martedì, gennaio 06, 2009
Beh, ci voleva una cosa come questa per farmi tornare a scrivere sul blog. Insomma, prima stavo navigando sul sito di Martha Stewart studiando le ricette dei cupcake, che saranno sicuramente il mio prossimo esperimento, quando mi sono imbattuta in un banner che pubblicizzava questo:

Fa parte di una linea che contiene anche: Butter Flavor No-Stick Cooking Spray,No-Stick Cooking Spray with Flour, Original No-Stick Cooking Spray.
In pratica, sono degli spray da spruzzare su padelle, pentole e tortiere per evitare che i cibi si attacchino.
La cosa che mi sconvolge è che di fianco al prodotto c'è scritto: "Crisco® Olive Oil Cooking Spray is made with 100% Extra Virgin olive oil, contains no alcohol, and offers 477 servings per can."
Poi, sotto: " Ingredients: OLIVE OIL*,SOY LECITHIN, DIMETHYL SILICONE (FOR ANTI-FOAMING), AND PROPELLANT." E già l'olio extra vergine d'oliva è diventato olio d'oliva, poi si aggiungono altre cose che è meglio non approfondire (le parole silicone e propellant mi fanno rabbrividire).
Ma notate anche l'asterisco vicino all'olio d'oliva: si ricollega ad una nota che recita:
*"ADDS A TRIVIAL AMOUNT OF FAT."
Ora, a casa mia, "trivial" amount of fat vuol dire una quantità trascurabile, quindi, o siete dei bugiardi senza vergogna (l'olio d'oliva contiene- credo- almeno l'80% di grassi), oppure i grassi sono trascurabili perché il vostro stupido spray è fatto totalmente di silicone propellente.
In ogni caso: BLEAH!
ps: sono anche riuscita a trovare il prezzo di questo mostro di Lochness che infesta le cucine americane (se è sul mercato qualcuno deve pur comprarlo): 2,55$ per 5 once (148g): 17,23$ al Kg, cioè 12,65 euro al Kg, per dell'olio d'oliva mescolato a Dio sa cosa.
martedì, ottobre 14, 2008
E se, finito di guardare il video, ne sentite la mancanza, non disperate, la mari ci ha gentilmente segnalato il Generatore di discorsi di Flavia Vento: http://www.polygen.org/web/Flavia_Vento.660.0.html
E pensare che a non avere la TV mi perdo queste cose.
giovedì, maggio 08, 2008
Ministro dei beni culturali: Bondi.
Laureato in filosofia, ha scritto "Una storia italiana".
venerdì, aprile 20, 2007
Da: emploi@jobpartners.com>
A: me
Oggetto: Eliminazione profilo candidati
Poichè non siete entrati nel vostro Gateway di recente i vostri dati verranno
eliminati tra 15 giorni dal database di Funzioni Centrali. Se non volete che i
vostri dati vengano eliminati, entrate nel vostro Gateway entro 15 giorni e il
vostro acconto rimarrà attivo.
Distinti Saluti,
Funzioni Centrali
Dio santo, avevo spedito il cv a 'sta gente qua.
...e poi...sono stata....al Palio della Rana, dove ho scattato questa foto da prima pagina (ahah):

domenica, novembre 12, 2006
Whatever. Domani vado a Milano, torno martedì sera. Non che ve ne sareste accorti, se non ve l'avessi detto, visto che ormai scrivo poco poco. E' che oh, son stanca e la voglia di stare al pc è proprio poca pochissima. Il contratto me l'han fatto, alla fine, fino al 17 novembre. Martedì torno con il treno delle 18, che arriva alle 19:42, e se tutto va bene mi faccio portare dal taxi direttamente al cinema, dove danno Mariantoniette in originale, che una delusione non potrà essere perché mi aspetto poco. Vado pochissimo al cinema ultimamente, ahimé. Visto Il Diavolo veste Prada (come potevo non andare, alla fine?), di cui posso solo dire: brave costumiste; e Scoop. In compenso con Andrea stiamo guardando più o meno la filmografia completa di Audrey Hepburn, un po' alla volta. Per ora i miei preferiti Colazione da Tiffany e Due per la strada.

Pare che nella Finanziaria ci sarà questa nuova norma:
"La norma stabilisce che [...] è istituto l' accordo di solidarietà tra generazioni, con il quale è prevista, su base volontaria, la trasformazione a tempo parziale dei contratti di lavoro dei dipendenti che abbiano compiuto i 55 anni, e la correlativa assunzione con contratto di lavoro a tempo parziale per un orario pari a quello ridotto, di giovani inoccupati o disoccupati di età inferiore a 25 anni, oppure ai 29 anni se in possesso di diploma di laurea". " (www.repubblica.it)
Carini ad averci pensato, anche se la mia modesta previsione è che nessuno lo farà, perché già gli stipendi son bassi abbastanza (o li semipensionano? difficile no?) e perché, fondamentalmente, a nessuno gliene frega un emerito.
Vado a fare la mia mini-valigia, va là.
martedì, luglio 04, 2006
Propaganda
Cercavo un'e-card per il mio cuginetto che si è laureato...e mi sono imbattuta in queste altre e-card...

lunedì, luglio 03, 2006
Vi posto una mail di Andrea, compagno di master, riguardo ad un concorso per Specialista in attività culturali per il settore teatro presso il comune di Imola. Non voglio trasformare il mio blog in Mi manda raitre, ma ecco, penso che in questi giorni sia in tema. Così se tra dieci anni cliccheremo su Luglio 2006, quando saremo tutti occupati, hopefully, e grandi manager culturali, o dello spettacolo, o di quello che vi pare, ci ricorderemo che mentre stavamo cercando lavoro ci siamo imbattuti anche in questo. Come direbbe la mari: Enjoy!
