être heureux."







bon jour, Italie!
qui si fanno passetti avanti per la mia casetta, speriamo bene...per il resto non ci sono grandi novità...Ho iniziato ad aggiornare il sito e forse entro un paio di settimane sarà online (bisogna cmq aspettare che agli abbonati arrivi la versione cartacea), ora faccio anche una specie di rassegna stampa e questa settimana vado al Museo della Pubbicità per il prossimo numero, che è sulla televisione...
Questa città mi piace un casino, inizio un po' ad orientarmi e a sapere in che direzione è cosa, ho smesso di prendere i mezzi nel verso sbagliato e ora conosco un po' i dintorni della casa dove vivo a Malakoff e dell'ufficio di rue Claude Tillier..mi sembra che il tempo voli e mi pare impossibile che siano passate già due settimane...come ho già scritto a qualcuno di voi sto già pensando di chiedere un contributo per la tesi all'estero per restare un paio di mesi in più...vedremo.
Il corso di francese continua, non capisco bene come funzioni perchè praticamente ogni giorno arriva qualcuno di nuovo...la settimana scorsa sono arrivati un altro spagnolo, un'altra cinese e un greco, e ieri un vietnamita...ah questa ve la devo troppo raccontare: ieri facciamo questo gioco a coppie tipo mestieri muti in cui ogni coppia doveva mimare una frase e gli altri dovevano indovinare che frase era. In tutte le frasi c'erano un'allarme e un guardiano; io ero in coppia col russo e facevo l'allarme, quindi faccio: driiiiiiin! (allarme italiano), e il russo fa quel che deve fare..già tutti a ridere per il mio allarme perchè dicevano che si fa iiiioooooiiiiooooiiiiooo... poi niente tocca ai due cinesi, e la cinesina fa l'allarme: PONG!...non è stupendo l'allarme cinese??
beh dai vado a finire 'sta rassegna stampa che già stamattina sono arrivata tardi e devo rimanere di più stasera..(a proposito, se avete siti interessanti con notizie italiane da segnalarmi...)






lunedì, febbraio 09, 2004

E insomma venerdì sera ho pensato bene di prendere il bus invece della metro per tornare a casa, solo che ovviamente l'ho preso nel verso sbagliato e me ne sono accorta solo quando stavo passando sulla Senna, e dato che da lì vedevo in lontananza la Tour Eiffel illuminata mi sono detta vabbè, mi faccio un giretto...e alla faccia del giretto...sono stata un'ora e mezza in autobus attraversando tutta Parigi in verticale, però è stato bellissimo, ho visto l'Opera illuminata che checché ne dica la Rough Guide è bellissima e anche il Louvre tutto acceso di lucine, e poi tutto Boulevard Raspail e Boulevard Saint-Germain...certo a casa ormai mi avevano data per dispersa praticamente...comunque alle nove e mezza sono arrivata e dopo un piatto di pasta alle undici ho spento la luce distrutta, per svegliarmi poi alle dieci di sabato mattina. Sono andata a fare la spesa e poi dopo mangiato mi sono diretta in Rue Francs-Burgeois...scesa all'Hotel de Ville ho girato su per Rue des Archives (Mari: c'è un negozio troppo carino dove ti devo portare quando vieni), e poi a destra in Francs-Burgeois inseguendo un gruppo di persone in bici, tipo una cinquantina, che stavano manifestando contro l'inquinamento...l'ho fatta tutta fino a Place de Vosges e da lì ho girato verso Rue de Rivoli per prendermi il Pain au Chocolat di PAUL che finora è sicuramente il più buono in assoluto e soprattutto la chocolat c'è veramente...a questo punto ha iniziato a venire giù il diluvio universale, quindi mi sono infilata nella metro e invece di andare in Boulevard Saint Michel come avevo programmato (se non altro per andare da Shakespeare e Co., così la Lalla smette di chiedermi Ci sei andata? e da Gibert a vedere se trovavo un libro leggibile con il mio livello di francese- impossibile lo so) sono riemersa a Montmartre (veramente riemersa...alla fermata Abesses si risale in superficie con un ascensorone gigante tipo navetta spaziale) per andare all'Espace Montmartre-Museo Dalì, che ho raggiunto inzuppandomi notevolmente e rischiando di scivolare su per quelle stradine di ciottoli bagnati almeno settantaquattro volte. Il museo Dalì è carino carino, ci sono le illustrazioni che aveva fatto per alcuni libri, delle sculture e alcuni disegni che ho letto da qualche parte sono dell'ultimo periodo + alcuni oggetti di arredamento che non so se hanno fatto in edizione limitata o sono unici...comunque quel divano famoso a forma di bocca e altre cose belline. Le sculture sono stupende, ci sono quei montre fluid in bronzo che hanno il suo profilo e le lancette che ricordano i suoi baffi, e poi l'Elefante spaziale, e un'altra bellissima con un unicorno...e poi tra i disegni che ha fatto per "Alice nel paese delle meraviglie" ce ne sono alcuni davvero carini...mi rendo conto che le mie spiegazioni non dicono un granché, comunque secondo me vale veramente la pena vederlo, anche se magari invece di cinque euro potrebbe costarne tre e mezzo-quattro. Arrivata a casa mi sono fatta la pasta e sono filata a dormire, addormentandomi sicuramente prima delle undici e mezza...ieri mattina mi sono svegliata verso le dieci e sono andata al mercato di Malakoff dove ho comprato un *fighettissimo* gilet per 3 euro e poi dopo aver passato mezz'ora sull'inserto cinema di "Telerama" per capire qual era il cinema più vicino a casa che dava 21 grammi sono andata a dormire, risvegliandomi alle sei di pomeriggio...qui c'è qualcosa che non va: le mie 24 ore sono divise equamente a metà tra il lavoro/studio e il sonno...credo che lo sbalzo fancazzismo bolognese/iperattivismo parigino debba ancora essere assorbito dal mio organismo, spero di riprendermi a breve perchè vorrei andare a vedere qualcosa al cinema e poi ho visto che fanno (tra le altre mille cose) "Chicago" il musical a teatro e vorrei troppo andarci...
venerdì, febbraio 06, 2004

Ieri sera uscendo mentre percorrevamo rue Claude Tillier o come si scrive per andare alla metro io e Mara ci siamo fermate a guardare la vetrina di un negozio di antiquariato che c'è qui praticamente di fronte all'ufficio e con cui Mara e' fissata perchè dice che "ci sono le cose degli astronauti"...in realtà essendo un negozio d'antiquariato ovviamente non si tratta proprio di quello...ma di questo:

...comunque nel frattempo ci siamo accorte di una scritta in italiano sulla porta d'ingresso, e di una bandiera italiana attaccata al muro...e intanto un signore entrando diceva Ma no, non sono italiane...e insomma alla fine abbiamo conosciuto il proprietario, che è nato in Francia ma è di Tarvisio, il signor "per me l'Italia finisce a Udine" (della serie e dove inizia?), che però poi sua moglie è pugliese, che ha 75 anni ed un negozio bellissimo...e poi tornata a casa ho anche scoperto che c'era un articolo su di lui sul numero scorso di Focus (a proposito, appena aggiorno il sito del giornale aggiungo il link qui di fianco).
Per il resto niente di nuovo, ieri al corso ero piegata a metà perchè il mio cinesino aveva capito che doveva fare una domanda sucrée invece che secrete...e oggi mi sa che prendo l'autobus cosi evito il *non fare conversazione* in metro, ieri mi ha anche sgridato perchè lavoro in un posto dove si parla italiano...vabbè ora vado che dopo devo anche tornare dal nostro nuovo amico tipo algerino che vende carte telefoniche e che abbiamo impezzato durante la pausa pranzo...peccato che tutti questi nuovi amici siano tutti ultracinquantenni...a tout à l'heure



venerdì, dicembre 12, 2003

28.04.2003
Sveglia alle 8:30, alle 9:15 usciamo con valigia e tutto. Guy ci accompagna al mercato.
Bancarelle di vestiti. Di cose vecchie. Di cose sequestrate alla dogana. Di libri. Di
valige. Di tutto. Metrò. Baguette e birra con Guy e Alberto.
Ritorno a Roissy.
A Bologna si dice: vado in aereoporto. A Parigi si dice: Vado a Roissy.