"CONCORSI PUBBLICI: TUTTI INTORNO A TE!
Entrate nel magico e incantevole mondo dei concorsi pubblici!
Io ho già da tempo aderito alla community e posso garantirvi che ne vale la pena.
Quali i vantaggi?
1. Rimanere bambino per sempre continuando a credere alle illusioni e alle fiabe (infatti non vincerai mai il concorso);
2. Giocare da protagonista a: Indovina chi é Giuda (centinaia di concorrenti con cui potrai scambiare impressioni prima delle selezioni, prove scritte e orali. Come te sembreranno tesi, impauriti e paleseranno il fatto di non sentirsi preparati...ma in realtà uno di loro mente! Scopri chi é il PARACULO!
3. Sentirsi socialmente utile contribuendo a sostenere l'attività dei Comuni con una piccola donazione: a volte 3,87 euro altre 10,33 come nel caso specifico che vi segnalo." (copia-incolla con pochi tagli)
lunedì, giugno 19, 2006
Se andate sul Corriere, a questa pagina, trovate il piccolo Luca a Torino...
giovedì, giugno 15, 2006
"Niente emozioni in ufficio Gli «antipatici» fanno carriera
Il Financial Times: non è un posto per i sentimenti"
Ahhhh, ecco perché non trovo lavoro. Perché sono simpatica. 
martedì, giugno 06, 2006
domenica, febbraio 26, 2006
Monito del Papa: "Dio punirà chi sparge sangue in suo nome" (www.repubblica.it)

martedì, gennaio 31, 2006
E così il blogghino è partito, con MisterCanada e Vermetico: http://cortocritica.splinder.com
mercoledì, gennaio 25, 2006
http://www.controlarms.org
Uploadate la vostra foto anche voi!
domenica, gennaio 22, 2006
Mi sono imbattuta in questo sito: The four word film review, che, come potete immaginare, recensisce film in quattro parole. Sembra uno degli esercizi di Povero Pinocchio. Copio e incollo esempi.
Eyes Wide Shut
Viewing recommendation in title.
Doctor. Strange love.
Kill Bill II
Kills Bill too.
Uma completes do list.
All about my mother
Esteban dies chasing autograph.
Seropositive transvestite impregnates nun.
Facciamo un blog così? Dai dai dai. C'è qualcuno che partecipa?
giovedì, gennaio 05, 2006
Al Louvre ci sono stati, nel 2005, 700.000 visitatori in più che nel 2004, e pare sia per effetto del Codice da Vinci. Vi pare possibile?
martedì, dicembre 20, 2005
Chi l'ha (detto) visto?
"eh, ma se c'è la gente che non paga le tasse" (TIPO TE)
"tutti dicono che tutto va male e poi la gente ha tot automobili e tot telefonini" (AH, ALLORA TUTTO A POSTO.)
domenica, dicembre 18, 2005
Ispirata da una mail di Ambrogi, visto che non mi fido mai delle cose che mi spedite (vero Fabio?) ho fatto una ricerca su internet e ho trovato le conferme che i familiari di Lunardi sono i proprietari della ditta Rocksoil, che ha vinto l'appalto per la grande velocità di cui parlavamo ieri, e ho trovato anche che:
Papà dice che sono storie vecchie, però niente, magari qualcuno non se le ricorda, e io personalmente non lo sapevo.
sabato, dicembre 17, 2005
"Il progresso non si può fermare, dicono. Come se il progresso fosse per forza una locomotiva in discesa e senza freni. L'unica cosa che non è stata ancora toccata dal progresso è l'idea di progresso. Io sono stufo di immaginarmi il progresso come facevano Marinetti e i futuristi dell’inizio del secolo scorso: macchine rombanti e sferraglianti, sempre più grosse, sempre più potenti.
Se vogliamo continuare a credere nel progresso, dobbiamo far progredire anche l'idea di progresso.
Un progresso progredito è un progresso che sussurra, che non romba. E' un progresso in punta di piedi, non un progresso con i cingoli. "Dall'atomo al bit" ci avevano promesso vent'anni fa i guru della tecnologia. Avevo capito che invece di spostare sempre più atomi, cioè materia, si sarebbero spostati sempre più bit, cioè informazione.
Avevo capito male. [...]
La Gran Bretagna importa ogni anno duecentomila tonnellate di carne di porco straniero. Ma esporta anche duecentomila tonnellate di porco britannico. E se ognuno si mangiasse i porci suoi?
In un pianeta sempre più affollato, dove miliardi di persone vogliono un maggior benessere materiale, si potrà soddisfare tutti solo se si ricomincerà a produrre e consumare localmente tutto quello che è possibile, lasciando ai commerci a lunga distanza il resto.
Un pomodoro prodotto in Cina, in Italia deve costare 50 euro, 10 centesimi di prodotto e 49,90 di danno ambientale.
Poi chi vuole il pomodoro esotico lo compri pure"(
www.beppegrillo.it)
Ecco, sono molto d'accordo. Certo mi farebbe anche piacere metterci qualche ora in meno a spostare me stessa quindi ecco, non è che sono contraria alla grande velocità di principio, sinceramente, ma per le cose, sì.
giovedì, novembre 03, 2005
Berlusconcino ha detto che "ci ha provato, a convincere Bush a non fare la guerra in Irak": http://www.corriere.it/Primo_Piano/Politica/2005/10_Ottobre/29/iraq.shtml
Provato? PROVATO?