27.04.2003
Mi alzo tardi. Io e Patrizia vogliamo mangiare le crepe che abbiamo comprato l'altro giorno al supermercato con i funghi ma Guy ci fa notare che abbiamo comprato per sbaglio quelle dolci. Andiamo al mercato di Malakoff. I mercati sono un'altra cosa che adoro. Ma perchè a Parigi tutte le bancarelle che vendono l'intimo ce le hanno degli uomini?
Torniamo a casa, pranziamo, poi Guy va al lavoro, Patrizia e Theo fanno nanni-nanni e io vado alla mostra di Magritte. E' incredibile quante cose da vedere ci siano in questa città. Mentre faccio la fila penso che dopo andrò a vedere l'Orangerie. Penso che praticamente ero venuta apposta per tornare a vedere il Museo d'Orsay e alla fine non ci sono andata. Non ho visto neanche la casa di Balzac..il museo del cinema..il museo della pubblicità..mi ci vorrebbe almeno un altro mese...Entro.
This is not a pipe. Nuvole. Empire des lumieres. This is not an apple. Ceci n'est pas un Magritte. Troppa gente. Troppa. C'è anche un quadro con un bicchiere di cristallo, enorme, con dentro una nuvola, che ho visto la prima volta a Roma due anni fa. Dev'essere proprio lui, proprio lo stesso. Io e certi quadri ci rincontriamo a volte.
Anche di Magritte, i quadri che mi piacciono di più sono quelli su cui scrive. E le nuvole.
C'è un quadro bellissimo che si chiama la chiaroveggenza, o qualcosa di simile, dove un pittore guardando un uovo dipinge un uccello. E un altro dove su una cornice stanno appoggiate alcune mele...che si chiama il buon senso. Ecco, io penso: magari non è vero per niente, ma penso: qualche pittore si potrebbe anche offendere no? Come a dire: se dovete dipingere delle mele tali e quali cosa le dipingete a fare?, non è arte, non aggiunge niente alle mele stesse. E i pittori, gli artisti sono come dei chiaroveggenti, dei visionari, che oltre all'uovo vedono anche l'uccello? Questa non è una pipa...non è una mela...è qualcosa in più di una mela, che si aggiunge alla mela. Però le mele di Magritte sono..sono proprio mele. Hanno i contorni definiti e i colori naturali delle mele, non sono mele sfumate, impressioniste...e allora cosa mi dicono in più sulle mele? Non sono mele...ma lezioni. Lezioni su cosa l'arte è e non è. E comunque non posso fare a meno di notare i tanti livelli di interpretazione delle mele. Questa non è una mela, ma il disegno di una mela. Ceci n'est pas un "pomme". Cioè non è la parola "pomme", ma qualcosa di più strettamente legato alla mela vera e propria, perchè le rassomiglia...
Dovrei leggere qualche cosa su Magritte. Credo che dovrei.
Dopo queste full immersion artistiche ho voglia di leggere le critiche, poi mi ricordo che non sono mai d'accordo. Che mi sembra tutto sempre un po' forzato. Magari lascerò perdere.
Sono stanca, non ho voglia di andare anche all'Orangerie, i quadri di Monet la prossima volta. Tanto quelli non scappano. Cammino verso Place de la Concorde.

C'è un palazzo imponente che non so cosa sia. Dieci quindici Pegeout406 nuove di pacca blu scure stanno parcheggiate davanti. Polizia ovunque. Chissà cosa succede. Crepe allo zucchero e Grand-Marnier. Hmmm. Arrivo sugli Champs-Elysée o come si scrive, cammino-cammino, entro da Paul a prendere un pain au chocolat e il pane per stasera, cammino-cammino fino all'arco di Trionfo. Polizia ovunque. Una banda sotto l'Arco. Arrivano una di fila all'altra tutte le Pegeout. Gente che scende sincronizzata. Sembra un film. La banda suona per un minuto o due. Vedo da lontano mani che si stringono. Entrano dentro l'Arco. Chiedo al poliziotto che blocca l'accesso all'Arco di Trionfo dov'è le metrò e mi accorgo che è proprio dietro di me. Ma perchè non ha il cartello Metrò, come tutti i metrò? A casa. Cena indiana. Se domani ti svegli all'alba andiamo al mercato delle pulci. Svegliamoci all'alba.











26.04.2003
Mi alzo alle undici, pantofolo in casa, gioco con Theo, pranziamo e poi io e la zia andiamo alla Halle Saint Pierre, dove c'è il museo d'arte Naif,
con una mostra temporanea di Philippe Dereux, che faceva quadri con frutta e verdura essiccati, pigne e foglie..decine di quadri così. Doveva essere pazzo. Il Teatro Viola mi piace molto. Ma non riesco ad immaginarmi un uomo che passa la vita a incollare ghiande e bucce di banana su delle tele. Al piano di sopra c'è la mostra permanente, che non mi dice un granchè, mi piace tantissimo invece la Halle, la costruzione che credo sia in ferro o qualcosa del genere, tutta dipinta di bianco e azzurro. E' proprio di fianco a Montmartre...Piove, prendiamo la metro e mentre Patrizia torna a casa io vado a vedere la mostra di Chagall che non ero ancora riuscita a vedere. Manca poco all'ora di chiusura e penso quasi di rimandare al giorno dopo...ma non so resistere. C'è poca gente..e dopo un po' torno a vedere le prime due sale, che sono piene di quadri bellissimi, non c'è più nessuno, io sola che girandomi di 360° li vedo tutti, per cinque minuti sono solo miei. Emozionante.
Metropolitana e torno indietro. Si va al ristorante iraniano-armeno. C'è la musica dal vivo e uno si alza dal gruppo di iraniani del tavolo dietro al nostro e inizia a ballare. Patrizia dice che quel ballo lo rende bello. Theo passa il tempo a riempire di briciole la brocca d'acqua con dentro un pesce rosso.
Torniamo a casa e si va a nanna.






25.04.2003
Mi sveglio tardi. Torno nel Marais, faccio colazione con il pain au chocolat e vado a fare compere per le stradine dietro a Rue de Rivoli. E' il quartiere ebraico e c'è una via piena di pasticcerie fornai e ristoranti ebraici, compro il pane che ho visto una volta in Harry a Pezzi e mi guardo intorno cercando di non lasciarmi sopraffare da tutte le novità..di non perdermi nei miei pensieri e di essere il più ricettiva possibile. Compro una ciotola per gatti per Luca, che tra poco è il suo compleanno e sono sicura che sarà il pezzo più bello del suo servizio di piatti spaiati. Poi torno alla libreria e salgo con gli altri a mangiare pasta con le verdure e marzapane che arriva da Siracusa. C'è anche un altro ospite oltre a me, uno di Vicenza, o qualcosa del genere. Trovo splendido entrare così nella loro vita di tutti i giorni, e trovo splendida la loro vita di tutti i giorni, italiani completamente integrati nella vita francese, che parlano perfettamente la lingua, ma così legati e innamorati della loro cultura, che mangiano la pasta e fanno la scarpetta con la baguette, che per loro è una festa aprire i dolcetti arrivati dalla Sicilia, che organizzano mille cose a Parigi e chiedono curiosissimi cosa succede in Italia...ma poi la libreria deve riaprire e invece la zia deve correre al giornale, io saluto tutti perchè poi non li vedo più e cammino su per Rue de Rivoli verso l'Hotel de Ville, dove c'è De Cezanne a Dubuffet. Non male, ma la cosa che mi colpisce di più è la frase di Planque scritta sul muro come si fa di solito alle mostre:
"Il n'y a pas du laid et du beau. Cela n'existe pas. Il y a seulement le mystere, la magie, et l'horrible peut tout aussi bien que le beau esprimer ces choses. C'est en se livrant totalement à l'istinct, sans intervention intellectuelle que l'on peut esprimer ce qui est en soi, bien en soi, totalement et fortement"
E' proprio così.
Uscita continuo per Rue de Rivoli, passeggio, mangio un altro pain au chocolat, questa volta da Paul, fornaio-pasticceria che meglio non ce n'è, e prendo la metropolitana per tornare indietro. Burger vegetariani con pane ebraico, brie e verdure alla griglia. Chiacchiere.







24.04.2003
Vado al Grand Palais, dove -ho scoperto grazie al mio Pariscope- c'è una mostra di Chagall. Ma un omino mi spiega che senza la prenotazione devo tornare dopo l'una. Sono le undici. Apro la Guida (il maiuscolo è d'obbligo: si tratta della mia *adoratissima* rough guide) per vedere cos'altro ho segnato in quella zona: al Petit Palais c'è un altro museo che mi interessa, ed è proprio dietro l'angolo. Ma è in ristrutturazione. Apro di nuovo la guida, vedo che sono nella zona de Les Invalides e del Museo Rodin: un quarto d'ora a piedi e sono arrivata. Il Museo Rodin è in sciopero. Per un nanosecondo penso di andare al Musée d'Orsay ma poi decido che non è giornata da musei, prendo la metro e sbuco al quartiere latino, dove cammino per le stradine piene di ristoranti e negozi di libri, arrivo alla chiesa di St. Severin, ad un'altra chiesa che è la più antica di Parigi ma non mi ricordo come si chiama, a Notre-Dame, all'Abbey Bookshop, e mi scordo di andare da Shakespeare e Co., che ci tenevo tanto.