Pochi giorni fa in Grecia si festeggiava l' Oxi-day, il "giorno del no": il generale Nonsoche, di fronte alla scelta di accettare le (inaccettabili) richieste italiane o essere attaccato, rispose all'Italia fascista che non avrebbe potuto usare le basi greche per le sue azioni militari: http://en.wikipedia.org/wiki/Oxi_Day
Coffy, come dice papà, non si giustificherà mai dicendo "ci ho provato".
Già.
Questo blog, non si capisse, sta dalla parte della Grecia, del generale Nonsoche e di Coffy.
mercoledì, novembre 02, 2005
Sapete cosa? Son andata a cercare Jay Duplass, che era al festival di Edimburgo, e ho trovato due corti su internet:
http://www.atomfilms.com/af/content/this_is_john
http://www.atomfilms.com/af/content/scrapple
Non son troppo bravi?
Io niente, continuo ad andare in fiera, giovedì vorrei andare anche al COMPA, forse dovrei portarmi pure un mazzetto di CV, ma non credo che lo farò alla fine. Dovrei iniziare a preparare le valigie per Paris, cercare di capire quanti libri mi posso portare via e tutto.
Sto cercando di fare shopping ma incontro degli ostacoli.
Beh, tutto qui.
venerdì, ottobre 14, 2005
questo blog, ovviamente, oggi, sciopera.
giovedì, ottobre 13, 2005

Vogliamo sapere il vostro parere! (i maschietti si sentano liberi di ribaltare la questione).
Povera Stella, comunque. Quella ha detto mi dispiace e l'han già messa contro.
mercoledì, settembre 21, 2005
Vorrei ringraziare il mio cuginetto canadese per avermi fatto notare questa cosa meravigliosa: Mister President, il suo inglese è davvero maccheronico, prenda in considerazione il Wall Street Institute!

lunedì, maggio 02, 2005

Cioè, come dire: una laurea in Lettere e Filosofia è un handicap. Mi fa piacere.
lunedì, aprile 18, 2005
Beh, devo raccontarvi di sabato pomeriggio: leggo sui Cahiers du cinéma che c'è un incontro al cinema Max Linder, a Boulevard Poissonière, Quel Cahiers pour aujourd'hui , quindi cosa faccio? Ci vado, ovviamente. Arrivo pure dieci minuti in ritardo, e ho paura di non trovare posto. Invece c'erano quattro gatti. La redazione dei Cahiers, qualcuno della ex-redazione e amici loro, principalmente. Chiaramente c'era Jean-Michel Frodon, che io conoscevo di nome e di vista perché 1- avevo letto il suo libro-intervista a Woody Allen, 2- l'avevo visto l'anno scorso al cinema Panthéon, insieme con De Pailliers, a parlare di un film di De Oliveira, e mi era stato subito molto simpatico, anche perché è il sosia preciso di Ferro.
Insomma iniziano un po' a parlare e a me viene da chiedere: qual è la vostra formazione? Per non sembrare, non so, snob e tutta un'altra serie di cose, mi preparo tutto un discorso tipo: state parlando dei Cahiers e sui Cahiers cercando di spiegare perché fate certe scelte editoriali e tutto, ma magari per noi sarebbe anche carino/ utile sapere qual è la vostra formazione, come avete cominciato a scrivere di cinema ecc. per capire come mai i Cahiers sono come sono. Fila, no? Beh, questo cinese, cioè doveva essere francese perché parlava perfettamente (parolacce incluse), comunque prende la parola e inizia a urlare a Frodon che dovrebbe trattenersi e non utilizzare la parola chef-d'oeuvre per ogni film; Frodon nega di averla mai usata, ed in particolare si mettono a parlare dell'ultimo di Clint Eastwood, cui Frodon ha dato 4 stelle, pare, e le quattro stelle corrispondono appunto alla dicitura "capolavoro", nella legenda. Un altro ragazzetto (la redazione, con mia grande sorpresa, aveva un'età media di trent'anni, tipo) gli ha spiegato che loro dedicano alla tabella con le stelle circa un minuto e mezzo a testa, e quindi lui ha iniziato a dire che comunque loro erano in un chiaro momento di crisi d'identità, se avevano bisogno di organizzare incontri chiamati Quali Cahiers oggi? Frodon risponde che No, non sono affatto in crisi d'identità. Il cinese replica che allora come mai nel numero di aprile ci sono due pagine dedicate ad un sondaggio su cosa si aspettano i lettori dai Cahiers? E Frodon, con questo sorrisetto di quello che è contento di aver tale prontezza di spirito, lo gela: On en n'avait pas besoin, on en avait envie, Non ne avevamo bisogno, ma voglia. Beh, il cinese cambia argomento e con aria sprezzante, fa: beh, allora io vorrei sapere un po' i vostri profili! Al che Frodon gli fa: là il faut arreter, con questo tono da papà, più che altro. Solo che, come vedete, il cavolo di cinese ha liquidato la mia tanto meditata domanda, che è stata così ignorata e io non ho più avuto il coraggio di ripeterla.
Comunque, in tutto questo, alla fine sono andata da Frodon e gli ho chiesto se posso intervistarlo per la mia tesi: ha detto sì. Ora si tratta di leggere le 600 pagine della storia dei Cahiers in una settimana.
martedì, marzo 08, 2005
"È stato un errore per decine di macchine e per decine di famiglie, per migliaia di civili, centinaia di persone che per campare sono finite perforate da tragici errori. Dieci, cento, mille assurde fatalità che se le metti tutte insieme fanno la guerra, la madre di tutti gli errori. Il tragico errore dimostra alcune cose. Le forze imperiali non guardano in faccia a nessuno, noi siamo alleati, sì, ma non proprio «dei loro». In più, trattiamo, paghiamo riscatti, ci muoviamo con competenza e discrezione invece di fare irruzione con le bombe a mano. Hanno uomini, gli alleati, come questo mister Calipari che padroneggia l'arte della trattativa, abilità che l'Impero non considera abbastanza maschia e muscolosa. Non ci perdonano, gli imperiali, questa differenza di stile, questa deroga alla legge del più forte che può essere piegata alla legge del più intelligente, del più abile."