Pranzo con una baguette e il pain au chocolat e seguendo Rue St.Michel torno verso Notre-Dame e mi siedo nel giardino proprio dietro. Un ragazzo che era seduto nella panchina affianco con un amico viene a chiedermi se può sedersi con me. Je ne parle pas français. E' un prof. di lingue. Di dove sono, quanto rimango, quando torno, ho il ragazzo, cosa faccio. Dico che devo andare, mi lascia la sua mail dicendo che dovrei tornare a studiare francese, perchè il francese è importante.
Poi Lungo la Senna...mi allontano tantissimo da dove dovevo andare..quando chiedo le indicazioni per tornare indietro il ragazzo si mette a ridere e dice che sono lontanissima. Devio per Places de Vosges, dove mi fermo cinque minuti a cercare sulla cartina il CyberCafè di cui parla la mia guida. Vado. Trovo. Scrivo. Torno verso la libreria e per la strada prendo una crepe con noci e zucchero, l'omino mi corregge la pronuncia di ogni parola poi mi chiede come si dice noci nella mia lingua e quando gli dico Noci dice che non è vero...Walnut-that's what I wanted to know. Okay.
Arrivo in libreria in ritardo, la presentazione di La Mennulara, che sembra sia stato un grande successo in Italia e ora è stato tradotto in francese, sta per iniziare. Dietro il tavolo l'autrice e un ragazzo che parla un ottimo francese (o almeno così mi pare nella mia beata ignoranza) e ha degli occhi bellissimi. Scopro poi essere Gambaro, giornalista di Repubblica che vive a Parigi e, dice la zia, è onnipresente in questo genere di occasioni. Presentazione. Domande. Un italiano fa una domanda, in italiano. E' una domanda da scrittore. Scopro poi che è uno scrittore siciliano che non conosco. Aperitivo. Non ho letto quel libro. Lei dice che non legge e mi chiedo come fa una persona che non legge a scrivere un libro. Si conoscono tutti. E' una specie di punto di incontro per questo gruppo di italiani a Parigi. Mentre usciamo Fo-Fo, che è poi il proprietario della libreria, mi invita a pranzo con loro domani.
Arriviamo a casa e Guy ci ha preparato pasta con melanzane e pomodori. Yum. Poi lui deve tornare al lavoro e, messo a letto Theo, resto a chiacchierare con la zia fino a tarda notte.







23.04.2003
Mi sveglio alle 10:23, mi preparo il più velocemente possibile e mi precipito al Musée Picasso, dove una cassiera che si sente vecchia finge di non credere che ho meno di 26 anni e non mi vuole fare lo sconto. Entro col biglietto intero e evito di dirle di cambiarsi gli occhiali solo perchè il mio francese è ancora indecente.
I dipinti come sempre non mi fanno impazzire ma il museo è carino e le sculture..alcune le trovo bellissime.
Poi pranzo con Patrizia. Vado a prenderla alla libreria dove lavora part-time quando non è al giornale e andiamo a mangiare da Boboli. Crostini alle verdure e acqua alla menta. Una splendida piccola brocca trasparente con dentro rametti di menta. Poi su per Rue St. Croix de la Bretonnerie: saluto la zia e arrivo al Centre Pompidou, mi siedo sul bordo della fontana Stravinsky, ci giro intorno e faccio le foto.

fontaine Stravinsky

Poi scelgo cosa vedere dei cinque piani del Centro Pompidou: piani 4 e 5, Musée National d'Art Moderne. Bello.
Le Bleu, di Mirò, occupa una parete intera ed è bellissimo. Mi siedo sulla panchina davanti al quadro e cerco di non ascoltare gli italiani che parlano vicino a me. Continuo a confondere i quadri di Braques con quelli di Picasso, trovo un quadretto bellissimo di Klee che si chiama qualcosa tipo Le case di Firenze...vedo tantissimo e ricordo già poco. In questi momenti vorrei avere una memoria come quella dei computer. Per poter archiviare i quadri che mi piacciono, le vie in cui cammino, le brocche con le foglie di menta e i disegni appesi ai muri delle scuole. Poi però penso che con una memoria così un quadro di Mondriaan non mi avrebbe ricordato le biciclette senza freni di un museo olandese in mezzo ai boschi. E mi va bene così.

Ben

Compro un quaderno con le nuvole di Magritte su cui ora scrivo e la cartolina del quadro di Klee che avrei voluto portare a casa con me. Salto le sale dedicate al design per non mescolare le linee moderne di wc innovativi ai colori di Dalì e mentre cammino verso l'appuntamento con la zia compro il Pariscope, 250 pagine con tutto quello che c'è a Parigi questa settimana. E una gauffre con la nutellà. Qualche negozio, tre minuti seduta su una panchina di un museo, giusto in tempo per farmi buttare fuori per l'orario di chiusura e vedo la zia. Musée Europeanne de la Photographie. Interamente dedicato a François Marie Banier. Le foto dei passanti non mi hanno entusiasmato ma quelle di Sean Penn e Samuel Beckett... Per non parlare delle foto su cui dipinge o scrive. Quelle su cui scrive, soprattutto. Su cui scrive poesia. E' come un modo per..è una doppia opera d'arte.
A casa, esausta. Risotto alle verdure.








22.04.2003
Atterro a Charles de Gaulle, Roissy, Paris, alle 15:10, puntualissima.
Saluto la spagnola che mio padre ha conosciuto alla fila del check-in mentre io ero al telefono e che mi ha invitato a sedermi affianco a lei in aereo. Ho il suo numero e magari quest'estate la vado a trovare.
Mentre aspetto i bagagli vedo gli zii attraverso il vetro fare ciao-ciao. Ciao-ciao anch'io. La mia valigia è arrivata. Dopo l'estate scorsa mi aspetto di tutto.
Andiamo "al giornale" perchè lo zio ha scordato il telefono lì. Mi presentano a tutti, Alberto mi chiede se ho già fatto la domanda per fare lo stage lì da loro. No. Magari la faccio. Birra con la redazione perchè, scopro, è il compleanno dello zio. In realtà io prendo una cosa che mi sembra di capire si chiama panache, che è birra più limonata. Ma io e Sara conveniamo che di limonata dev'essercene proprio poca. Brindisi. Bon anniversaire. Intanto scriviamo false lettere di referenze e Sara mi chiede se è meglio scrivere che sa lavorare in autonomia o che è molto creativa.
Arriva Dominique, che è bellissima e dentro di sè ha un bebè che se è un maschietto si chiamerà Aramis. Poi si parla di segni zodiacali cinesi, io capisco solo che Dominique è chevre, capra. Sara le dice che non sa niente del suo ragazzo e lei inizia a dirle una serie di cose che mi sembrano un esercizio di francese per usare i verbi alla terza persona. Il a 32 ans, il est blonde, il est mariè -a toi? -non. Dominique è bellissima, ha i capelli castani, scuri, cortissimi, un sorriso luminoso, le lentiggini, parla un francese chiarissimo e sembra un'attrice in bianco e nero uscita da un film di Truffaut.
E' l'ora di andare a prendere il piccolo all'asilo. Quando mi vede arrivare sorride come solo i bambini possono fare, biondo e bellissimo mi dice Ciao e inizia a raccontarmi cosa ha fatto oggi come se ci fossimo lasciati due ore prima.
La scuola è grande. Disegni naif alle finestre e sculture di cartapesta la rendono allegra e colorata come pochi altri luoghi al mondo possono essere.
Lasciamo Guy e Theo a casa e andiamo a fare la spesa. Adoro i supermercati stranieri. Non posso andare all'estero senza entrare in un supermercato, sorridere davanti alle marche di pasta sconosciuta alle scatole di "vrai pizza" surgelata, ai vasetti misteriosi e alle abitudini diverse.

vera pizza

Mi affascina. Mi piace guardare cosa compra la gente. Mentre la zia cerca il vino io mi innamoro dell'edizione speciale delle bottiglie di evian e decido che tornerò a comprarle per portarle a Bologna. Mentre facciamo la spesa già sto raccontando a Patrizia perchè sono scappata da Bologna. Torniamo a casa e ci sono le figlie di Guy, cui Theo ha già spiegato che Non possono parlare con me perchè io non so il francese. Ed è vero. Sorrisi. Aperitivo. Bruschetta. Vino. Pasta zucchine e pomodoro. Vino. Colomba. Ho bevuto troppo. Mi gira la testa. Gioco a domino con Theo. A dormire.