(Robecchi su www.ilmanifesto.it)
lunedì, febbraio 28, 2005
Questa è la foto che ho fatto per il mio articolo sull'Emporio Armani, e ne vado molto fiera. Della foto, non dell'articolo.
Ieri sera abbiamo visto Neverland. Chi mi aveva detto che era fatto bene? Lasciamo perdere, va là. Se ieri sera uscendo dal cinema mi sembrava di aver trovato qualche lato positivo oggi non me ne ricordo più nessuno. Ah sì, la pièce di Peter Pan messa in scena nel film, quella è fatta benissimo.
mercoledì, febbraio 16, 2005
momento pubblicitario (per la serie "mi vanto delle mie amicizie")
http://www.ilariaalpi.it (Giudi)
http://www.peacereporter.net/dettaglio_articolo.php?idpa=&idc=6&ida=2&idt=&idart=1285 (Elena scvi)
(se anche voi volete il vostro momento pubblicitario fate pervenire i vostri link. merci.)
giovedì, dicembre 09, 2004
Expo online per i 100 anni de L'Humanité
mercoledì, novembre 24, 2004
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"Mentana va, Rossella arriva. Chi vorresti al Tg5? Berlusconi, tanto vale: ......................................59% Topo Gigio, che è disoccupato: ...........................34% Marzullo, concilia il sonno: ...................................2% Michela di Torrepadula, così resta in famiglia: ........5%" www.libero.it
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lunedì, novembre 22, 2004
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"IL CASO. Una studentessa: "Non voglio star male neanche un minuto". Ed è il simbolo della società Se i nostri ragazzi non sanno più soffrire di MARCO LODOLI Entriamo nella classe di una scuola di periferia: il professore vorrebbe interrogare un'allieva, due domandine su un racconto di Maupassant letto nella lezione precedente, niente di difficile. Ebbene, la ragazza si rifiuta tassativamente di farsi interrogare, non ci pensa proprio di alzarsi e rispondere. (...) Perché adesso non vuole accettare due domande? La risposta è semplice e chiara: "Non voglio soffrire neanche un minuto: ma nessuno vuole più soffrire, non se ne è accorto professore?". In fondo questo deve essere lo stesso pensiero che ha portato i quattro studenti del Parini di Milano a di allagare la scuola per evitare un compito di greco. Non volevano soffrire. Ecco la verità centrale della nostra civiltà, ciò che prima l'ha resa straordinaria e ora la rende così fragile. Contro la crudeltà della Natura, contro la violenza degli uomini, contro i sensi di colpa e contro ogni dolore, la nostra civiltà ha trovato mille soluzioni. (...) Ancora una volta dai ragazzi, avanguardia del tempo, ci arriva il messaggio più nitido, quello ci costringe a riflettere sul centro della questione. La nostra capacità di sopportare le difficoltà, di raccogliere le energie di fronte a una piccola salita, di pretendere qualcosa di più da noi stessi grazie a uno sforzo anche esiguo, ormai si sta esaurendo. Andiamo avanti a pasticche che sollevano dalla depressione o smorzano l'ansia, beviamo per non sentirci inadeguati, abbassiamo ogni giorno gli obiettivi, ci ritiriamo da ogni confronto, anche dal confronto con la nostra vita e con i nostri sogni. Tutto va bene così come è, e se non va bene ci si può sempre voltare dall'altra parte, distrarsi, stordirsi, evitarsi." da Repubblica.it
Cioè, Lodoli, non è che per forza dalla frase di una quattordicenne devi dedurre verità universali (e scrivere ridicoli sbrodolamenti).
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"L'aut aut di Berlusconi: "Taglio delle tasse o elezioni""
...non è proprio giustissimo che Paperon de' Paperoni riesca sempre a fare la figura di Robin Hood.
mercoledì, ottobre 13, 2004
"Bologna, 10 ottobre 2004
La pioggia non è riuscita a rovinare la 'Mensa della Fraternità' allestita per trecento persone in Piazza Maggiore: una corsa con tavolate e stoviglie, e tutti al riparo sotto portico del vicino palazzo comunale.
La ''Mensa della Fraternita'' per i senza fissa dimora è stata il momento clou delle celebrazioni per i 50 anni dell'Antoniano di Bologna. E' stata una vera e propria gara di solidarieta', con molti passanti che si sono uniti ai volontari dell'Antoniano, quella che in fretta e furia si e' autorganizzata per il trasporto di tavoli, panche, pentole e coperti, dalla piazza fino al riparo del portico quadrangolare di Palazzo d'Accursio.
Ospite per tutti, il sindaco Sergio Cofferati poco piu' tardi, con altri politici, ha fatto anche da cameriere, come prevede l'etichetta dell'occasione, con grembiulino dei festeggiamenti dell'Antoniano e cappellino con il numero del tavolo da servire, il 18 per Cofferati, accolto con un applauso quando si e' accostato alla mensa con i piatti: lasagne - recita il menu' - poi arrosto con patate, uva (''frutta molto prelibata nel 1954'', spiegano all' Antoniano) e crostata per dolce. (...)"
Grazie Lalla per la segnalazione (ci manca la fonte però) e poi mi chiedevo: qualcuno ha visto personalmente?
viva coffi!
giovedì, ottobre 07, 2004
"Le rock à l'assaut de la Maison-Blanche
La tournée Vote For Change ha debuttato il primo ottobre a Philadelphia con Bruce Springsteen e i REM. Un'iniziativa per incoraggiare gli indecisi a votare J.Kerry.
www.moveonpac.org
www.rockthevote.com "
da Metro di oggi
martedì, ottobre 05, 2004
Les éditeurs scientifiques poursuivent l'administration Bush en justice
Des revues savantes dénoncent les tentatives d'ingérence du département du Trésor dans leur fonctionnement.
Entre le monde de la recherche et l'administration Bush, l'affrontement est désormais arbitré par les tribunaux. Une centaine d'éditeurs et de sociétés savantes ont lancé des poursuites judiciaires, lundi 27 septembre, contre le département du Trésor américain.
Ces éditeurs - auxquels sont associés le Pen American Center, présidé par Salman Rushdie, et l'American Association of Publishers (AAP) - demandent la levée des "restrictions imposées -par les services du département du Trésor- à la libre circulation des informations et des idées". La procédure a été engagée devant la Cour fédérale de New York.
L'affaire remonte à l'automne 2003. L'Office of Foreign Assets Control (OFAC), la division du Trésor chargée de veiller à l'application des sanctions commerciales contre les pays sous embargo américain, avait alors intimé à plusieurs sociétés savantes de cesser d'éditer et de publier les travaux de recherche provenant de pays sanctionnés.
L'OFAC estimait que la publicité donnée à de tels contenus s'apparentait à la commercialisation d'un service éditorial. A ce titre, selon l'interprétation de l'OFAC, une autorisation préalable devait être accordée par le département du Trésor aux éditeurs, avant que ceux-ci ne s'engagent dans un processus d'examen et de publication de travaux issus de chercheurs cubains, iraniens ou soudanais (Le Monde du 6 mars).
LIBERTÉ D'EXPRESSION
Certaines sociétés savantes comme l'Institute of Electrical and Electronics Engineers (IEEE) ont d'abord accepté de se plier aux demandes de l'OFAC. D'autres, à l'image de l'American Association for the Advancement of Science (AAAS) - éditeur de Science -, les ont refusées, les jugeant contraires au premier amendement de la Constitution américaine, garant de la liberté d'expression. La majorité des sociétés savantes et des éditeurs ont rejoint cette position.
Le 5 avril, l'OFAC est revenu sur ses précédentes exigences, cédant aux menaces de poursuites judiciaires des éditeurs. Ce revirement avait été considéré comme une victoire dans les milieux de la recherche et de l'édition.
Cependant, les services du département américain du Trésor ont à nouveau, au cours de l'été, lancé une série d'avertissements à des institutions scientifiques, mettant notamment en garde certains chercheurs et universitaires contre toute collaboration avec des scientifiques de pays sous embargo.
Ces nouvelles demandes semblent, selon les plaignants, contradictoires avec la position de l'OFAC d'avril, qui semblait rétablir les revues dans leur droit de ne publier des travaux scientifiques que pour leur intérêt et non en fonction de la nationalité de leurs auteurs. L'un des exemples fréquemment cités est celui de chercheurs américains empêchés de publier les résultats de leur travaux sur les conséquences du séisme de Bam (Iran) en raison de leur collaboration avec des scientifiques locaux.
INGÉRENCES
Depuis un an, les cas semblables s'accumulent. "Par exemple, les éditions de l'université de l'Alabama ont dû suspendre la publication de deux ouvrages d'universitaires cubains sur l'archéologie et l'histoire comprenant des éléments scientifiques auxquels leurs collègues ne peuvent autrement accéder, a déclaré Peter Givler, directeur exécutif de l'Association of American University Presses, dans un communiqué daté du 27 septembre. De même, la revue Mathematical Geology a annulé la publication des travaux d'un géologue iranien présentant une nouvelle méthodologie de prévision des séismes." Les chercheurs et les universitaires, habitués aux collaborations internationales, semblent les plus concernés. De fait, ils ont été les premiers à subir les ingérences de l'OFAC. Les plaignants - parmi lesquels de nombreux éditeurs généralistes - rappellent cependant que c'est l'édition dans son ensemble, autant scientifique que littéraire, qui est susceptible de tomber sous le coup des exigences de l'OFAC.
Les plaignants demandent que cessent ces ingérences. Si la Cour fédérale de New York leur donne raison, le Trésor américain pourrait être contraint de verser aux plaignants la somme de 1 million de dollars par préjudice constaté.
Stéphane Foucart (www.lemonde.fr)
venerdì, ottobre 01, 2004
"Resta da chiedersi se tanto fastidio dipenda da uno spiazzamento rispetto all'immagine canonica dei torristi, o piuttosto rispetto a un'immagine canonica della debolezza femminile. Un gruppo di banditi che sbaglia sequestrati, offre cioccolatini e chiede scusa certo non collima con l'idea dei mostri islamici che sgozzano un prigioniero dopo l'altro, ed è spiazzante. Ma una coppia di donne pacifiste che finiscono prigioniere, prendono in mano la situazione, convincono i loro carcerieri che hanno sbagliato obiettivo e per giunta non vengono mai sfiorate dai medesimi neanche per sbaglio collima ancora meno con l'idea dell'eterno femminino. Fossero state vittime, deboli e suprate si poteva anche solidarizzare con loro. Ma libere e dotate di senno e di parola quelle due non si possono proprio sopportare."
da www.ilmanifesto.it di oggi
mercoledì, settembre 08, 2004
http://ww2.carta.org/notizieinmovimento/articles/art_855.html
lunedì, settembre 06, 2004
"(...) Solo, forse, che il concetto di scontro di civiltà tanto in voga tra i crociati di entrambe le parti andrebbe rivisto. Non ci sono due civiltà che si ammazzano barbaramente a vicenda (noi contro loro) come piacerebbe a Oriana & Osama, ma i vertici, le élites politiche ed economiche di due schieramenti che ammazzano la gente che sta in mezzo. (...) Dalla Cecenia a Guantanamo, è uno scontro di civiltà? Se ammettiamo questa ipotesi bisogna subito aggiungere un corollario: civiltà comandate da teste di cazzo. (...)
Il (debolissimo) pensiero emergente vorrebbe questo: che si considerasse il mattatoio quotidiano come uno scontro tra occidente e islam, tra buoni che devono difendersi (noi, ovviamente) e cattivi che attaccano (loro). Mentre se si fa la conta dei morti e dei feriti, delle sofferenze e dei traumi, si scopre che ci sono due leadership di pazzi (loro Bush, loro Osama, loro Putin, loro terroristi) contro circa sei miliardi di persone che non c'entrano niente e che temono di finirci in mezzo (noi). (...)
Le democrazie sono sotto attacco, ci dice Mauro su Repubblica. Vero, ma non ci dice quanto virtuali siano queste democrazie. Che se ci fosse stata una vera democrazia in Spagna, in Iraq non ci sarebbero andati, e non avrebbero raccolto duecento cadaveri (nostri!) alla stazione di Atocha. Uguale per l'Italia. Uguale per il Regno Unito di mr. Blair. Se gli americani fossero informati come tutti pensiamo dovremmo essere in una democrazia, saprebbero che Saddam non era Osama e forse si sarebbero opposti alla guerra, chissà, non si sa mai cosa può combinarti la democrazia se per caso ti metti ad applicarla. L'esercizio di cercare chi ha cominciato, che è stato il primo, indagare su chi è stato più stronzo con chi negli ultimi duecento anni, può spiegare molte cose, ma non allontana il mirino da quelli che stanno in mezzo, che siamo noi, parecchi miliardi di scudi umani. Sinceramente, credo che dovremmo cominciare a prenderla proprio come una questione personale, dopotutto è a noi - a noi sei miliardi di ragazzini di Beslan - che queste due bande di stronzi sparano addosso."
(Alessandro Robecchi sul Manifesto)
"Berlusconi annuncia una «bella finanziaria»"
(www.ilmanifesto.it)
(Tipo bella addormentata nel bosco.)
Il presidente del Consiglio a Cernobbio al seminario Ambrosetti
Mi fa quasi tenerezza, giuro.
No, forse un po' più schifo.
giovedì, settembre 02, 2004
"First, I want to apologize directly to the young woman involved in this incident. I want to apologize to her for my behavior that night and for the consequences she has suffered in the past year. ... Although I truly believe this encounter between us was consensual, I recognize now that she did not and does not view this incident the same way I did."
(Kobe Bryant)
oh, never mind. don't even think about it.
"Come sempre, quando si prepara un viaggio importante, cominciano a grandinare le coincidenze. E chissà quanto sono segni e quanto le provochiamo noi."
(da Bloghdad. Banale in questi giorni, lo so, ma vale la pena.)
martedì, agosto 31, 2004
lo sapevate che Michael Moore scrive una cronaca della Republican Convention per USA Today?
giovedì, luglio 22, 2004
vorrei qui pubblicizzare un'idea che mi piace (molto trash in realtà, ma non ci interessa), e incitare i miei affezionati lettori a (cercare di) partecipare:
http://netsoap.splinder.com/
fateci sognare!
venerdì, luglio 09, 2004

Non so se mi piace di piu' la foto di Repubblica o la copertina del Manifesto...

"Il Muro nel territori occupati è contrario alle leggi internazionali. Israele deve cessarne la costruzione, smantellarne le parti illegalmente costruite, annullare gli atti legali relativi alla sua costruzione, riparare i danni inflitti. Infine, l'Onu deve intervenire. Con quattordici voti contro uno (il giudice americano), la Corte internazionale di giustizia dell'Aja ha deciso: il Muro di Sharon è fuorilegge."
(da Il Manifesto)
martedì, giugno 22, 2004
Il premier denuncia presunti brogli a danno del centrodestra
"La sinistra ha un esercito di professionisti e ci fanno fessi"
Berlusconi: "Cancellate schede a nostro favore"
SESTO SAN GIOVANNI - "E' indegno ciò che accade nei seggi elettorali dove vengono cancellate schede elettorali a nostro favore e attribuite a loro". Dal palco di Sesto San Giovanni Silvio Berlusconi lancia l'allarme "brogli". Un vero e proprio teorema che il premier vede architettato da "un esercito di professionisti del centrosinistra a danno dei nostri dilettanti, che puntualmente vengono fatti fessi".
Dopo la sconfitta elettorale, i quattro milioni di voti persi e le tensioni che percorrono la sua maggioranza, Berlusconi torna a ripetere concetti più volte esposti. La stampa "ostile", la sinistra "illiberale", gli alleati che non lo fanno lavorare in santa pace. Le due Italie, insomma: "Una di persone perbene come noi e una di persone come loro. Non possiamo correre il rischio di lasciare il paese in mano a persone come loro". Dove per loro si intende l'opposizione. Ed ancora: "Siamo scesi in campo perché eravamo preoccupati che l'Italia potesse finire in mani illiberali e di forze autoritarie. Le ragioni delle nostre preoccupazioni, avendo a che fare con queste persone non sono venute meno". (...)
(da Repubblica.it)
La libertà è una grande realtà. Ma significa, soprattutto, libertà dalle menzogne.
(D. H. Lawrence)
lunedì, maggio 10, 2004
"Il partito americano italiano sembra un po' in difficoltà, c'è da capirlo. Se ammazzi la gente con la scusa di portare la democrazia, non puoi farti le foto ricordo nel lager, vestito da kapò con i prigionieri al guinzaglio. Niente paragoni storici, per carità, ma una cosa è certa: la tua credibilità di liberatore si offusca un bel po' se ti comporti come Kappler e hai la faccia di Rumsfield. La tesi prevalente, ora - scritta in un editoriale sul prevalente settimanale del premier e sua fanzine personale, l'unico settimanale che cotona i capelli al suo editore - sarebbe che si tratta di «mele marce». Sapete tutti com'è la storia: quando ti beccano io non ti conosco e tu sei una mela marcia, vergogna, mi rovini la reputazione, ti caccio a calci nel culo, chiedo scusa a tutti... e assumo subito un altro kapò. La tesi è così banale e fessa che non ci sarebbe bisogno di commentare: la faccia della signorina England, che tortura la gente per pagarsi il college, la dice già abbastanza lunga sulla qualità della vita che ci aspetta nel Nuovo Secolo Americano. Ed è comunque la faccia di una guerra persa. Ma non demordo. Questa cosa delle mele marce m'interessa, è una teoria che mi affascina. (...)
Mele marce vendettero armi all'Iraq, e poi all'Iran, e poi addestrarono squadroni della morte in tutto il sud e centro America, e aiutarono il generalissimo cileno, e pure gli argentini, in tanti Garage Olimpo che somigliano molto a Abu Ghraib. Mele marce fecero il massacro di Kandahar.
Non so i petrolieri del Texas, o i direttori di Panorama, ma un normale contadino si chiederebbe: come mai tante mele marce? (...)
Le mele marce non sembrano per niente marce quando vanno ad arruolarsi. Uno lo fa per il college, uno per l'assistenza sanitaria, un altro per il mutuo della casa. (...)
Ma più che ricamarci sopra con la dialettica, è forse il caso di porre - per una volta - un vero problema politico: finché nessuno spiega bene cosa fa marcire le mele, la tesi delle mele marce non regge. E' il modello di sviluppo? E' la logica imperiale e tutte quelle pippe neocon sulla supremazia americana che tanto vanno di moda tra i dandy attempati e azzimati della destra italiana? Capisco l'ansia di liquidare come eccezione l'ultimo show nazi degli amici americani per cui si sbandiera tanto. Però, insomma, spiegare meglio. Essere più precisi. Argomentare. Signorini del partito americano d'Italia, queste famose mele marce da dove vengono, così numerose (e così tanto marce)? Non verranno per caso direttamente dall'albero?"
Alessandro Robecchi sul Manifesto
mercoledì, maggio 05, 2004
"WASHINGTON, May 4 — The Walt Disney Company is blocking its Miramax division from distributing a new documentary by Michael Moore that harshly criticizes President Bush, executives at both Disney and Miramax said Tuesday.
The film, "Fahrenheit 911," links Mr. Bush and prominent Saudis — including the family of Osama bin Laden — and criticizes Mr. Bush's actions before and after the Sept. 11 terrorist attacks.
Disney, which bought Miramax more than a decade ago, has a contractual agreement with the Miramax principals, Bob and Harvey Weinstein, allowing it to prevent the company from distributing films under certain circumstances, like an excessive budget or an NC-17 rating.
Disney came under heavy criticism from conservatives last May after the disclosure that Miramax had agreed to finance the film when Icon Productions, Mel Gibson's company, backed out. (...)
Mr. Moore's agent, Ari Emanuel, said Michael D. Eisner, Disney's chief executive, asked him last spring to pull out of the deal with Miramax. Mr. Emanuel said Mr. Eisner expressed particular concern that it would endanger tax breaks Disney receives for its theme park, hotels and other ventures in Florida, where Mr. Bush's brother, Jeb, is governor. (...)
"It's not in the interest of any major corporation to be dragged into a highly charged partisan political battle," this executive said. (...)
Mr. Moore, who will present the film at the Cannes film festival this month, criticized Disney's decision in an interview on Tuesday, saying, "At some point the question has to be asked, `Should this be happening in a free and open society where the monied interests essentially call the shots regarding the information that the public is allowed to see?' " (...)
Mr. Moore does not disagree that "Fahrenheit 911" is highly charged, but he took issue with the description of it as partisan. "If this is partisan in any way it is partisan on the side of the poor and working people in this country who provide fodder for this war machine," he said.
Mr. Moore said the film describes financial connections between the Bush family and its associates and prominent Saudi Arabian families that go back three decades. He said it closely explores the government's role in the evacuation of relatives of Mr. bin Laden from the United States immediately after the 2001 attacks. The film includes comments from American soldiers on the ground in Iraq expressing disillusionment with the war, he said.
(The New York Times - se siete iscritti: http://www.nytimes.com/2004/05/05/national/05DISN.html?hp)
venerdì, aprile 16, 2004
"Qualcuno ha notato che Vespa sembrava il vero ministro degli Esteri, quello che dava la linea e l'informazione ufficiale, mentre Frattini pareva il segretario, uscito di corsa dagli uffici della Farnesina per arrivare puntuale alla convocazione. (...)
Da titolare virtuale della politica estera, il presentatore ha perfino indicato la parola d'ordine, "unità nazionale". (...) La tesi è che sui grandi temi le forze politiche debbano evitare le "inutili polemiche" e trovare l'unità d'azione, senza distinzioni di destra e sinistra.
Si tratta del tipico argomentare televisivo. Sinonimo ormai di superficiale, emotivo, provinciale, ricattatorio, antidemocratico e anche infamante per la politica. (...) in politica è proprio sui grandi temi che ci si divide. (...)
Non è esistito tema meno "unitario" e "bipartisan" della questione irachena, a parte l'ovvio rifiuto del ricatto terrorista. E allora che cos'è l'unità nazionale decisa da mezzibusti e presentatori, a prescindere dal Parlamento, fondata sulle sabbie mobili del sentimentalismo, se non speculazione sul dolore? Dopo aver espropriato le sedi istituzionali, l'ideologia televisiva pretende anche di frullare le categorie della politica nel calderone del luogo comune da talkshow, buono da spalmare su tutto, i destini del mondo come un delitto in famiglia."
Curzio Maltese su Repubblica.it
mercoledì, aprile 14, 2004
George W. Bush in una conferenza stampa alla Casa Bianca "Momento difficile, ma manderemo più truppe se necessario"
"L'Iraq non sarà il nostro Vietnam
Finiremo il lavoro per la libertà"
Complimenti a Berlusconi: "Leader determinato a correre rischi"
"Guerra efficace: i proventi del petrolio meglio del previsto"
Dio, ho la nausea.
mercoledì, aprile 07, 2004

venerdì, febbraio 27, 2004
"Uomini-sandwich
"Chi ha scelto il Cavaliere, del conflitto di interessi se ne frega...". Parole di Umberto Eco, in un dibattito pubblico a Bologna che aveva davvero l'aria di essere interessante. Con lui anche Sergio Cofferati e altri, il senso - su cui titolano i giornali - è l'appello di Eco a bypassare la questione centrale e insormontabile - l'ossessione della tv e lo strapotere berlusconiano sulla medesima - e dare comunque per persa e inutilizzabile quella forma di comunicazione da parte della sinistra (e qualcuno si è chiesto se la sinistra non faccia soprattutto danni quando rincorre in tv l'avversario). Il paradosso, lanciato da Eco, è quello degli uomini-sandwich da mandare nelle strade, un cartello appeso con - davanti - la medesima scritta per tutti: "Questo non me lo lasciano dire in tv" e, sul retro, per ognuno una scritta diversa. Forse è un paradosso, forse no. Ma se ne parla e se ne parlerà ancora."
Dipollina sul suo blog di Repubblica
martedì, febbraio 24, 2004
Ohibò,
"il femminismo è ormai un movimento conservatore"
lo dice Marcela Iacub, intervistata da Fabio Gambaro per l' Espresso.
Vi avevo detto che Gambaro vive qui a Parigi? E che frequenta la Tour de Babele? Ma ahimè è felicemente sposato..
venerdì, febbraio 20, 2004
www.focus-magazine.info
lunedì, febbraio 16, 2004
«L'élite intellettuale europea continua a concentrarsi sulla questione dell'eccessivo tasso di natalità dei Paesi del Terzo mondo, ma intanto ignora la sovrappopolazione di bestiame e le realtà di una catena alimentare che defrauda i poveri dei mezzi di sussistenza per nutrire i ricchi con un'alimentazione a base di carne».
(Jeremy Rifkin, intervista -Luchino leggila che è proprio interessante)
"Il popolo del mondo è come due tribù nel deserto, una tribù vive in un paese con un pozzo, l'altra in un paese senza pozzo. La tribù con il pozzo vuole la pace, l'altra non vuole la pace, vuole l'acqua! La tribù senza pozzo forse è meno civilizzata, non ha una parola per dire pace, ma ne ha una per dire sete, che, data la situazione, è più o meno la stessa cosa. Il Comitato per la Pace nel paese con il pozzo, è buono, saggio, sano, gente bella che non ha sete e che perciò ha tempo ed energia per il comitato. La gente con il pozzo parla molto di premi per la pace da dare ad altra gente che vive nel paese con il pozzo."
(Lars Von Trier a Berlino, da Repubblica.it)
venerdì, febbraio 13, 2004
"Fai qualcosa per il tuo Paese: ragala un libro a Silvio B.
Torino. Si chiama "I campi del duce. L'internamento civile nell'Italia fascista. 1940-1943". Lo ha scritto Carlo S. Capogreco per Einaudi. Racconta delle 130 mila vittime della dittatura benigna. Niente villaggi vacanze nè club med. Piuttosto, gioviali deportazioni e allegri internamenti. La simpatica pratica del confino di polizia. E altri buffi particolari che illuminano il goliardico sistema dei campi di concentramento voluti dal Duce. (fonte Il Sole 24ore)."
www.ansia.splinder.it
mercoledì, febbraio 11, 2004
"Le uniche novità offerte dalla politica in questi mesi sono il lifting di Berlusconi e il nuovo marchio dell'Ulivo. Un po' poco per un paese che attraversa la peggiore crisi produttiva e finanziaria degli ultimi vent'anni. La faccia, il logo, la sacra immagine segnano i confini di una politica che esce da palazzo soltanto per richiudersi nei salotti televisivi, dove lo schermo funziona da quarta parete. Quello che accade oltre lo schermo, nella società, non esiste."
(articolo di Curzio Maltese, sulla Repubblica di oggi)
è vero. Ma allora perchè la gente invece si comporta come se esistesse davvero soltanto quello che succede in tv?